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La polemica

Unione degli Istriani o "sezione della Lega"? I dubbi degli Istriani. "Le parole di Andrea Cane ci feriscono!"

Il partito di Salvini promuove protocolli d'intesa con le Istituzioni a tutti i livelli...

Unione degli Istriani o "sezione della Lega"? I dubbi degli Istriani

Un protocollo d’intesa tra Regione Piemonte e l'Unione degli Istriani, promosso dal consigliere regionale leghista Andrea Cane e votato a maggioranza dall'assemblea. L'iniziativa risale all'ottobre dello scorso anno. Ci si proponeva, tra le altre cose, la realizzazione di “...eventi dedicati alla diffusione e all’approfondimento storico delle vicende del Confine orientale, delle Foibe e dell’esodo degli Italiani dall’Istria, Fiume e Dalmazia”.

Il consigliere regionale Andrea Cane

Quando Antonio Vatta presidente del Comitato torinese dell'A.N.V.G.D (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia) lo ha saputo c'è mancato poco che non cascasse da una sedia. E stiamo parlando dell'Associazione più antica e rappresentativa dell'esodo istriano che ci sia...

La domanda sorge spontanea… Ce n’era proprio bisogno?

"A qualcuno dei componenti dell’emiciclo di Palazzo Lascaris - commenta Vatta oggi -  è sorto il vago ricordo che in Piemonte e, specialmente nel suo capoluogo, le vicende del dopoguerra nel confine orientale sono ampiamente rappresentate da noi? Parrebbe proprio di no...!".

Il dito è puntato su una dichiarazione di Andrea Cane: “Una pagina bruciante della storia contemporanea..” (quella degli esuli giuliano dalmati - n.d.r.) “...che ha rischiato la rimozione, colpevolmente ignorata, taciuta o misconosciuta dalla storiografia e dall’opinione pubblica e che la Regione Piemonte richiamata dalla legge statale potrà far conoscere attraverso un’interlocuzione più organizzata anche con l’associazione Unione degli Istriani e il suo Coordinamento territoriale in Piemonte."

Ebbene?

"Queste parole  - stigmatizza Vatta  - ci feriscono. Feriscono profondamente la dedizione dei nostri appartenenti, in quanto esuli e discendenti che ben conoscono i drammi dell’esilio, affrontati e vissuti sulla propria pelle. Non stiamo parlando di personale reclutato ad hoc, per qualche sorta di tornaconto… ma stiamo parlando di una comunità numerosa, concreta e molto attiva negli anni, che meglio di nessun altro sa esprimere i propri valori all’interno del tessuto sociale di appartenenza piemontese. Parliamo di città come Torino, Novara e Alessandria, solo per citarne alcune, che ci hanno accolti e, nel tempo, si sono lasciate trasformare da questa grande famiglia di lavoratori, caparbi ma rispettosi delle istituzioni...".

Ed è proprio parlando del rispetto delle Istituzioni, che l’Unione degli Istriani risulta poco convincente. Sue (del presidente Massimiliano Lacota), per esempio, una serie di critiche al Presidente Mattarella per l'assenza alla Cerimonia del Giorno del Ricordo a Basovizza.

Il Presidente Mattarella

"Alimentare polemiche e tensioni tra le comunità degli esuli e quelle dei “rimasti” - commenta Antonio Vatta - pare siano la spina dorsale dell'Unione degli istriani. Ecco, questo non è lo stile dell’ ANVGD, non è quanto auspichiamo nel solco del rispetto reciproco tra associazionismo e istiuzioni..."

Ma non è tutto…

La Lega sta infatti promuovendo e sponsorizzando l’Unione degli Istriani un po' ovunque. Basti dire che anche in consiglio comunale a Torino, si è sollecitato un protocollo d'intesa per realizzare eventi di approfondimento sulla questione istriano-dalmata. La mozione (toh guarda) è firmata da Elena Maccanti (leghista).

Elena Maccanti

Insomma il messaggio che la Lega e l'Unione degli istriani vorrebbero far passare è che fino ad oggi ci sia stato uno scarso impegno nella diffusione e condivisione dei temi legati al Giorno del Ricordo, al dramma degli esuli e alla questione del confine orientale. 

ANVGD fa presente di essere un partner accreditato presso la Città di Torino, sin dagli arbori dell’istituzione della legge 30 marzo 2004 n. 92.

"ANVGD è stata, e resta - commenta Antonio Vatta - la prima associazione di esuli istriani, fiumani e dalmati radicatasi in Piemonte. Rappresentiamo una comunità che era rassegnata all’oblio della propria storia, quella storia difficilmente accettata e spesse volte fraintesa da chi non poteva o voleva conoscerla. Ben prima dell’istituzione del Giorno del Ricordo, la consapevolezza di essere autentici testimoni di un dramma, ha trasformato la rassegnazione in azione, creando opportunità nuove di conoscenza della storia ma anche della cultura che ha accompagnato gli esuli nel loro peregrinare, tra campi profughi e sistemazioni precarie. Per questo motivo non ci siamo mai sottratti al nostro compito, né mai ci sottrarremo nel sostenere le iniziative istituzionali e culturali, volte a favorire la conoscenza di quella triste pagina di storia che accomuna le nostre vite... Il nostro impegno è anche un debito morale nei confronti dei testimoni delle nostre comunità, coloro che per ragioni anagrafiche, ogni anno passano "a Miglior Vita" (come ricordava lo scrittore istriano Fulvio Tomizza). Per tali motivi, ancora non capiamo la necessità, da parte della Regione Piemonte, di attivare nuovi percorsi formativi..."

Antonio Vatta

I dubbi sui reali obbiettivi della nuova associazione o, per qualcuno, sotto sezione della Lega, c'è.  

"Si scoprirà - stigmatizza Vatta - che molti “esperti della materia dell’esodo”, in realtà, sono rappresentanti di estremismi sociali e politici di quantomeno dubbia coerenza democratica e concretezza, sia nell’ambito delle esperienze comunitarie che formative, accomunanti gli esuli istriani, fiumani e dalmati con il popolo piemontese. Quel popolo piemontese, ricordiamolo, figlio dei valori della Resistenza che qui in Piemonte, a differenza delle nostre terre d’origine, ha posto le basi per una concreta rinascita sociale e civile dopo i tristi anni dell’oppressione nazifascista..."

Negli anni il Comitato Provinciale di Torino dell’A.N.V.G.D. ha collaborato con la Giunta e il Consiglio regionale in particolare con il "Comitato resistenza e Costituzione", con la Provincia di Torino e adesso con la Città Metropolitana, con il Comune di Torino e con la Circoscrizione 5, il Conservatorio Giuseppe Verdi e il Polo del '900.

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