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VENARIA. Enjoy the silence

VENARIA. Enjoy the silence
Questa Amministrazione celebra al meglio tutte le ricorrenze istituzionali della nostra Nazione perché i morti non hanno colore politico …non si va avanti senza ricordare ma non si va avanti nemmeno guardando solo al passato”. Sono le ultime parole (famose) del sindaco per dare maggior vigore al proprio voto contrario e di tutta la maggioranza (esclusa la consigliera Virga) alla mozione “antifascista”. I morti sono tutti uguali. Perché sono “persone” su cui auspichiamo ricada l’umana compassione e la misericordia di Dio, per chi è credente. Ma diverso è dire che i morti non hanno colore politico. Ce l’hanno, eccome. E diverse, assai diverse, sono le ragioni per cui sono morti, perché differenti sono le idee per cui hanno vissuto e lottato. Le vittime, i perseguitati, gli oppressi meritano che ne venga celebrata la Memoria. Per i carnefici, gli oppressori e i boia c’è la Storia, quale disciplina di studio, affinché possiamo comprendere ed apprendere. La richiesta di “……guardare al futuro e non solo al passato, evitando soprattutto di strumentalizzare questo passato, e i suoi morti, ai fini della lotta politica” è pericolosa perché appiattisce la Storia ma soprattutto non tiene conto della Memoria. Matteotti e Mussolini sono morti. Ma il secondo dalla parte sbagliata. Ancora “Auspico una memoria condivisa e chiedo che su questi temi il confronto non sia fazioso o strumentalizzato politicamente”. Il solito richiamo indistinto verso tutti, cioè verso nessuno. Chi è che strumentalizza? A chi ci riferiamo? I partiti che sostengono il sindaco Giulivi e i rispettivi leader nazionali Salvini e Meloni hanno sempre avuto un complicato rapporto con il 25 Aprile e con “Bella ciao”; per non parlare dei tanti amministratori locali nostalgici del braccio teso, a sbeffeggiare la Resistenza, o a celebrare il 28 ottobre. Forse erano meglio le motivazioni farlocche del prefetto che non ha avvisato o dei troppi errori presenti sul sito. Oppure, a volte è meglio godersi il silenzio!  
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