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Settimo Torinese

Fuochi d’artificio di notte, serve buon senso

Pontoriero: “Lamentele giustificate, ma i botti sono in libera vendita e la PM non può farci nulla”

Fuochi d’artificio

Fuochi d’artificio (immagine di repertorio)

Fuochi d’artificio e botti nel bel mezzo della notte, ma non è capodanno e nemmeno la festa patronale. È da tempo che tanti settimesi si lamentano per i fuochi d’artificio che vengono sparati di sera e in diversi luoghi della città. Forse è divenuta consuetudine per celebrare una festa di compleanno o altri eventi con i botti, ma i colpi possono dare fastidio, interrompere il sonno dei residenti nelle vicinanze e spaventare gli animali domestici.

I fuochi si sparano in piazza Freidano, nello spiazzo del mercato in via Castiglione e in altre aree della città. Sui social si sta espandendo questo malessere, perché ci si chiede: “È possibile che le persone possano fregarsene del prossimo tanto da disturbare anche nelle ore della notte? E cosa si può fare per evitare questo?

“Ritengo giustificate le lamentele di qualche cittadino rispetto al costume, sempre più frequente, di chiudere serate e festeggiamenti privati con spettacoli pirotecnici. Tuttavia corre l’obbligo di precisare, anche in relazione alla richiesta di controlli, - dice il comandante della Polizia Municipale di Settimo, Renato Pontoriero - che ormai molti dei prodotti pirotecnici utilizzati sono articoli di libera vendita, per i quali non è richiesta alcuna autorizzazione di maneggio ed uso, reperibili presso tabaccai e supermercati. Le limitazioni alla vendita riguardano soltanto l’età dell’acquirente, superiore ai 14 o 18 in base all’articolo pirotecnico. Invito poi alla riflessione per la quale, ammesso che lo sparo si verifichi in orari coperti dal servizio, questo avrà una durata tale da non consentire l’individuazione del luogo e il raggiungimento dello stesso per la verifica di quei pochi elementi che potrebbero consentire il sequestro amministrativo degli esplodenti ancora da utilizzare, come la mancanza di riferimenti CEE per la libera vendita. - continua il comandante della Polizia Municipale - La possibilità di organizzare servizi mirati non può prescindere dalla conoscenza anticipata di luoghi ed orari nei quali viene fatto uso dei fuochi d’artificio, che possono essere i più diversi in termini di dislocazione e di orario. La società sta cambiando sotto la spinta di interessi economici che promuovono la commercializzazione di elementi fino a qualche anno fa reperibili solo attraverso canali non corretti”.

NELLA FOTO Renato Pontoriero (comandante della Polizia Municipale)

Esistono poi interessi di settore, come produttori di fuochi e petardi, che in qualche modo rendono i provvedimenti dei sindaci, se questi non sono temporanei, ricorribili. “Un esempio per tutti - continua - tempo fa un Comune in Veneto aveva emanato un’ordinanza permanente con il divieto di sparo di fuochi. I sindacati di categoria del settore dei produttori di fuochi hanno impugnato l’ordinanza e hanno vinto. Per tale situazione i provvedimenti, quali le ordinanze di divieto di sparo assunte dal sindaco, hanno sempre una validità limitata, come avviene durante le feste di fine anno. In questo scenario appare evidente che coloro che richiedono più vigilanza, lo fanno senza alcuna cognizione di causa, svilendo tutto sommato le istituzioni ed il Corpo di Polizia Municipale, come se la responsabilità fosse loro”. Insomma, serve un po’ di buon senso per convivere in armonia con il vicinato.

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