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Settimo Torinese

Ospedale: disastro annunciato

Ora, dopo la finta o falsa partenza, ci aspettiamo le nuove mosse.

Medico (foto d'archivio)

Medico (foto d'archivio)

Il pensiero di questi giorni è rivolto alle vittime, agli sfollati e a tutti i cittadini emiliani, romagnoli, marchigiani che stanno vivendo una immane tragedia e la distruzione di tutto ciò che avevano costruito con il loro lavoro e l’impegno delle loro famiglie. Il mio invito è quello di aiutare, anche con piccoli gesti di solidarietà, queste popolazioni. 

Questa settimana devo nuovamente scrivere a proposito dell’Ospedale Civico poiché, come avevamo ampiamente previsto, l’asta pubblica per la cessione al privato è andata deserta.  Ancora si sentono nelle orecchie le rassicurazioni della Sindaca in un recente incontro del suo partito (PD) e ripetute come un mantra dal suo cerchio magico in cerca di carriera, sul fatto che “un compratore ci sarà”. Ancora risuonano come campane rotte le frasi dei consiglieri di Centro – Destra che “avevano ricevuto assicurazione” dall’assessore regionale alla sanità (il leghista Icardi) sul fatto che “i servizi sanitari sul territorio sarebbero stati salvaguardati”. 

L'assessore regionale alla sanità Luigi Genesio Icardi

Ora, dopo che l’asta a 50 milioni è fallita è andato in scena il teatrino di chi ha la massima responsabilità di questo disastro annunciato. Sindaca e Assessore Regionale si accusano a vicenda con parole che sono nuovamente bugie e, cinicamente, proseguono il gioco delle parti che tanti danni ha già fatto. 

La realtà ci dice che le due parti sono sempre state d’accordo nell’obiettivo di disfarsi dell’ospedale. La Sindaca sa perfettamente che lo slogan “ora lo compri l’ASL4” è improponibile anche per legge oltre che per risorse necessarie e l’assessore sa perfettamente che fino a quando non c’erano queste amministrazioni comunale e regionale le rate di debito sono state regolarmente pagate e che i problemi sono sorti in virtù delle scelte di chiusura volute dalla Regione. L’assessore sa anche che tutti gli Amministratori Unici dell’Ospedale sono stati indicati e votati su indicazione della Regione Piemonte ai propri Direttori di ASL.  

Ora, dopo la finta o falsa partenza, ci aspettiamo le nuove mosse. Quelle vere, che alle spalle hanno come interesse concreto quello di mettere le mani su un altro pezzo di sanità pubblica piemontese. 

Lo vogliono fare senza impegnarsi e con la garanzia che in caso di fallimento sia sempre Pantalone a dover pagare. La politica, a destra come a sinistra, in questi anni è stata subalterna se non addirittura complice di questi interessi. .

Lo vogliono fare senza impegnarsi e con la garanzia che in caso di fallimento sia sempre Pantalone a dover pagare. La politica, a destra come a sinistra, in questi anni è stata subalterna se non addirittura complice di questi interessi. 

Nessun scandalo a constatare che il privato faccia il privato. Il suo obiettivo è ricavare il massimo possibile dalla propria attività. Lo scandalo è che il pubblico non faccia gli interessi delle persone che dovrebbe tutelare e rappresentare. Il fatto che né la Regione, né il Comune di Settimo, abbiano chiesto nella recente asta che venissero fissate garanzie sul tipo e qualità dei servizi da erogare e sulla salvaguardia dei diritti dei lavoratori è il vero scandalo. 

Parte dell’opposizione e poi il Comitato per la difesa dell’Ospedale Civico (che in pochissimi giorni ha raccolto 1.500 adesioni) hanno presentato una proposta chiara che tiene conto del punto in cui siamo arrivati a causa di incapacità e forse malafede degli amministratori e tutti o parte dei soci di quella struttura. 

Si sostituisca urgentemente il comitato di liquidatori con professionisti lontani dalla politica, ovviamente privi di conflitti di interesse e condivisi tra i soci pubblici. 

Sia diano linee guida chiare incentrate su cinque capisaldi: 

1) I soci pubblici non hanno bisogno di guadagnare o di rientrare da precedenti impegni assunti dalle Amministrazioni Bresso e Corgiat allo scopo di dotare il territorio di posti letto ad uso sanitario. 

2) L’ospedale civico torni a utilizzare tutti i 235 posti letto autorizzati e accreditati e le ASL si impegnino  a proporre ai pazienti dimessi questo percorso anziché favorire il passaggio in altre strutture private convenzionate.

3) L’ospedale civico, di fatto già in proprietà dei soci pubblici, venga proposto, con gara pubblica, in concessione per 30 anni ad un soggetto privato che si impegni, oltre che a ricapitalizzare la società di gestione per far fronte ai debiti accumulati in questi ultimi tre anni, a liquidare il mutuo residuo, a garantire quanto indicato nel progetto di gara e a salvaguardare l’attuale posizione di tutti i lavoratori impiegati in struttura. 

4) Il progetto di rilancio deve prevedere la possibilità di conservare gli attuali servizi gestiti direttamente dall’ASL (consultorio, ambulatori, guardia medica, medicina legale, ecc.).

5) Al termine del periodo di concessione la struttura tornerà di proprietà dell’ASL 4 e del Comune di Settimo che provvederanno alla gestione diretta o a nuova gara di concessione.

Ovviamente i particolari si possono e devono discutere ma ora, dopo aver portato l’Ospedale Civico sull’orlo del fallimento, non c’è più tempo per tattiche politiche o posizionamenti che guardano alla futura campagna elettorale. Se non si agisce in fretta sarete tutti colpevoli di aver distrutto la sanità territoriale e aver privato la Città di Settimo e i Comuni limitrofi degli unici posti letto ad uso sanitario disponibili. 

Restando in attesa di avere risposte a questa rinnovata proposta di confronto per intanto invito tutti a partecipare alla manifestazione a difesa della Sanità pubblica, indetta dagli Ordini professionali sanitari, da molte associazioni di difesa dei diritti dei malati e da alcune Organizzazioni sindacali del prossimo 27 maggio alle ore 14 con partenza dalle Molinette. 

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