In foto, l'assessore ai lavori pubblici, Luca Rastelli
Dopo una lunga, lunghissima attesa, è partito il processo per l’acquisizione, da parte del Comune, delle strade vicinali.
Parliamo, in tutto, di circa 15 chilometri del territorio sanmaurese.
Le vie in questione, dunque, se i residenti lo vorranno, potranno diventare strade pubbliche.
L’annuncio lo ha dato, in commissione, mercoledì, l’assessore Luca Rastelli.
Se ne parlerà, poi, anche nel Consiglio Comunale che andrà in scena domani, mercoledì 26 ottobre.
Dopo di che il processo potrà ufficialmente partire.
Al centro della contesa c’è la “gestione” delle strade vicinali, qui ci sono 4 mila dei residenti della Città di San Mauro.
Parliamo di quelle strade che non sono di proprietà del Comune ma di chi ci abita, vie che, però, vengono comunque attraversate da tutti (da qui il così detto “uso pubblico”).
Ebbene, fino al 2020, queste strade, di volta in volta, in caso di manutenzioni importanti bussavano alle porte del Comune per ottenere un “aiuto” (un contributo economico pubblico).
Il Comune valutava per caso per caso e decideva se e quando agire, parliamo di una spesa che pesava sul bilancio per circa 80 mila euro l’anno.
Nell’estate del 2021, poi, l’amministrazione dell’allora Sindaco Marco Bongiovanni aveva varato un nuovo regolamento, tutto era cambiato: ogni strada vicinale si sarebbe dovuta “istituzionalizzare” tramite un consorzio che avrebbe messo insieme i proprietari della strada.
A quel punto, il rappresentante del Consorzio, avrebbe avuto il compito di sottoporre al Comune le eventuali manutenzioni da fare e chiedere fondi pubblici.
Insomma, una sorta di linea di partenza uguale per tutte le strade.
Un regolamento che metteva a rischio, per le strade vicinali, proprio i servizi (rimozione neve e salatura) che la nuova amministrazione della Sindaca Giulia Guazzora ha deciso di garantire poco dopo l’insediamento.
Il neo assessore ai lavori pubblici, Luca Rastelli, l’aveva promesso e così è stato: i 4 mila residenti nelle strade vicinali, in questi 12 mesi, hanno potuto usufruire di tutti i servizi a cui hanno avuto accesso negli ultimi anni.
“Prima di tutto – ci aveva detto il giorno del suo insediameto Rastelli – il regolamento delle strade vicinali: voglio tranquillizzare tutti gli abitanti di quelle zone, non si andrà in quella direzione, stiamo cercando delle soluzioni, quel regolamento nei tempi che la legge ci permetterà sarà superato, dobbiamo solo trovare il percorso giusto. Servirà, però, del tempo. In ogni caso io garantirò tutti i servizi che hanno avuto gli abitanti delle strade vicinali in passato”.
Ecco, ora, ad un anno di distanza si è capito che quel regolamento non può essere “superato” ma deve essere “applicato”.
Lo dice la legge e lo dice pure il Prefetto di Torino che ha chiesto al Comune di San Mauro di metterlo in pratica nel più breve tempo possibile.
La nuova amministrazione di GiuliaGuazzora, un anno fa, aveva messo in “pausa” per 12 mesi il nuovo regolamento di Bongiovanni.
Quella “pausa”, ora, è finita, dal 2023 il regolamento scritto dalla giunta di Bongiovanni entrerà in vigore e tutti i residenti delle strade vicinali dovranno pagarsi una serie di servizi: spazzamento neve, salatura delle strade, illuminazione pubblica ecc ecc..
Però, c’è un però e sta proprio nel piano di acquisizione delle strade vicinali presentato dal Comune. Le strade che diventeranno comunali, infatti, potranno evitare l’applicazione del regolamento.
Il Comune metterà a disposizione anche un professionista per procedere in tal senso.
“È una delibera - spiega l’assessore Rastelli - ricognitiva che da la possibilità di acquisire a patrimonio pubblico la proprietà. C’è stata una grande difficoltà di applicazione per quanto riguarda il regolamento sulle strade vicinali. Per questo ora abbiamo deciso di dare questa ulteriore possibilità ai cittadini che ne faranno richiesta”.
L’acquisizione, però, non è per tutti. Per essere acquisiti occorrono requisiti: uso costante della via, la strada deve essere un luogo abitato, servono numeri civici. Serve poi una valutazione degli uffici,unacorretta viabilità, opere di urbanizzazione primaria, e l’unanimità dei consensi di tutti i proprietari della via.
Insomma, una gabula burocratica tutt’altro che semplice.
Il tempo è poco, pochissimo (non si poteva fare prima?!). “Sino a tutto il 2022 è valida la proroga dello stop al regolamento, - prosegue Rastelli - da lì in poi chi non aderirà dovrà attenersi al regolamento, fare consorzio ecc ecc... Si presume che in pochi giorni arriveranno molte richieste di adesione”.
Il capogruppo della Lega, RobertoPilone, ha chiesto più incisività sul tema.
“C’è una difficoltà pratica - commenta - bisognerà chiedere a tutti i proprietari di casa di una strada. Siamo sicuri di trovarli tutti? Non solo perché uno fa i capricci e magari non apre, ma magari quella la casa era di una persona deceduta e non ci sono eredi. Il Comune dovrebbe avere una iniziativa un po’ più forte e proporre ai cittadini della via di acquisire quella strada. Il Comune deve trovare una modalità più invasiva per farsi sentire”.
In ogni caso, completata la procedura, nel 2023, come detto, il regolamento entrerà in vigore. Su questo il consigliere di maggioranza del Pd, Matteo Fogli, ha chiesto rassicurazioni, cosa succedera da gennaio?
È probabile che il Comune continui ad occuparsi di alcuni servizi fino alla fine dell’inverno con un ulteriore “stop” rispetto all’entrata in vigore delle nuove norme.
Anche prché, come spiega Rastelli: “Applicare il regolamento in poco tempo creerebbe problemi enormi ai nostri uffici. Per i lavori che abbiamo effettuato nelle strade vicinali sono serviti molti permessi, tanta burocrazia, accessi a proprietà privata, è molto complicato”.
Per la maggioranza, dunque, si prospetta una bella gatta da pelare. La delibera, prima dell’approdo in Consiglio, potrebbe subire nuove modifiche per scrivere, nero su bianco, fino a quando le strade vicinali non acquisite potranno usufruire dei servizi comunali.
L’elenco, parziale, delle strade vicinali diffuso dal Comune
Via Acqui, 55 metri
Via Alba, 138 metri
Via Angelotti Inferiore, 120 metri
Via Angelotti Superiore, 220 metri
Via Bezzecca, 56 metri
Via Borgarella, 424 metri
Via Bormida, 113 metri
Via Bres, 414 metri
Via Canua, 1400 metri
Via Croce, 1700 metri
Via Dei Mille, 92 metri
Via delle Pietre, 700 metri
Via delle Vallette, 200 metri
Via del Rivo, 689 metri
Via Funicolare di Torino, 100 metri
Via Goito, 80 metri
Via Maria Goretti, 665 metri
Via Gorizia, 94 metri
Via Lanzo, 147 metri
Via la Valle, 523 metri
Via Leinì, 209 metri
Via Madonna dei Poveri, 902 metri
Via Malone, 148 metri
Via Marengo, 108 metri
Via Mazzini, 100 metri
Via Mentana, 78 metri
Via Moncenisio, 215 metri
Via Monfalcone, 81 metri
Via Monginevro, 140 metri
Via Montebianco, 230 metri
Via Monviso, 130 metri
Via Pastrengo, 88 metri
Via Pescatori, 345 metri
Via Rancoita, 250 metri
Via Ridolfi, 1000 metri
Via Sanctus, 677 metri
Via San Martino, 67 metri
Via Sesia, 95 metri
Via Sestriere, 437 metri
Via Solferino, 48 metri
Via Stura, 100 metri
Via Susa, 263 metri
Via Tanaro, 116 metri
Via Tetti Benna, 196 metri
Via Tetti Cagnassone, 344 metri
Via Tetti Chianale, 350 metri
Via Valliè, 295 metri
Via Vignale, 32 metri
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.