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GASSINO. Persiste il problema telefoni. Ecco il perché...

GASSINO. Persiste il problema telefoni. Ecco il perché...
In quel di Gassino, la polemica riguardante i telefoni e l’assenza di campo in alcune zone della città è, da sempre, un qualcosa di tutt’altro che sterile.  Bussolino, Bardassano, il cimitero di Gassino e via Foratella: le zone dimenticate da Dio, dagli uomini.. e dall’amministrazione comunale. Come mai, però, l’annoso problema persiste?    Qualche settimana fa era stato il sindaco di Gassino Paolo Cugini a dare spiegazioni, affermando che questa non fosse una materia di competenza comunale. Il comune, infatti, può solamente dare la concessioni, ma finché le società di competenza non acconsentono ad installare dei ripetitori beh, c’è poco da fare.  A parlare, però, questa settimana è stato Attilio Contran, consigliere di minoranza gassinese della Lega. “Come minoranza abbiamo sottolineato il problema a più riprese. Parliamo di connessioni e smart-working, ma intanto non riusciamo nemmeno a fare una telefonata - afferma Contran - a Bussolino e Bardassano di campo non ce n’è proprio; dal Bivio Cordova per andare su fino a Pavarolo e Superga, o in via Foratella, ci sono zone che sono completamente scoperte”.  Il problema era anche stato lamentato, qualche settimana fa, da alcuni cittadini gassinesi. “Le persone da lì non possono telefonare, fare smart-working, o i ragazzi fare la DAD. Poi mi chiedo, se qualcuno lì avesse un incidente e dovrebbe chiamare i soccorsi? Come potrebbe fare?” continua Contran.    Stando a quanto riporta il consigliere, sembra che l’amministrazione abbia individuato 4 o 5 i punti in cui si potrebbero installare dei ripetitori. L’installazione di ogni antenna verebbe a costare tra i 400 e i 500mila euro, un impegno economico non da poco.  Per ovviare a questo problema, sarebbe stata indivuata un’altra area, relativamente strategica, che permetterebbe di installare un solo ripetitore, riducendo i costi per le compagnie e riuscendo a risolvere il problema delle connessioni.  Quest’ultima area, però, ha un unico neo: non è di proprietà comunale.  “Le compagnie telefoniche dovrebbero poi appoggiarsi a quest’antenna per avere dei clienti - dice Contran -  il punto è che, essendo quel terreno di qualcun altro, se il ripetitore venisse installato lì i soldi non andrebbero al Comune. Cosa c’è sempre dietro a tutto? Semplice, il denaro”.
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