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SAN MAURO TORINESE. Il Comune perde anche in appello sulle multe del semaforo

Vedrete... quando andremo in appello, davanti ad un giudice vero e proprio, ribalteremo tutte le sentenze. Ebbene, le cose non stanno andando in questo modo: mercoledì un giudice ordinario di Ivrea ha respinto uno dei ricorsi presentati dal Comune. Era stato questo, negli ultimi anni, il “racconto” dell’amministrazione sulla querelle del semaforo di via Speranza. Da un paio d’anni, infatti, l’apparecchio è al centro di una contesa giudiziaria: tantissimi cittadini hanno fatto ricorso e hanno vinto. Perché? Perché l’amministrazione dell’allora Sindaco, Marco Bongiovanni, al momento dell’installazione del semaforo, si dimenticò la delibera di giunta che autorizzava l’installazione dell’impianto.  E non lo diciamo noi, lo dicono i giudici di pace di Ivrea che hanno annullato le multe e ora lo dice anche un giudice vero e proprio, Meri Papalia, che in appello ha rigettato il ricorso del Comune, confermando quanto già deciso dal giudice di pace. Le multe fatte da un semaforo che non ha una delibera di giunta autorizzativa sono nulle. Ma non è tutto: il giudice ha condannato il Comune al pagamento delle spese di lite, circa 500 euro.   Il semaforo all’incrocio tra Via Italia e Via Speranza nel 2020 ha fatto circa 17 multe al giorno, più di 500 al mese e 6000 mila durante tutto l’anno.  Sono numeri da capogiro quelli dello strumento installato, a fine 2019, lungo la strada verso Settimo.  Tanto per capirci: le multe che l’impianto di via Speranza faceva in un mese erano le stesse che gli altri semafori con telecamera (Via Roma, Via Casale, all’incrocio con Via Costituzione, e Via Torino, all’incrocio con Via Pescatori) facevano in un anno. Nel corso del 2020, però, alcuni verbali sono stati annullati.  In tutto, parliamo di 24 verbali annullati su un totale di 80  (una sessantina devono essere ancora discussi) ricorsi presentati dalla Globoconsumatori.  Tutto grazie all’azione portata vanti da Mario Gatto, presidente dell’associazione Globoconsumatori, associazione già protagonista di altre azioni “vincenti” in Italia contro altri impianti semaforici.  Accanto a lui l’avvocato Alessandro Alfonzo, rappresentante della sede di Settimo dell’associazione. Nei ricorsi accolti, tra le motivazioni dell’accoglimento scritte dal Giudice di Pace, si  faceva riferimento ad una specifica questione: la mancanza della delibera di giunta che autorizzava l’apparecchio. Documento che per lungo tempo è risultato assente (la delibera è stata fatta solo nel novembre del 2021 dalla nuova Sindaca, Giulia Guazzora).  Una, due, tre, quattro ma c’è anche chi è arrivato a prendere addirittura 14 multe sulla stessa auto. Tantissimi, insomma, i cittadini che, nel corso degli anni, hanno collezionato più di 10 passaggi con il rosso e che, quindi, hanno ricevuto a casa la “letterina” con la multa e la decurtazione dei punti dalla patente. Per la maggior parte parliamo di automobilisti in marcia verso Settimo che utilizzavano la corsia per girare a sinistra (con semaforo rosso) per proseguire diritto. Un’azione che, nonostante il semaforo verde per andare dritto, non è consentita dal codice della strada. Detta in parole povere: se sei nella corsia per girare devi girare e non puoi andare dritto. Il VistaRed è un sistema digitale di rilevazione delle infrazioni al passaggio con il semaforo rosso, attivo 24 ore su 24.  La particolarità dello strumento è che non richiede la presenza di organi di polizia: il sistema fornisce, in un unico filmato digitale, la sequenza della presunta infrazione dell’attraversamento dell’intersezione.  Le attività di accertamento delle infrazioni e la conseguente elevazione delle sanzioni sono svolte presso la sede del Comando di Polizia Locale dagli agenti preposti, in seguito dell’analisi dei filmati registrati dal sistema.
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