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27 Settembre 2022 - 14:45
Quando un proprio caro viene a mancare, ci sono tante operazioni burocratiche che rendono ancor più pesante il lutto. Oltre a sistemare i conti del funerale, ci sono anche gli ausili in comodato d’uso che restano vuoti. Sarebbero pronti per essere essere assegnati a qualche altra famiglia, ma dal decesso al ritiro del letto “speciale”, fornito dall’Asl per sostenere le cure a domicilio, passano settimane.
A Settimo sono stati segnalati due casi. Il primo è relativo alla situazione che sta vivendo la famiglia di Alessandro Mosca. Il 3 agosto, sua mamma è mancata all’età di 82 anni. Era stata riportata a casa dalla Rsa, era in condizioni di non autosufficienza a causa di un’ischemia cerebrale. “Per avere in comodato d’uso il letto e il sollevatore, un ausilio difficile da reperire e preziosissimo, ho compilato io tutte le pratiche - dice Alessandro - . Li abbiamo aspettati qualche settimana, ma poi sono finalmente arrivati. Appena mia mamma è mancata, il giorno dopo sono andato all’Asl per firmare la riconsegna. Non ho perso tempo, perché so quanto sono importanti. Pensavo che qualcuno sarebbe passati da lì a qualche giorno. Invece, l’impiegato mi ha detto che ci vogliono mesi e mesi prima che vengano a riprendersi il letto. Questa situazione è incredibile: ma con tutto il bisogno che c’è di queste attrezzature, possibile che non ci sia un sistema più veloce per liberare le case da questi letti e darli a chi ne ha bisogno? E’ una vergogna che non ci sia un sistema per accelerare queste operazioni di recupero e di riassegnazione degli ausili”. Il papà di Alessandro, Gianpietro, ha provato a sollecitare gli uffici dell’Asl, ma è stato tutto inutile: a quanto pari, i funzionari dell’Asl hanno confermato che la movimentazione dei dispositivi medici è un servizio appaltato a un’azienda esterna e bisogna aspettare il turno in cui programmano il giro dei ritiri a Settimo.
L’altra storia è quella di Egidio Capuzzo, affetto da una grave malattia degenerativa. Negli ultimi anni aveva iniziato ad avere parecchi problemi ad alzarsi da solo, mettendo in difficoltà la moglie Maria, di 78 anni, nelle operazioni di assistenza. Dopo avere assolto le pratiche burocratiche, la signora Maria è stata autorizzata al comodato d’uso, in prestito da parte dell’ASL, di un sollevatore e altri piccoli accessori, così da essere agevolata nelle operazioni di accudimento. Ci volle qualche settimana affinché il materiale arrivasse dal magazzino perché, nonostante la pratica fosse andata a buon fine, bisognava aspettare che il sollevatore fosse disponibile. Settimane in cui Maria continuò a spaccarsi la schiena, ma infine il sollevatore arrivò. Dopo qualche tempo, però, il 16 aprile, Egidio morì. L’attrezzatura, dunque, non serviva più. Maria, dopo i primi giorni di lutto, si affrettò a chiamare l’Asl per restituirla, e far sì che non ci fossero a Settimo altre signore costrette ad alzare dal letto con le sole braccia il proprio marito, provando quella enorme fatica, così come era successo a lei. Son trascorse diverse settimane, ma nessuno è arrivato a ritirare gli oggetti. Ai vari solleciti, l’ASL risponde sempre così: non dipende da noi, ma dal magazzino. Ad oggi, martedì 27 settembre, la signora Maria sta ancora aspettando che qualcuno passi a ritirare il sollevatore e, nel contempo, qualche altro settimese sta facendo fatica aspettando che si liberi un sollevatore. Sempre oggi, 27 settembre, si sta prolungando un disservizio lungo già cinque mesi. “Chiunque sia a creare il problema - dice Alessandro Capuzzo, figlio di Egidio e Maria - la speranza è che leggendo queste parole si metta una mano sulla coscienza e faccia qualcosa per mettere fine a queste assurde attese”.
Sandro Venturini
Carlo Rea
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