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SETTIMO TORINESE. Corpi Santi, ecco chi sono i patroni della città

in foto, La processione in una foto di repertorio di Tancredi Pistamiglio

in foto, La processione in una foto di repertorio di Tancredi Pistamiglio

I santi patroni della comunità di Settimo Torinese vengono menzionati per la prima volta nei verbali del consiglio comunale il 18 maggio 1681, quando il gesuita padre Dionigi manda a dire dell’arrivo delle reliquie da Roma. In quell’occasione, il consiglio deliberava di comunicare a Roma che la translazione a Settimo non è già fissata, come suggerito da padre Dionigi, per la prima domenica dopo Pentecoste bensì per il 31 agosto, ultima domenica del mese, dopo la trebbiatura del grano e prima del terzo taglio del fieno. L’ultima domenica di agosto resterà per oltre tre secoli la domenica istituzionale della festa di Settimo. Soltanto dopo il 1981, la festa patronale dei Corpi Santi, a causa dello spopolamento della città in periodo di fabbriche chiuse per le ferie, viene spostata alla prima domenica di settembre in concomitanza con la ripresa delle attività lavorative. 

Il 5 luglio, il papa Innocenzo IX concede da Santa Maria Maggiore in Roma l’indulgenza plenaria a chi l’ultima domenica di agosto avrebbe pregato nel duomo di Settimo “.. per la pace e la concordia trà i prencipi cristiani, estirpatione dell’heresie, & essaltantione di Santa Madre Chiesa”.  Così si legge sul tiletto avviso diffuso a Torino. Le reliquie dei santi martiri appartengono a Reparato, Lucido, Modesto, Vittoria, Teodora e Onorata e vengono riposte nelle due urne dorate, definite nei verbali consiliari come “cassiette”, in cui vengono raffigurate un santo e una santa. A queste prime, nei secoli vengono aggiunte altre reliquie di altri santi martiri annoverati patroni dai settimesi. Dai documenti storici risulta la presenza fin dalla prima edizione di botti e fusette. Le urne quando erano custodite sotto l’altare centrale, venivano esposte solennemente in occasione di siccità o di eccessive precipitazioni per invocare la normalità meteorologica. E la storia si ripete.

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