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SETTIMO TORINESE Liccione indagato per l'assalto alla Cgil di Roma

SETTIMO TORINESE Liccione indagato per l'assalto alla Cgil di Roma
“Durante la manifestazione non abbiamo mai caricato tantomeno ho mai toccato un agente”. Si difende così il settimese Marco Liccione il leader del movimento “no green pass” di Torino e della “Variante torinese” dopo essere stato iscritto nel registro degli indagati per l’assalto alla sede della Cgil di Roma. I fatti si sono verificati il 9 ottobre 2021. Liccione, accusato di resistenza a pubblico ufficiale in concorso, è difeso dall’avvocata Alfonsa Ginex del Foro di Torino. “Trovo davvero assurdo che io sia accusato di questo reato – sottolinea Liccione dopo essere stato convocato negli uffici della Digos della Questura di Torino dove gli è stato notificato l’avviso di garanzia – ero presente alla manifestazione di Roma ma nessuno di noi ha mai caricato gli agenti durante il corteo tantomeno mi sono mai permesso di toccare con un dito un poliziotto. Penso si tratti di un’azione del governo per tagliare in maniera radicale il fronte del dissenso popolare”. I manifestanti si riunirono in piazza del Popolo a Roma il 9 ottobre 2021. Il sit in era stato autorizzato, ma non il corteo nel centro della capitale. Dopo i discorsi dal palco iniziarono le tensioni. Furono ore di assedio nel centro della città. “Non ho paura delle ripercussioni – continua il leader della Variante Torinese – e sono orgoglioso di ciò che sto facendo per il futuro mio e dei miei figli che verranno, è ora di alzare la testa e agire”. La manifestazione era stata organizzata contro il green pass ed era stata autorizzata, mentre il corteo no. I manifestanti si riunirono in piazza del Popolo, lì ci sarebbero stati lanci di oggetti, manganellate e camionette aggredite. A immortalare le tensioni e le devastazioni tante immagini, video ripresi dagli stessi agitatori della manifestazione. Roma fu presa d’assalto da migliaia di manifestanti giunti da tutta Italia contro la dittatura sanitaria e la negazione della libertà imposta dalle restrizioni anti-contagio. Poi le tensioni arrivarono fino a Palazzo Chigi, presidiato dalle forze dell’ordine fino a giungere all’assalto della sede Cgil di Roma. “In quell’occasione non sono mai stato fermato e identificato. Ero sul palco e ho parlato aprendo la manifestazione. Penso si tratti di un’azione illegittima come tutte le altre prese in questi due anni di dittatura sanitaria” conclude Marco Liccione.    
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