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SETTIMO TORINESE. A cinque anni dalla scomparsa di Davide Gentile: un mistero

SETTIMO TORINESE. A cinque anni dalla scomparsa di Davide Gentile: un mistero

in foto, Davide Gentile, scomparso nel 2017

A distanza di 5 anni, riprendono le ricerche di Davide Gentile, di professione postino, 30 anni, al momento della scomparsa, avvenuta nella notte tra il 9 e il 10 settembre del 2017 allontanatosi da Settimo Torinese e del quale, da allora, non si è avuta più notizia. L’auto del padre, una Renault Kadjar di colore grigio e targata FK 324TL, che Davide aveva utilizzato la notte della sua scomparsa, è stata rinvenuta al confine tra Piemonte e Valle d’Aosta, precisamente sul Colle del Nivolet, frazione di Ceresole Reale (TO), di fornte al Rifugio Savoia e proprio da questo luogo ripartiranno le ricerche di Davide.

Nei giorni prima della scomparsa Davide, secondo quanto riferito dai suoi amici e secondo quanto riportato anche dagli stessi genitori, aveva mostrato segni di fragilità psicologiche.

Il giorno della scomparsa Davide è uscito con gli amici, trattenendosi in piazza con loro fino a tarda notte.

Indossava delle scarpe da ginnastica della Nike di colore arancione, dei jeans blu e una felpa con cappuccio di colore grigio e/o una felpa rossa con la scritta “Amsterdam”. Davide aveva un tatuaggio in corrispondenza del polpaccio destro, di colore nero, e una scritta in corsivo recitante la frase “Never alone” (una parola sotto l’altra) e avente dimensione di cm. 8 in larghezza, e 6,5 cm in altezza.

La mattina del 10 settembre 2017, stando ad alcune testimonianze la sua auto si trovava già nel luogo dove è stata rinvenuta, nella frazione di Nivolet e il cellulare, che Davide aveva con sé, risultava spento già dalla mattina alle 8,15. 

Nella serata del 27 settembre, durante la trasmissione “Chi l’ha visto”, è arrivata una segnalazione da parte di una persona che sosteneva di aver visto Davide al supermercato Bennet di Castellamonte (TO), ubicato in Via Giuseppe Romana, 40/42.

I genitori di Davide, Antonio e Maria Rosa, non hanno mai perso le speranze e al fine di proseguire le ricerche si sono messi in contatto con l’Associazione Penelope Piemonte di cui sono soci e che si occupa delle persone scomparse e dei loro familiari e di cui Fabrizio Pace, Criminologo con competenze in Scienze Forensi, è presidente. L’esperto sarà coadiuvato dalle psicologhe Marta Garbarino e Erika Porzio, dall’avvocato Paola Zuppardo in qualità di membro del direttivo di Penelope Piemonte e da alcuni membri della Detection Dogs Ticino, tra cui Mirco Guarnieri, Enrico Cerato e Paolo Riva. La famiglia sarà supportata dall’avvocato Benito Capellupo che, con attenzione, segue questo caso.

Si cercheranno elementi nuovi che possano permettere di ricostruire cosa sia successo esattamente quella sera di 5 anni fa. I sopralluoghi effettuati al tempo non riuscirono a produrre risultati che permettessero ai genitori, Antonio e Maria Rosa, né di continuare a sperare, né di potersi rassegnare.

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