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SETTIMO TORINESE I "Panda Brothers" secondi nel Sahara Racing

SETTIMO TORINESE I "Panda Brothers" secondi nel Sahara Racing
I Panda Brothers partiti da Settimo Torinese si sono piazzati secondi al Sahara Racing Cup. “Direi che l'avventura è andata molto bene dal punto di vista meccanico – ha affermato Giancarlo Amberti, uno dei due piloti - e della preparazione effettuata da Officine Guidi di Torino e Miniotti Garage di Testona. L'auto è tornata praticamente integra e a parte un piccolo danno di carrozzeria si è comportata benissimo a differenza di altre che sono ritornate sul carro attrezzi”. I Panda Brothers hanno ben figurato piazzandosi secondi su circa 35 equipaggi su Panda nella classifica finale. La gara è stata condizionata dalle condizioni meteo piuttosto impegnative con quasi continue tempeste di sabbia che hanno causato l'annullamento di diverse prove speciali e pare che non si verificassero da trent'anni condizioni così particolari. Sono volate via diverse tende e quasi ogni giorno è stato necessario coprire occhi e bocca per ripararsi dalla sabbia. “Una sera – ha raccontato Amberti - nel campo tendato di Tembaine ha anche piovuto che come puoi immaginare nel deserto non è così frequente”.  Quasi 2000 chilometri percorsi tra trasferimenti e prove speciali nel deserto 45 equipaggi totali che sommati allo staff hanno costituito una carovana di circa 150 persone. Il tutto si è svolto in totale sicurezza grazie al lavoro svolto dall'organizzazione del Sahara Racing Cup. Panorami mozzafiato e clima di grande amicizia e collaborazione tra gli equipaggi per risolvere i frequentissimi insabbiamenti qualche volta risolti con pala e piastre da sabbia, più spesso grazie al traino dei fuoristrada presenti. “Io e il mio fratello di Panda Maurizio Valfrè in una settimana ci siamo "piantati" tre volte a testa. Nella media della gara un ottimo risultato anche questo” ha concluso Amberti. In conclusione di fronte ad equipaggi molto agguerriti e molto più giovani con auto super preparate i nostri eroi sono riusciti a sfiorare il gradino più alto del podio sfuggito per un soffio e dimostrando che non sempre la potenza del motore è sufficiente ad avere dei buoni risultati specie in una competizione dove la velocità non è l'elemento principale ma grande importanza hanno le tecniche di guida e di navigazione.
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