Riceviamo e pubblichiamo i comunicati stampa del Tavolo della Legalità in seguito al caos della scorsa settimana quando gli esponenti hanno cacciato un giornalita de La Voce dalla riunione.
“Gentilissimo Direttore,nel pezzo a firma di Mattia Aimola uscito sul suo giornale il 10 maggio di quest’anno intitolato “Il Tavolo della Legalità? No! È il Tavolo dei carbonari!”, il giornalista scrive che il vostro giornale è stato cancellato dal Tavolo, “con un tratto di penna, senza chiedere nulla a nessuno”. Questa affermazione, è falsa e lesiva dell’integrità e onestà del Tavolo per la Legalità, che rappresentiamo come Coordinamento eletto annualmente dai componenti del Tavolo stesso. In data 15 maggio 2021 in occasione della revisione annuale dei componenti del Tavolo, è stata inviata al referente del suo giornale, Fabrizio Artero, una richiesta di conferma di interesse a partecipare agli incontri e alle iniziative, stante anche l’assenza di qualsiasi riscontro dal mese di Novembre 2020. A questa mail non è seguita risposta, né il suo giornale ha chiesto di rientrare tra i membri del Tavolo in occasione delle successive iniziative del 2021 e della stagione 2021/2022, quali ad esempio la Giornata della Memoria e dell’Impegno o l’incontro con gli agenti della scorta Falcone. Il giornale La Voce, membro del Tavolo fino all’inizio dello scorso anno, non ha risposto alle richieste di rinnovo di interesse a partecipare inviate nel 2021, né ha partecipato alle iniziative del Tavolo e pertanto non figura tra i componenti del 2022. Ci preme inoltre sottolineare che nonostante la notizia della riunione del Tavolo per la Legalità fosse pubblica, l’incontro era riservato ai componenti del Tavolo, come è stato ricordato durante l’introduzione. Una norma che il Tavolo per la Legalità ha sempre fatto valere in tutti i suoi quasi 10 anni di attività. Il giornalista ha costruito un pezzo basandosi sul disprezzo di regole a cui riteneva evidentemente di poter derogare e di fatti che non si è preoccupato di verificare. Il suo giornale lo ha pubblicato senza alcuna verifica, “a caldo”, abbinandovi un corsivo presuntuoso -perché basato su premesse infondate- che lede in modo grave all’immagine del Tavolo per la Legalità, un soggetto apartitico che raggruppa associazioni e volontariato, terzo settore, parrocchie, scuole, altri giornali, e partiti e movimenti politici. Nella piena fiducia e rispetto per la professione del giornalista e del ruolo della stampa, inviamo questa richiesta di rettifica consapevoli che tutti possiamo compiere errori, ma che la credibilità di un giornale passa anche attraverso la loro ammissione. E auspichiamo che il suo giornale torni ad essere strumento di dibattito civile e corretto. Se, come avvenuto invece, la stampa diventa strumento di attacco violento contro un soggetto che non rappresenta un potere, ma la società civile, viene meno con la sua credibilità anche la funzione di sentinella della democrazia che il giornalismo da sempre rappresenta”.
Il secondo comunicato riguarda i consiglieri di minoranza convocati dal Tavolo
“Nei giorni scorsi il Tavolo per la Legalità si è riunito per incontrare Marco Bongiovanni, Consigliere comunale e rappresentante di Movimento 5 Stelle-San Mauro Attiva, e Paola Antonetto, Consigliere comunale e rappresentante di Fratelli d’Italia, alla luce delle dichiarazioni rilasciate alla stampa circa l’abbandono del Tavolo. L’incontro è stato organizzato dal Coordinamento del Tavolo per consentire a tutti i componenti di approfondire e conoscere le ragioni di tale scelta, in quanto non tutti ne avevano capito le motivazioni.È stato dato ampio spazio a Antonetto e Bongiovanni, in modo da spiegare nei particolari la vicenda che li ha portati a prendere tale decisione.Il Tavolo per la Legalità ringrazia i due Consiglieri per le spiegazioni fornite, prende atto di tutte le osservazioni che sono state fatte durante la serata ma ribadisce il suo essere un organo apartitico e plurale, dimostrato dall’ampia e variegata composizione dei soggetti che lo costituiscono.Inoltre si evidenzia che il Tavolo non può sostituirsi alle autorità preposte e non ha il ruolo né le competenze per esprimere giudizi etici o legali in assenza di evidenze di indagini in corso e tantomeno di sentenze. Spiace registrare gli attacchi fatti al Tavolo, soggetto che riflette l’impegno di tante componenti della Città sui temi dell’antimafia e della legalità, e che rappresenta diverse centinaia di cittadini, oltre che essere un esempio e modello di attivismo partecipato che è apprezzato anche in territori sia vicini che più ampi. Il Tavolo per la Legalità, dispiaciuto dell’accaduto, è pronto ad aprire le porte, come ha sempre fatto, alla testata e alle persone succitate, come a qualunque altra realtà, Associazioni, forze politiche, cittadini, che si impegnino con correttezza a presenziare ed operare nelle attività proposte per una cultura di antimafia e legalità, e per il bene della nostra Città. Speriamo di tornare presto a lavorare tutti insieme per le attività che seguiranno, cercando di non vanificare il lavoro svolto costantemente da anni, persino nei momenti più difficili di una pandemia, ricordando i valori che hanno portato all’esistenza del Tavolo per la Legalità”.Il Coordinamento del Tavolo per la Legalità.Niente da dire, abbiamo capito che il Tavolo ha deciso di scavarsi la fossa da solo e ora vuole andare sempre più a fondo con due comunicati tragicomici e pure ricchi di bugie.Scrivono che noi non abbiamo chiesto di rientrare nel Tavolo, il che è curioso visto che nessuno di noi sapeva di non farne più parte. Scrivono che non abbiamo partecipato alle ultime due iniziative del Tavolo, peccato che online siano ancora presenti gli articoli degli ultimi eventi, con tanto di foto. Scritti da noi eh... Giustificano, in modo puerile, la nostra cacciata con una mail quando i contatti, con i membri del Tavolo, nella precedente campagna elettorale, sono stati giornalieri e nessuno ci ha mai chiesto nulla. Scrivono anche che il Tavolo non rappresenta un potere e neanche la politica, peccato che al suo interno ci sia mezza maggioranza. Scrivono pure che il Tavolo non può esprimere neanche giudizi “etici” e allora tanto vale cambiargli nome e chiamarlo “Tavolo degli eventi” e stendere un definitivo velo pietoso.Mattia Aimola
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