“Hanno fatto una figuraccia, i giornali fanno parte del tavolo ma al di là di quello mandare via delle persone non è bello, non è stato un bel gesto. Anche perché se dovevo guardare tutte le persone che c’erano dentro forse c’era qualcuno che non aveva titolo, Poi non c’era nulla da nascondere. Abbiamo raccontato i motivi dell’uscita, In ogni caso per la Pellico è la cosa che ha fatto traboccare il vaso, anche mettere i due debiti nello stesso Consiglio è stata una cosa intenzionale fatta per mettermi in difficoltà. Due esponenti della maggioranza ,i hanno anche chiamato per chiedermi cosa avrei votato in Consiglio, come se il mio voto dovesse cambiare il loro. Non è una cosa bella, che ti frega di cosa voto io? Vota in coscienza tua. In Consiglio ho parlato di “voto di scambio” proprio in riferimento a quello. Penso che la serata sia servita, perché magari il tavolo è stato stimolato ad occuparsi anche di legalità in senso lato e non solo combattere le mafie. Una spinta per controllare cosa succede vicino a noi. L’amministrazione deve dare l’esempio e non vuol dire non sbagliare ma ammetterlo senza troppi giri di parole”.Marco Bongiovanni, Movimento 5 Stelle
“Libera ed il Tavolo legalità che non vogliono l’informazione certifica il grande limite di chi della legalità della democrazia e della libertà si ammanta. La proscrizione e l’oscurantismo di chi parla di libertà e di legalità è quanto di più turpe possa essere visto. Nessuna giustificazione può essere addotta da chi si erge censore su argomenti come legalità e libertà”. Roberto Pilone, capogruppo della Lega“Quando ho smesso di essere un rappresentante politico ho deciso di continuare a far parte del Tavolo come cittadinaperché credevo nella sua bontà e finalità. Purtroppo ultimamente il lavoro non mi ha permesso di partecipare attivamente ma non per questo il mio interesse verso le azioni messe in atto sono venute meno.Martedì sera , dopo l’uscita di 2 consiglieri e membri, è stato portato in riunione un argomento molto importante: il dubbio della poca trasparenza amministrativa del Comune che è membro attivo del Tavolo. Devo ammettere che sono rimasta alquanto basita dal modo in cui è statotrattato l’argomento. Non perché mi aspettassi che venissero banditi, ci mancherebbe, ma per i seguenti motivi: l’allontanamento di un giornalista dando una giustificazione, a mio avviso, surreale; la mancata richiesta di veri chiarimenti da parte del rappresentante del Comune. È mancato poco che alla gogna venissero messi i 2 fuoriusciti. Ho senttito dire più volte, e da più persone, che quello non era luogo per discuterne. Ma allora mi chiedo: se non é il Tavolo della legalità il luogo giusto quale è?Più importante di tutti è che ho percepito piùpreoccupazione per come appariva il Tavolo all’esterno che non capire se davvero un membro si era comportato in modo poco chiaro. Ritengo che tutti i membri debbano essere un esempio e se si ha un qualsiasi dubbio su uno di essiquesto dubbio va risolto, parlandone e sviscerandolo fino ad avere una idea più chiara. Per questo motivo lascio il Tavolo. Se mi posso permettere vi invito ad una riflessione: se l’unica cittadina che è rimasta al Tavolo senza obblighi di rappresentanza decide di andar via forse qualcosa nella gestione va rivista?”. Katiuscia Coppola, ex consigliera del Movimento 5 Stelle, ha abbandonato il Tavolo“Trovo sgradevole quanto accaduto, sopratutto da chi si professa difensore della legalità. Il comportamento è fuori da ogni logica, mi pare che i soggetti indicati facciano della legalità una bandiera, un verbo, ci si ammanta di questa bandiera. C’è questa supposta superiorità morale che si manifesta a tutti i livelli e sono lontano da questo modo di agire. Non è questione di “attacco al Tavolo”, qui non siamo all’Onu, ma in un paese dove ognuno cerca di fare il meglio. Tra l’altro si era già parlato della Pellico, cosa c’era da dire ancora? Credo si stia sopravvalutando la posizione di ciascuno di noi. Si cerca di minimizzare un atto che non è minimizzabile”. Roberto Olivero, consigliere Due Ponti
“Marta Sacco e Serena Stefani hanno sbagliato, sono consapevoli di aver reagito d’istinto, innervosite da quanto successo, sono consapevoli che i giornali non c’entravano nulla. Io non avrei allontanato nessuno. La gestione della criticità però è stata fatta in modo personale. Chiamare in causa il Tavolo della Legalità è stato, in ogni caso, sbagliato fin dall’inizio, non c’entrava nulla su un illecito amministrativo che secondo me, però, è stato commesso”. Riccardo Carosso, consigliere dei Due Ponti“Rete Civica esprime solidarietà a Mattia Aimola, giornalista de “La Voce”, per quanto accaduto martedì sera in occasione del Tavolo della Legalità. Noi siamo dalla parte dell’informazione libera a prescindere e condanniamo con tutte le nostre forzecoloro che non hanno permesso ai giornalisti di assistere ad una riunione pubblica”. Rete Civica“Non so se sono autorizzata a parlare ma io dico la mia, credo di poter essere autorizzata a esternare il mio pensiero, non siamo in Russia no? Sono rimasta stupita dall’atteggiamento, io non conosco le regole ma visto che c’era un giornale mi è sembrava logico, per par condicio, far partecipare tutti. Visto che poi La Voce faceva parte del Tavolo, a maggior ragione. In ogni caso non è stata convocata come seduta segreta, quello che ho detto non avrebbe fatto notizia, sono tutte cose di cui si è già parlato più volte. Tappare bocche e orecchie, poi, non mi dà mai una bella impressione.Io sono stata convocata per spiegare per quali motivi avevo deciso di uscire dal Tavolo, ho fatto un semplice racconto di quanto successo. Non c’è stato nessun approfondimento sui documenti. Mi hanno detto che quella non era la sede per parlarne ma loro mi hanno invitato per quello. Mi sarei aspettata più maturità, era una cosa risolvibilissima parlando tra persone civili”.Paola Antonetto, Fratelli D’ItaliaVisto che noi non “cacciamo” nessuno abbiamo chiesto un commento anche al coordinamento del Tavolo della Legalità, alla Sindaca ma nessuno ha voluto dire nulla in merito a quanto accaduto. Entrambi si sarebbero dovuti esprimere con un comunicato ma non è mai arrivato.
Commentiscrivi/Scopri i commenti
Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce
Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter
...
Dentro la notiziaLa newsletter del giornale La Voce
LA VOCE DEL CANAVESE Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.