Alessandro Lorenzon, Consigliere del Movimento 5 Stelle
Il consiglio comunale di giovedì sera ha approvato l’aumento dell’IMU (sulle seconde case) per il secondo anno consecutivo. Una decisione che ha fatto scoppiare la polemica nel parlamentino gassinese.
A sollevare le maggiori perplessità ci ha pensato il capogruppo del Movimento 5 Stelle, AlessandroLorenzon.
“Contesto il metodo, - spiega - ci hanno portato in Consiglio ad approvare questo ordine del giorno che prevedeva l’aumento dell’Imu ma di fatto non si è mai dato spazio in precedenza ad una discussione in commissione bilancio che c’è stata solo lunedì (ieri,ndr). Era successo già lo scorso anno ma c’era il covid e quindi l’avevamo capito ora però non ho condiviso il metodo e l’abbiamo sottolineato”.
Detto del metodo, però, poi, si arriva al merito della questione.
“Loro - continua Lorenzon - parlano dell’aumento dell’energia che impatta sul bilancio di un certo numero, ce ne rendiamo perfettamente conto. Loro però vanno ad intervenire con una misura strutturale, un Rubicone dove difficilmente si torna indietro. Noi non sappiamo per quanto tempo l’aumento dell’energia insisterà, magari tra un po’ ci sarà una riduzione. Contesto, poi, anche un’altra cosa: i funzionari hanno dato una visione politica, gli hanno detto o l’irpef o l’imu, che non c’erano altri margini di manovra, un po’ come dire “o la borsa o la vita”. Sicuri che non c’era altro da vedere?”. Si arriva, quindi, all’aumento dell’Imu sulle seconde case.
“Il gettito - conclude Lorenzon - è di 1 milione e 600 mila euro, l’aumento sarà di 100 mila euro e insisterà prevalentemente sui proprietari di seconde case che a Gassino spesso vengono affittate. Questo aumento sarà scaricato in gran parte sugli inquilini”.
Completamente diversa, naturalmente, la lettura di quanto accaduto da parte del Sindaco, PaoloCugini.
Metodo sbagliato? Mancata condivisione? Macchè!
“Abbiamo valutato - precisa - tutto il possibile e ora torna fuori anche la storia che “non c’è stato abbastanza confronto”. Se qualcuno vuole entrare in maggioranza me lo dice e aggiungiamo un altro confronto. La verità è che a tutti i capigruppo e componenti delle commissioni sono stati mandati gli schemi di bilancio, lunedì c’è stata la commissione bilancio, c’è stato un Consiglio Comunale. Ci saranno 5 momenti di confronto sul bilancio di previsione, possiamo farne anche un sesto, un settimo, non lo so”.
Le difficoltà, però, come detto, derivano dal “caro energia” che ha messo in difficoltà anche i Comuni.
“Abbiamo sperato fino all’ultimo - racconta - in un intervento significativo dello Stato o della Regione. Parliamo, per gli enti locali, di 2 miliardi di maggiori oneri per la componente energetica. Lo stato ha stanziato 200 milioni, il 10%, per il resto come facciamo? C’è la possibilità di usare l’avanzo, il fondone del covid ma sono tacconi. Quest’anno, poi, entra anche in vigore il contratto dei dipendenti comunali, questo vale circa 150 mila euro sul nostro bilancio. Noi ne avevamo già accantonati, prudenzialmente, 48 mila lo scorso anno. Le spese energetiche, in più, valgono circa 200 mila euro. Tutte queste uscite in più le abbiamo assorbite al 50% all’interno del bilancio comunale. Sono 350 mila che abbiamo dovuto trovare, la metà limando tutto il limabile ma rimanevano fuori circa 100 mila euro. Le alternative che abbiamo sono due: o aumenti la tassazione sui redditi, Irpef, o agisci sull’Imu. Abbiamo fatto una scelta dolorosa. Parliamo di un aumento dell’Imu 0,06% che non riguarda neanche tutti.Abbiamo scelto però di non aumentare l’imposizione sui redditi che rimane la più favorevole di tutta la zona, sotto la media regionale e nazionale. Un’altra soluzione era andare avanti con il bilancio provvisorio e sperare in un aiuto dallo Stato. Oppure,chi critica, perché non ha proposto di alzare l’Irpef sui redditi da 28 mila a 55 mila euro? Si poteva fare... noi abbiamo scelto di tutelare i redditi”.
Per quanto riguarda la possibilità di tornare indietro rispetto all’aumento delle aliquote Cugini è netto: “Ogni anno si rideterminano le aliquote quindi si”.
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