Una mozione per riconoscere il lutto perinatale. E’ quanto presentato dalla consigliera Elena Ruzza, capogruppo di Sinistra Civica Lavoro e Ambiente. La consigliera lo ha proposto durante l’ultimo consiglio comunale di Settimo Torinese ed è stato votato all’unanimità.
L’espressione “lutto perinatale” indica la morte di un figlio che convenzionalmente si verifica tra la ventottesima settimana di gestazione e il mese di vita del bambino. Quando la perdita avviene nel periodo antecedente la nascita si parla invece di lutto prenatale. Nelle due categorie ricadono pertanto diverse tipologie di eventi drammatici in gravidanza e dopo il parto: Aborti spontanei, interruzioni volontarie di gravidanza, interruzioni terapeutiche di gravidanza, morte in utero, morte subito dopo la nascita.
“Nasceranno uno sportello – sottolinea Elena Ruzza - con esperte sul territorio e delle campagne di formazione sulla salute della donna e sulla gravidanza consapevole. Sono orgogliosa di questo progetto e perché è il frutto di un lavoro a cui molte donne hanno contribuito in più momenti in questi due anni e mezzo di impegno sul territorio”.
La perdita di un figlio può essere annoverata tra le esperienze più traumatiche nella vita di una donna, un’esperienza mentalmente e fisicamente devastante, capace di mettere in crisi le convinzioni più profonde, la visione della vita, le relazioni affettive e il senso e l’immagine di sé. Non si tratta di un lutto qualsiasi, ma di un lutto particolarmente pesante e di più difficile elaborazione in quanto possiede caratteristiche del tutto particolari.
Quindi il consiglio comunale e la giunta si impegneranno a: promuovere l’istituzione di un punto di ascolto/sportello in cui venga offerto adeguato supporto e venga favorita l’elaborazione del lutto nelle madri, nei padri e nei fratellini e nelle sorelline quando presenti in famiglia, nel rispetto della personalità e dei tempi interiori di ciascuno; promuovere momenti di formazione rivolti a tutti gli operatori e a tutti i professionisti su gli strumenti base per una comunicazione efficace e rispettosa dalla diagnosi al follow up; allo scopo di promuovere una corretta assistenza sanitaria, psicologica e comunitaria, e per educare ad un supporto il più possibile personalizzato a seconda delle diverse famiglie co lpite; e infine ideare campagne di prevenzione per la promozione della salute in gravidanza rivolte a tutta la cittadinanza.
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