Giovedì 3 marzo è andato in scena un presidio per la pace, per dire "No alla guerra", in piazza Europa, promosso dall’Amministrazione comunale, in collaborazione contutte le associazioni e le scuole.
“L’amministrazione - spiegano dal Comune - esprime solidarietà e vicinanza al popolo Ucraino, che sta vivendo questa tragica situazione di guerra. In collaborazione con Sermig e protezione civile verrà attivato sul nostro territorio un punto di raccolta cibo non deteriorabile nei giorni di mercoledì e venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 18 presso la sede della Protezione civile di piazza Abbazia. Si inizia da venerdì 4 marzo”.
Ma non è tutto, la Sindaca Giulia Guazzora ha anche aperto la città ai rifugiati.
“Abbiamo dato la disponibilità - spiega - alla Prefettura di ospitare profughi ucraini e siamo in attesa di loro indicazioni. Un grande grazie alle associazioni, agli istituti scolastici e ai cittadini per la presenza al presidio per la pace di oggi pomeriggio. Nelle letture e nei disegni dei bimbi e dei ragazzi la condanna alla guerra e la vicinanza ai loro coetanei in questo difficile momento”.
Lunedì scorso anche il Consiglio Comunale si era espresso, all’unanimità, per condannare la guerra.
“Esprimiamo - si legge nell’ordine del giorno approvato - la più ferma condanna all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia e i bombadardamenti della città, avvenuti in spregio ad ogni regola del diritto internazionale per sottomettere uno Stato sovrano, rifiutando ogni tentativo di intesa negoziale e minando la pace e la stabilità dell’Europa”.
Nel testo i Consiglieri chiedevano “al Governo Italiano, agli stati membri e alle istituzioni dell’Unione Europea di impegnarsi in un’iniziativa di contrasto dell’aggressione assumendo le misure necessarie, entro la reazione della comunità internazionale che l’Onu deve garantire e con un ruolo attivo nelle alleanze difensive a partire dalla NATO, perché l’invasione sia fermata, l’Ucraina sia liberata e si possa tornare all’applicazione degli accordi di Minsk e al rispetto degli accordi di Helsinki, ribadendo il principio fondamentale dell’inviolabilità delle frontiere”.
Il Consiglio Comunale, dunque, si impegna a: “far sentire al popolo ucraino la reazione e la solidarietà dei cittadini italiani e la più forte condanna morale e politica di Putin e delle sue azioni di guerra; a creare ogni possibile mobilitazione contro l’aggressione russa, per la pace e la garanzia del diritto internazionale in concorso con le altre istitutzioni locali e on la società civile che si oppone al sopruso e alla sfida portata alla democrazia e alla convivenza dei popoli”.
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