Il Governo stanzia un miliardo e 21 milioni di euro per la metro 2 di Torino.
Ad annunciarlo il sindaco di Torino Stefano Lo Russo che nelle scorse settimane aveva presentato al ministero la richiesta di un miliardo per l’opera da aggiungere agli 828 milioni già stanziati con la Finanziaria 2019.
“Mercoledì - spiega Lo Russo - abbiamo ricevuto la lettera del ministro Giovannini in cui si dice che è stato ritenuto prioritario il finanziamento de lotto funzionale Rebaudengo-Politecnico per 1 miliardo e 21 milioni, che consentiranno di partire il prima possibile sull’intera tratta. Mercoledì - aggiunge - è stata una giornata storica per la città. Ci abbiamo sempre creduto, abbiamo sempre pensato che la linea 2 è non solo una risposta strutturale alla questione mobilità, ma anche ai problemi della zona nord della città, uno straordinario strumento di riqualificazione e rigenerazione urbana”.
Eppure il nodo relativo alla tratta sanmaurese resta ancora.
Le amministrazioni di Settimo, San Mauro e della collina tutta spingono ormai, da tempo, per l’arrivo della linea 2 della Metropolitana al Pescarito.
E, almeno sulla carta,il deposito della linea 2 e un grande parcheggio di interscambio dovrebbero trovare “casa” proprio al Pescarito (una vecchia aria industriale), sul suolo del Comune di San Mauro, a due passi dall’Ospedale civico di Settimo di via Santa Cristina.
Sulla carta… Perché, in realtà per quanto riguarda il tratto sanmaurese della metro siamo solo alla progettazione preliminare. Infra.To, società in house del Comune, è pronta a consegnare alla Città il progetto definitivo ma, per il momento, si parla solo dell’area torinese della linea 2.
E, sopratutto, al momento la linea è finanziata solo nel tratto “torinese” più centrale.
Insomma, se tutto dovesse continuare così l’area a nord est di Torino rischierebbe di non vedere mai la metropolitana. E qui non parliamo di un beneficio che riguarderebbe solo due Comuni ma anche di tutta l’area collinare, da Gassino fino ad arrivare a San Raffaele Cimena che sul piano dei trasporti è messa malissimo. Interessi simili, poi, anche per la Circoscrizione 6 di Torino. Per questo la politica sta spingendo perché qualcosa si muova. Nell’incontro con Lo Russo i sindaci di Settimo, San Mauro e Collina avevano offerto la loro disponibilità per la progettazione della nuova linea. Il Sindaco Lo Russo aveva promesso che entro fine anno si sarebbe arrivati alla progettazione definitiva di tutta la tratta, compresa San Mauro.
Come sarà la nuova
metropolitana?
La Linea 2 si estenderà tra San Mauro a Nord e Orbassano a Sud, attraversando i territori di Torino, Beinasco e Rivalta per un totale di 28 chilometri e 32 fermate, oltre a tre parcheggi di interscambio e due depositi-officina. Il tracciato ha uno sviluppo di circa 28 chilometri lungo il quale saranno realizzate 32 stazioni. Progettata per essere compatibile con le diverse tipologie di treni in commercio, sia su gomma che su ferro, la nuova linea avrà caratteristiche simili alla 1 (sarà di tipo ‘automatico leggero’ senza conducente), ma se ne differenzierà necessariamente (in termini di ‘sistema ferroviario’ e dimensioni dei rotabili) anche per tener conto dello sviluppo tecnologico intervenuto in questi anni. Tre le tratte lungo le quali è stato suddiviso il percorso che dal tracciato originariamente previsto nel bando per la progettazione preliminare si è poi allungato a sud-ovest e a nord-est: a quella centrale, tra le stazioni Anselmetti e Rebaudengo (circa 15700 metri e 23 stazioni) si sono aggiunte le estensioni verso Orbassano (circa 5700 metri e 5 stazioni) e San Mauro (circa 6500 metri e 4 stazioni). Fin dalla fase di analisi della domanda di mobilità è infatti emersa chiara la necessità, per la sostenibilità finanziaria dell’infrastruttura, di massimizzarne la capacità trasportistica, creando altresì un vero e proprio sistema di connessioni intermodali col trasporto pubblico e privato.
Obiettivi che la progettazione ha perseguito individuando le fermate in modo che le loro aree di influenza fossero in grado di servire nel modo migliore possibile i principali poli di attrazione dell’utenza, realizzando una corrispondenza adeguata con le stazioni del sistema ferroviario metropolitano (Porta Nuova, Rebaudengo e Zappata) e assicurando un alto livello funzionale per garantire un ottimo livello del servizio. La linea 2 della metro di Torino si incrocerà con la 1 in corrispondenza di Porta Nuova, in via Nizza. Proseguendo verso sud toccherà il Politecnico e arriverà allo stabilimento FCA di Mirafiori. Dopo la stazione Anselmetti (ora all’interno dello svincolo della tangenziale sud), raggiungerà Orbassano Centro passando attraverso Beinasco Fornaci, Beinasco Centro, Orbassano Centro Ricerche (dove è ipotizzato il nodo di scambio con mezzi pubblici e privati) e Pasta di Rivalta. La fermata del centro storico di Torino sarà realizzata sotto piazza Carlo Alberto. Si raggiungeranno quindi i Giardini Reali, per toccare poi la frequentatissima zona del Campus Einaudi. Nella zona nord, i treni attraverseranno via Bologna e l’ex trincerone, arrivando nei pressi dell’ospedale San Giovanni Bosco e, quindi, giungere alla stazione ferroviaria Rebaudengo. Dal bivio Cimarosa Tabacchi avrà origine la deviazione che, attraverso piazza Sofia, Banca/Bertolla, via Aosta (dove è prevista la stazione di San Mauro Pra Granda) raggiungerà l’area industriale di Pescarito.
Parcheggi di interscambio – con circa mille stalli per vetture ciascuno – saranno realizzati presso le stazioni di Orbassano, Anselmetti e San Mauro Piemonte/Pescarito.
Il deposito è invece previsto al Pescarito. Al momento, però, sono solo 828 i milioni disponbili per realizzare la metro, fondi (stanziati dall’ultimo governo Conte) che basteranno per realizzare il primo tratto tra Rebaudengo e il centro città. Il primo lotto ad essere ultimato sarà quello Rebaudengo-corso Novara: i lavori di costruzione dovrebbero iniziare ad inizio 2024, dopodiché ci vorranno altri sei anni prima di vedere l’inaugurazione del primo tratto.
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