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04 Febbraio 2022 - 17:08
Olon
SETTIMO TORINESE. Nei giorni scorsi il Comune e Olon hanno approvato un protocollo di intesa che avvia un’importante trasformazione del Borgo Nuovo, che porterà all’acquisizione gratuita di circa 15mila metri quadrati ad uso pubblico, alla creazione di un parco pubblico e alla riqualificazione dell’area che affaccia sul parcheggio di via Schiapparelli con un centro congressi per attività sociali e culturali.
L’azienda e l’amministrazione hanno concordato una serie di interventi che cambieranno il volto di questa parte di Borgo Nuovo, con la creazione di nuovi collegamenti che miglioreranno sensibilmente la viabilità e la vivibilità della zona.
Il parco pubblico
L’accordo prevede una serie di azioni di riqualificazione in particolare lungo il perimetro dello stabilimento. «L’azienda dismetterà a titolo gratuito circa 15mila metri quadri che verranno in gran parte destinati a verde pubblico – illustra la sindaca Elena Piastra – La nostra intenzione è realizzare un parco pubblico sul terreno, oggi edificabile e di proprietà di Olon, a nord dello stabilimento». Il protocollo prevede la dismissione al Comune di quest’area e di un altro appezzamento sul lato opposto, quello sud, lungo via Schiapparelli. Su questo lato dallo stabilimento è prevista una trasformazione urbana con spazi verdi, aiuole, collegamenti, un museo e un centro congressi aperti al pubblico.
Via Solferino si collegherà a via Schiapparelli e via Cascina Nuova
Parte del muro perimetrale dello stabilimento verrà arretrato sia sul lato via Schiapparelli, sia su via Solferino. Quest’ultimo intervento consentirà di collegare via Solferino e il parcheggio sul retro della Stazione. «Questa soluzione produrrà un sensibile miglioramento della viabilità, garantendo due sensi di marcia sull’asse sottopassaggio di via Leini-via Cascina Nuova» prosegue la sindaca. L’intervento, sul piano della viabilità, potrà riportare agli automobilisti i benefici di via Schiapparelli a doppio senso, aprendo uno comodo sfogo per chi uscendo dal sottopassaggio deve dirigersi verso corso Piemonte e via Cascina Nuova.
L’accordo prevede anche l’arretramento di qualche metro del muro perimetrale della Olon lungo via Schiapparelli, che consentirà di allargare la sede stradale per ricavare una pista ciclabile più larga di quella attuale e a doppio senso.
Le attività culturali
Nell’accordo è prevista anche la cessione al Comune dell’edificio che oggi ospita la mensa Olon, sul lato opposto di via Schiapparelli rispetto alla fabbrica, e la realizzazione di un museo e un centro congressi a uso pubblico nell’area che affaccia sul parcheggio Schiapparelli. Qui, anche grazie alle azioni messe in campo dal Comune, si potranno svolgere attività a finalità culturale e sociale, favorendo un “dialogo” costante fra la Città e la fabbrica.
La conversione della produzione
Il protocollo ribadisce il mantenimento della funzione industriale, diritto acquisito dall’azienda già da decenni, con il proposito di una riconversione del ciclo industriale improntata a un maggior interesse verso produzioni di carattere biologico.
«La presenza dello stabilimento industriale nel cuore della città, negli anni, ha rappresentato indubbiamente una grande difficoltà nell’impostare la trasformazione urbana – commenta la sindaca - D’altra parte, la permanenza dell’azienda sul nostro territorio ha portato un grande valore, in particolare in termine occupazionale. La Olon garantisce lavoro a crica 400 famiglie e questo accordo ha il pregio, da un lato, di tutelare le necessità dell’azienda e favorire i suoi interessanti investimenti nel settore biologico. Ma soprattutto permetterà significativi miglioramenti per il quartiere e per chi lo vive, con la possibilità di nuovi spazi pubblici, la riduzione dell’edificabilità, la riqualificazione complessiva di un’area pensata per la sua fruizione pubblica, anche in sinergia col privato. La trasformazione è già iniziata, con l’abbattimento di due edifici nella parte sud, ma proseguirà nei prossimi anni con vari step seguendo un percorso impostato oggi insieme. Anche nel futuro, questa fabbrica e la sua attitudine all’innovazione possono dare molto alla città e il protocollo d’intesa pone le basi per un’apertura dello stabilimento alla città che è la chiave per la trasformazione in un contesto industriale come quello settimese».
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