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02 Dicembre 2021 - 10:58
In foto, Mario Beccaris davanti alla locandina dei film in programma il 9 marzo 2020 intitolato "Gli anni più belli"
Mario Beccaris, uno dei proprietari del cinema Petrarca di Settimo, insieme al fratello Francesco e alle loro mogli, Margherita ed Enrica, sono pronti per riaprire le sale.
E’ una domanda che spesso appare anche sui social settimesi: quando riaprirà il cinema? Perché molti settimesi se lo stanno domandando.Mia nonna Pasqualina aprì il cinema in via Mazzini, faceva lei i sonori per i film muti
Lo chiedono anche a me. Se va tutto bene, apriremo prima di Natale. Ora stiamo ristrutturando per mettere a norma tutte le sale. Alcuni cinema hanno già riaperto, ma noi, come molti altri, abbiamo scelto di rimanere ancora per qualche tempo chiusi e, nel frattempo, fare dei lavori. Stiamo mettendo in atto un programma di purificazione nel ricircolo dell’aria durante le proiezioni e la sanificazione dei locali a sale vuote. Tutto questo per la sicurezza dei nostri futuri spettatori.
Come mai questa scelta di aprire solo prima di Natale?
Perché se andiamo a vedere gli incassi dei cinema aperti a Torino nell’ultimo periodo, ad esempio, sono ridicoli e non coprono nemmeno le spese del riscaldamento. E questo per diversi motivi.
E quali sono questi motivi, secondo lei?Riapriremo prima di Natale: arriveranno i film della Warner e della Disney
Il primo è che la paura del virus non è ancora stata superata e molti continuano ad avere timore di frequentare i locali chiusi, anche per l’aumento del numero di contagi. Inoltre la qualità del prodotto cinematografico in questo momento non è dei migliori. Solo adesso stanno uscendo dei film da botteghino, come si dice in gergo, sia dal punto di vista qualitativo che per un discorso di incassi. Per anni a Natale ci sono stati film che hanno salvato la stagione di una sala cinematografica.
Ad esempio?
Come Avatar o i film di Checco Zalone. Grazie ad alcuni film di Natale, molti potevano tirare avanti per tutto l’anno. Ora non so, vedremo come andranno le cose.
Lei non crede che l’offerta on demand, tipo Netflix, abbia inciso sulla scelta delle persone di restare a casa invece di andare al cinema? Ovviamente oltre alla paura del contagio...
Secondo me no. Queste due realtà possono convivere tranquillamente. Cinema e Netflix, ad esempio, offrono prodotti diversi, e quindi…
Lei da quando fa questo lavoro?
Da sempre, ma prima esistevano le mono-sale, erano gli anni in cui c’erano i film di Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, di John Wayne. I film cinesi e molti altri. E si stava bene. Pensi che mia nonna Pasqualina Converso Beccaris e le sorelle di mio padre aprirono il cinema Moderno in via Mazzini a Settimo nel 1922. C’era ancora il cinema muto e mia nonna stava dietro lo schermo con alcuni strumenti, come campanacci, pentole o altro, per dare un suono alle immagini, come le sparatorie o un tuono. E questo era il cinema di una volta. Poi c’è stata la tragedia dello Statuto il 13 febbraio 1983 e in quel momento per continuare a sopravvivere abbiamo dovuto trasformarci in una multisala perché una mono-sala non permetteva più di andare avanti.
È vero che c’è una differenza tra una Multisala e un Multiplex?
Certo. La Multisala ha fino a sei schermi, da sette in su è il Multiplex che, secondo me, è la rovina del cinema.
Perché?
Perché a volte hanno anche quindici sale in un mercato già saturo e poi, se si va a vedere, non è che ci siano molti spettatori. Le pellicola vanno a vuoto o per sole cinque persone. Ha senso questo? Una Multisala, invece, nelle tre quattro sale che ha, fa girare i film mettendo in quella più grande la pellicola nuova o quella che piace di più. I film poi fanno il loro corso naturale di settimana in settimana nelle altre sale più piccole. Inoltre i Multiplex, quasi sempre, non sono gestiti da persone che sanno di cinema, ma da società che vogliono solo investire soldi.
Come avete passato questi quasi due anni di chiusura?
Definiamoli come anni sabbatici, ci siamo guardati in faccia e siamo andati avanti. E ora tra poco ripartiremo.
Quali sono i primi film che metterete in programma?
Forse quelli della Warner Bros che è una casa di produzione cinematografica molto importante. Oppure i film della Disney con cui si lavora bene. I film italiani sono belli, ma con loro non ci si salva economicamente e quindi adesso valuteremo l’offerta della case di produzione che ho citato prima.
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