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SETTIMO TORINESE. A teatro, la trilogia per “Indagare il male”: il tema del razzismo nel mondo e nei social

SETTIMO TORINESE. A teatro, la trilogia per “Indagare il male”: il tema del razzismo nel mondo e nei social

Maurizio Babuin e Luca Serra Busnengo

SETTIMO TORINESE. Perché continuiamo a ergere muri e a farci nuovi nemici? L’intolleranza non è sempre così violenta da sembrare plateale; spesso siede in poltrona, è cortese. “Io odio. Apologia di un bulloskin” è lo spettacolo che Luca Serra Busnengo ha portato in scena il 2 e il 3 ottobre, alle 20, sul palco del Garybaldi.

Una piece che rappresenta il primo capitolo della trilogia “Indagare il Male”; non soltanto l’occasione per conoscere meglio la lingua dell’intolleranza e mettere in discussione le nostre abitudini, ma uno spunto per comprendere l’attualità. Abbiamo raggiunto Luca Serra, l’attore protagonista dello spettacolo, e Maurizio Babuin, regista e direttore artistico della compagnia teatrale Santibriganti, per commentare lo spettacolo.

Com’è nata “Io odio. Apologia di un bulloskin” ?

Maurizio Babuin: «Quest’opera è nata tre anni fa da un ottimo lavoro di scrittura di Valentina Diana; per un anno non abbiamo provato, nonostante ciò avevo già in mente Luca Serra, per affidargli la parte. Il suo personaggio incarna il male “maschio”, ed in questo caso affronta il tema del razzismo, con una fotografia cruda del linguaggio di questa patologia che chiamiamo “odio”. Non solo il disagio sociale o la formazione culturale generano l’odio; spesso ce lo prendiamo come una malattia, e noi volevamo fotografarla senza dare un giudizio. Soltanto immortalarla cosicché chi viene a teatro possa vederla»

Il protagonista non è un volto nuovo per Santibriganti. La prima collaborazione con voi risale al 2007, in “Terra Piena”, di cui già curavi la regia...

Babuin: «Luca Serra è stato una voce in capitolo importante, ed il lavoro è frutto di una collaborazione molto fertile in fase creativa. È anche il protagonista di un nostro spettacolo per ragazzi, “Ahi!Ahia! Pirati in corsia”, e con lui riesco a creare una sinergia che fa bene al teatro. Con il teatro noi possiamo educare e formare, ma anche provocare ed infastidire il nostro pubblico con la storia di un personaggio in carne ed ossa sul palco».

Come è stato interpretare un intollerante?

Luca Serra: «Il nostro momento storico è fortemente condizionato dall’uso dei social network e della realtà virtuale. I nostri dispositivi informatici danno la possibilità di sentirci vicini, ma siamo anche filtrati dallo schermo e possiamo manifestare dei sentimenti violenti e nocivi, che altrimenti non riusciremmo a tirare fuori. Il mio intento è di portare sulla scena un personaggio urticante. Non nego che ho dovuto fare un lavoro molto forte sulla mia lingua e sul mio carattere per riuscire a dargli un volto»

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