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RIVALBA. Referendum sulla Cannabis: il comune è inadempiente

RIVALBA. Referendum sulla Cannabis: il comune è inadempiente

Il referendum promuove la legalizzazione della Cannabis

RIVALBA. Venerdì mattina il comitato promotore del Referendum Cannabis ha manifestato di fronte al Ministero della Giustizia per chiedere un intervento urgente del governo che eviti la violazione i diritti dei quasi 600 mila cittadini che hanno firmato il referendum sulla cannabis, e il trattamento discriminatorio che questa iniziativa referendaria sta subendo rispetto alle altre che sono in corso contemporaneamente nel nostro Paese. 

“Sta accadendo - scrive su Facebook Riccardo Magi, deputato e presidente di Più Europa e tra i promotori del referendum Cannabis - quello che temevamo accadesse: moltissimi dei comuni italiani non stanno rispondendo alle PEC con cui abbiamo richiesto i certificati elettorali di tutti i firmatari del referendum.

I comuni per legge dovrebbero inviare i certificati entro il termine improrogabile di 48 ore dalla richiesta, termine già trascorso. Ora, a maggior ragione, è evidente la necessità di un atto del governo che faccia valere anche per il referendum cannabis il termine del 31/10 come per le altre iniziative referendarie. Bisogna evitare - conclude Magi - che l’inadempienza dei comuni si traduca in un sabotaggio del referendum”.

Tra i 1800 comuni inadempienti c’è anche quello di Rivalba, almeno stando all’elenco diffuso, lunedì mattina, dall’Associazione Luca Coscioni, tra i promotori della consultazione referendaria. “Al momento - spiega il primo cittadino Davide Rosso - non mi risulta ma farò le opportune verifiche con gli uffici. In ogni caso so che c’è stato qualche intoppo burocratico. Per quanto riguarda il referendum sull’eutanasia, ad esempio, da noi i moduli sono arrivati tardi, a tempo scaduto”. 

Proprio in questi giorni si stanno ancora raccogliendo le firme per la legalizzazione della cannabis. Per firmare occorre collegarsi al sito http://referendumcannabis.it.

Un referendum che si farà (in teoria in primavera) visto le 500 mila firme raggiunte in pochissimo tempo. Il Referendum Cannabis è promosso dalle Associazioni Luca Coscioni, Meglio Legale, Forum Droghe, Società della Ragione, Antigone e dai partiti +Europa, Possibile e Radicali italiani.

Il quesito proposto chiede di depenalizzare la condotta di coltivazione di qualsiasi sostanza per uso personale (resterebbero le condotte di detenzione, produzione e fabbricazione per tutto ciò che non rientra nell’uso personale), eliminando la pena detentiva per “qualsiasi condotta illecita relativa alla Cannabis, con eccezione della associazione finalizzata al traffico illecito”; inoltre, si propone di eliminare la sanzione della sospensione della patente e del certificato per i ciclomotori nel caso sia accertato il semplice possesso (restano le norme sulla punizione della guida in stato di alterazione psico-fisica).

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