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28 Settembre 2021 - 11:35
In foto, da sinistra verso destra: una delle edizioni dello street food a San Mauro, la Pulcherada, il cinema teatro Gobetti
SAN MAURO TORINESE. Cultura non significa soltanto arte, letteratura e spettacolo; le nuove sfide per i politici richiedono loro di creare relazioni fertili fra il territorio e le sue offerte gastronomiche, architettoniche e paesaggistiche, e l’identità sociale dei propri cittadini.
Manca poco meno di una settimana alle elezioni comunali di San Mauro. Abbiamo raggiunto i candidati in corsa per la fascia di sindaco per interrogarli sulle loro proposte per valorizzare la proposta culturale della vita cittadina.
Paola Antonetto, candidata di Fratelli d’Italia punta forte sul Km 0 e sulle bellezze locali: «Ovviamente si deve puntare su manifestazioni culturali di qualità. Attraverso la promozione turistica - un tour operator per esempio - dobbiamo sfruttare la storia della nostra città, che ospita l’affresco più antico d’Europa, il Cristo Pantocratore della Pulcherada, ma un numero di visitatori molto scarno».
Al contempo va sul concreto anche per il lato eno-gastronomico: «Io preferisco offrire ai miei concittadini lo Street Food della zona. Non vorrei più vedere i banchetti di fritti di pesce e grigliate ma di agnolotti, cardi e bagna caoda. Queste sono le nostre caratteristiche e dobbiamo riscoprirle come i grandi chef coniugano l’innovazione con la tradizione. Dovremo incentivare le nicchie che sono il nostro fiore all’occhiello».
Marco Bongiovanni, sindaco uscente, del MoVimento 5 Stelle punta sull’innovazione tanto quanto sulla continuità. «In questi anni ci siamo resI conto che aldilà delle manifestazioni, che sono momenti di ricreazione piuttosto che di cultura, abbiamo visto che si può alzare progressivamente il livello culturale. Lo ha mostrato l’ultimo evento che abbiamo proposto, “Storie di donne”.
La nostra intenzione è perciò quella di creare un calendario sempre più ricco per aumentare l’offerta ai nostri concittadini, tramite iniziative distribuite sul nostro territorio che seguano una agenda annuale. È necessario andare a ricercare degli eventi che riescano ad attirare anche le persone che sono interessate agli aspetti ludici e ricreativi della cultura.
Per quanto riguarda l’aspetto turistico abbiamo investito molto in questi anni per la valorizzazione delle fragole. Inoltre abbiamo un budget di quasi 900 mila euro per investire sul complesso abbaziale della Pulcherada, e abbiamo in mente di creare non soltanto un museo parrocchiale ma al contempo una esposizione che riguardi e racconti il nostro territorio, che possa stimolare i sanmauresi e, soprattutto, attrarre turismo da fuori».
Per Riccardo Carosso, il Patto Civico fra le liste “Due Ponti”, “San Mauro Domani” e “Alternativa Democratica”, consiste in una sinergia culturale: «Con la nostra lista credo che abbiamo creato qualcosa di completamente nuovo. - ha illustrato - Abbiamo fondato il nostro progetto su un concetto di squadra. Con squadra non intendiamo soltanto una “squadra politica” oppure “amministrativa” ma anche una squadra col territorio. Per noi è necessario costruire una rete poiché ancora non c’è se continuano a esserci le fazioni a livello territoriale.
Se il gruppo dell’Oltrepò continua a non parlarsi con quello del Centro o di Sant’Anna, allora le iniziative culturali saranno ancora frammentate, e noi dobbiamo fare in modo di creare una rete di eventi a partire da una rete di persone». La sfida sarà cogliere i frutti di questa semina: «Il concetto politico è che noi ci siamo, cercheremo di valorizzare e finanziare tutto ciò che il territorio ci propone.
Non mi va di fare false promesse, annunciando oggi che prepareremo una mostra oppure una fiera per fare soltanto dei proclama. C’è un territorio che lavora e la politica non si deve sostituirci ad esso: noi accoglieremo e daremo lustro a ciò che la nostra città offrirà».
Giulia Guazzora, candidata del Partito Democratico, scandisce un programma culturale diffuso: «Abbiamo tre obiettivi riguardo la cultura. La valorizzazione della nostra Biblioteca Civica attraverso l’ampliamento dell’offerta di eventi e la relazione con il circuito SBAM di cui già fa parte e, principalmente, una sinergia con l’Archimede di Settimo. In secondo luogo la cultura è riferita al Cinema Teatro Gobetti, che vorremmo assumesse un ruolo di primo piano nella nostra scena cittadina, per mezzo di serate e scambi con il “Torino Film Festival”, e con le ospitate del “Salone del Libro – Off” e del Planetario di Pino Torinese. Infine c’è l’esigenza di ritrovare il rapporto con le realtà locali più circoscritte.
Mi riferisco alle borgate e al paesaggio: alle culture locali e ai nostri sentieri. In quest’ottica bisogna pensare anche la proposta di una scuola «L’Istituto superiore non va inteso soltanto come un luogo dove studiare. Questa è una opportunità per creare legami fra i ragazzi sul nostro territorio, affinché si ritrovino fra di loro, socializzino e favoriscano i nuovi gruppi di giovani. Questo è un arricchimento poiché non gli preclude di uscire dai confini cittadini e ricercare in città altri eventi. Ma per una amministrazione è un valore aggiunto investire sul futuro dei giovani e legarlo con il loro territorio».
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