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19 Luglio 2021 - 19:35
Pia Strozzi aveva 85 anni- faceva parte di una famiglia comunista immigrata a Settimo negli anni Cinquanta. Nelle immagini, il momento dell’ultimo saluto sotto la sua casa (foto Pistamiglio)
SETTIMO TORINESE. Venerdì il suo “mondo” l’ha salutata. È il mondo della sinistra settimese quello che ha imparato da lei. Aveva 85 anni. Nel 1970 fu una delle prime donne ad entrare nel parlamentino settimese e ci rimase per dieci anni.
Tanti, poi, ricordano il suo impegno in Comune e come maestra all’asilo Papà Cervi. Venerdì pomeriggio, davanti a casa sua, in via Di Vittorio, è toccato alla sindaca Elena Piastra l’elogio funebre. “…“Non farti mai mettere i piedi in testa eh!”. Me lo dicevi con quel tuo tono rabbioso - ricorda la Piastra - che non avrebbe ammesso nessuna replica. Ci hai lasciati, compagna Pia Strozzi.
Figlia della resistenza. Una delle prime consigliere donne della storia della nostra città, poi consigliera provinciale e candidata al Parlamento. Operaia alla Fimit e a L’Oréal, educatrice all’asilo nido Papà Cervi per trent’anni. Una vita di lotte nel sindacato e nel partito. Ci hai accolte in casa tua e spiegato mondi che non conoscevamo col tuo accento ferrarese e quella tua risata provocatoria che non mancava mai”. La sindaca, poi, ha ricordato alcuni aneddoti.
“La mia generazione - prosegue - ha capito da te cosa significasse lavorare in fabbrica e perdere il lavoro per le lotte per tutti (fosti tra le licenziate dopo i picchetti) e cosa significasse per le donne abortire clandestinamente senza una legge: “Ma tu sai che ci mettevano in certe linee apposta, quando volevano che abortissimo? Il lavoro era pesante e i pezzi battevano sulla pancia. Ci facevano abortire a calci e pugni”. Ci hai insegnato cosa significa avere coraggio in tutti i ruoli.
Hai difeso sempre i più giovani, forse perché la rivoluzione per te stava lì, nella sovversione del sistema. E poi quanto era divertente salire sulla tua mini? Ricordo una delle ultime volte che ti ho parlato. Mi hai dato la tua benedizione con il tuo solito stile: “Devi riuscirci e basta! Forza!”.
Sei stata un esempio per tutte noi, un simbolo limpido di lotta per le donne. Un modello del cosa significhi fare politica a servizio di tutti. Grazie Pia. Ricorderemo la tua storia a tutti coloro che verranno, perché non deve essere dimenticata”. La ricorda con affetto anche l’ex sindaco Aldo Corgiat, che condivise con Pia Strozzi un piccolo pezzo di strada dentro il Partito Comunista Italiano di Settimo.
“Ricordo - racconta - molti anni e molte feste vissute con lei. Faceva parte di una famiglia comunista, immigrata negli anni 50 a Settimo, che proveniva da una tradizione emiliana di cui lei andava giustamente orgogliosa. Insieme ai suoi fratelli e sua sorella Lucia hanno dato un contributo determinante alla presenza del Partito Comunista a Settimo. Fu una delle figure che tutti ricordano, che dispensava aiuti, consigli. Ha lavorato alla costruzione dell’esperienza degli asili nido di Settimo.
Si batteva anche molto per il femminismo, riuscì a far affermare nel partito la questione femminile. È una figura rilevante per la storia della sinistra settimese, io con lei ho diviso una parte di questa storia, la parte finale. Era molto legata a De Francisco, un sindaco molto rappresentativo di quel periodo storico”.
Quando Sergio Bisacca (ex assessore e vicesindaco) a 14 anni, prese la tessera della Federazione Giovanile Comunista Italiana, Pia Strozzi c’era già. “È una figura storica, - ricorda Bisacca - le sue radici stanno nel Partito Comunista, la perdita è molto importante per la città. Da sempre ha seguito le orme del Partito Comunista in tutte le sue evoluzioni.
Da quando io ero adolescente lei era una importante figura, quando mi sono iscritto a 14 anni e frequentavo la festa dell’Unità lei era una presenza costante. È un pezzo di storia che va via. È stata una grande comunista”.
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