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31 Maggio 2021 - 11:22
Quindi dopo 5 anni di amministrazione è di nuovo e sempre colpa dei tecnici. Se la politica non fa le cose la colpa non è di chi amministra ma dei dipendenti pubblici presenti in Municipio.
Se il Movimento 5 Stelle non porterà a termine il suo programma elettorale la colpa è dei tecnici (che hanno complottato contro di loro?!).
Questo il teorema enunciato, nel consiglio comunale di giovedì sera, dal Sindaco del Movimento 5 Stelle.
“Il fatto - spiega il Sindaco - che abbiamo litigato con alcuni dipendenti o dirigenti penso non rappresenti nulla di che, non ci siamo trovati bene e abbiamo divorziato. Forse sarebbe stato opportuno farlo prima probabilmente sarei riuscito a fare più cose in 5 anni rispetto a quelle che siamo riusciti a fare”.
E le accuse, ancora una volta, cadono sull’ex dirigente degli uffici pubblici, Matteo Tricarico, mandato via in malo modo (DOPO 3 ANNI) e, da un pò, in forza al Comune di Settimo dove tutti lo dipingono come un ottimo professionista.
Ma non è tutto, sul caso dell’ultimo debito fuori bilancio, infatti, c’è stato l’ennesimo esempio di “paraculismo” con il segretario mandato alla sbarra in commissione, qualche giorno prima, a dire: “È tutta colpa mia, l’ultimo debito fuori bilancio è colpa mia”.
Uno scaricabarile incredibile che evidenzia come la “squadra” , dentro il palazzo non esista. Insomme il Sindaco, da quel che racconta, non ne sapeva nulla oppure, se c’era, dormiva. E, anche questo, non lo diciamo noi ma lo ha ammesso candidamente lui in consiglio comunale.
“C’è una questione - precisa - legata al discorso amministrativo e politico: io ho sempre cercato di lasciare la politica fuori dall’ambito amministrativo e di non dare indirizzi su una certa pratica, lo trovo scorretto da fare. Diverso è ricevere il cittadino e verificare le problematiche ma poi è l’ufficio preposto che deve andare avanti senza coinvolgere più la parte politica perché la parte politica può avere un amico e un conoscente, è giusto che ci sia distacco tra interesse amministrativo e ingerenza politica. Forse in alcuni casi c’è bisogno di un riscontro maggiore ma non ritengo che debba esserci quest’occhio all’interno dell’ufficio e delle pratiche amministrative”. Insomma in pratica il Sindaco dice: “Tagliate l’erba” poi la realizzazione del fatto tecnico di tagliare l’erba non è un suo problema, lui l’ha detto.
Peccato che, in 5 anni, i debiti fuori bilancio e le difficoltà di comunicazione tra la parte politica e la parte amministrativa siano state all’ordine del giorno. In primis con una serie di debiti fuori bilancio e poi con contese legali con i dipendenti. E questo non lo diciamo noi, non lo dicono i consiglieri di minoranza, ma lo ha scritto qualche mese fa la Corte dei Conti quando sottolineava la disorganizzazione della macchina amministrativa e la mancanza di un raccordo tra politica e funzionari del Comune.
Un discorso, questo, affrontato proprio nell’ultima seduta del parlamentino sanmaurese. All’ordine del giorno c’è l’ennesimo debito fuori bilancio, questa volta per soli 4 mila e 500 euro.
La storia è presto detta: un cittadino fa un esposto al Comune, all’ufficio edilizia, dal Municipio, però, non arriva nessuna risposta. A quel punto il cittadino si rivolge al Tar che gli dà ragione e condanna il Comune a pagare le spese legali.
Il Sindaco scarica tutto sul segretario, scelto da lui, e il funzionario si assume la responsabilità di tutto davanti all’intero consiglio. Dunque, se le cose sono andate effettivamente, così, il primo cittadino non ne sapeva nulla. D’altronde, l’ha detto lui, non si interessa di questioni amministrative.
Una modalità che ha fatto storcere il naso alle minoranze.
“Non accetto - attacca Paola Antonetto, capogruppo di Fratelli D’Italia - lo scaricabarile sul segretario, è stato scelto dal Sindaco, ci sono quindi responsabilità politiche su questo. Queste scelte non vengono affrontate da solo ma sono condivise. Non può essere sempre e solo responsabilità degli uffici”. Perplessità anche da parte dell’ex Sindaco, oggi consigliere di opposizione, Ugo Dallolio.
“Spiace - commenta - che il segretario si sia assunto tutta la responsabilità, di solito un minimo di colloquio si fa, possibile che con il Sindaco non se ne fosse parlato?”.
La capogruppo del Partito Democratico, invece, Maria Vallino, delinea un’organizzazione della macchina amministrativa che ha portato al malgoverno.
“Gli assessori - spiega - potrebbero essere 5 e invece sono 3. Ci sono stati periodi in cui il dirigente del settore urbanistica non c’è stato. In questo modo non si può governare nel modo migliore. L’amministrazione ha litigato con più elementi del personale e spesso ha scaricato su di loro le responsabilità. Con i tecnici si è anche litigato e la Corte dei Conti ha messo in evidenza una capacità di governo della cosa pubblica abbastanza relativa e quindi succedono queste cose. Forse con un pochino più di accortezza si sarebbe potuto governare meglio. Forse 5 assessori servono, il fatto di continuare a governare con pochi assessori mettendo in capo al Sindaco tante responsabilità, avendo dirigenti ridotti al lumicino, porta a questi risultati”.
Durissimo, infine, l’attacco del capogruppo dei Due Ponti, Roberto Olivero. Per lui molte difficoltà derivano dalle problematiche dell’ufficio urbanistica.
“L’amministrazione - inforca - non ha dato una risposta e l’esasperazione ha portato il cittadino ad intervenire contro il Comune. La problematica, però, per conto mia, è diversa: c’è un ufficio privo dell’assessore e incapace di rispettare i termini salvo pretenderli da parte del privato del cittadino. Fino a quando non capiremo che un’amministrazione ha doveri oltre che diritti non faremo passi avanti. L’azione del cittadino è dovuta al fatto che nei tempi previsti non si ottengono risposte. La stessa mancanza di comunicazione sta avvenendo anche in altri casi, c’è un lassismo perenne in ambito di urbanistica che continua a creare problemi. Le commissioni edilizie si fanno dopo 120 giorni aver presentato un’istanza, ci sono incongruenze gravi”.
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