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SETTIMO. “Questa ciclabile è pericolosa”

SETTIMO. “Questa ciclabile è pericolosa”

Legambiente Settimo boccia la pista ciclabile di via Schiapparelli. In un lungo posto sui social, gli ambientalisti settimesi hanno criticato la scelta di realizzare un percorso su quella strada che costeggia la fabbrica Olon, ex Farmitalia. “L’opinione di Legambiente sulla pista di via Schiapparelli - scrivono - è nettamente negativa poiché secondo noi, ancora una volta, è stata realizzata un’opera pubblica potenzialmente pericolosa e completamente inutile”.

Il tratto preso in esame è lungo circa 400 metri, è a senso unico, non è separato fisicamente dalla strada, è attraversata da tre vie, 2 parcheggi e 9 passi carrai “Non è collegata a nessun’altra pista, - aggiungono - non raggiunge nessun punto di pubblica utilità come la stazione ferroviaria. Inoltre se fosse stata realizzata dall’altro lato della via, lungo la recinzione della Olon, almeno si sarebbero evitati gli attraversamenti della pista delle auto”.

La premessa di Legambiente, prima di giungere alla stroncatura dell’opera, descriveva gli obiettivi con cui doveva essere costruita una ciclabile: “Dovrebbe essere un percorso dedicato alla mobilità lenta, ciclisti, pedoni, diversamente abili su sedia a rotelle, priva di barriere architettoniche, a doppio senso di marcia e dotata di tutte le misure per la messa in sicurezza degli utilizzatori, come la separazione fisica dalle strade rotabili e l’illuminazione”. Sicuramente non inserite tra parcheggi e strade. “Settimo dispone di una sola pista che risponde a questi criteri - scrive ancora Legambiente - la ciclabile che collega il Villaggio Olimpia con l’Ecomuseo: da via Torino si gira in direzione dei parchi Pertini, Berlinguer e De Gasperi, si prosegue per via Gribaudia, ci si immette nella ciclopedonale del Rio Freidano, e attraversando via Castiglione, si giunge in piazza Freidano, Ecomuseo. In via Torino esiste una deviazione che si immette nel Parco Oasi dei Cigni, prosegue per il Parco Castelverde e termina in strada Cebrosa. Da via Gribaudia si può anche andare al Parco Fluviale del Po dove parte una ciclopedonale che arriva a San Mauro.

Tutto il resto sono pezzi di piste ciclabili non collegate tra loro che non rispondono, secondo noi, ai requisiti minimi di sicurezza ed utilità quindi potenzialmente pericolose e completamente inutili, come il tratto di via Torino che termina a fianco piazza Campidoglio e la recentissima pista di via Schiapparelli”.

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