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20 Aprile 2021 - 19:00
La Tangenziale Est non è tra i progetti del Recovery Plan Regionale. Il dossier delle tante idee con cui Comuni e Regione proveranno a spendere i fondi europei.
Una scelta che trovato la piena approvazione da parte del Comitato “No Tangest” che negli ultimi mesi si è battuto contro l’opera.
“Abbiamo appreso dai media - scrive il gruppo - che la Tangenziale Est è stata stralciata dai progetti sulle grandi opere da presentare per il finanziamento nel Next Generation EU italiano. Il “Comitato No Tang Est” si dichiara felice di questa decisione, ma non smetterà di impegnarsi nel difendere il territorio tra Gassino e Chieri da opere come questa, così come ha fatto in questi ultimi mesi, contattando e scrivendo a politici e amministratori e allargando alleanze d’intenti con i ragazzi dei Fridays For Future. Non ci sono alternative a basso impatto ambientale con “tracciati green” o “tangenziale verde” a opere come la Tangenziale Est, come qualcuno sostiene, ma solo investimenti alternativi a quello che i politici attuali propongono: ovvero finanziamenti ingenti per il servizio di trasporto pubblico e non solo. Chi sostiene che costruendo nuove strade diminuisca il traffico è quantomeno male informato; ormai diversi studi scientifici hanno provato la fallacia di questo ragionamento. L’unica soluzione al traffico privato sono mezzi pubblici efficienti, confortevoli e davvero competitivi, che offrano a tutti una valida alternativa al mezzo privato. Ovviamente siamo contenti del mancato pericolo con il mancato finanziamento di un’autostrada (perché di questo si tratta) nel nostro territorio, ma preoccupati del dominante concetto di modernità che purtroppo ancora anima il pensiero politico. Siamo ancora al secolo scorso, quando le infrastrutture ritenute necessarie erano autostrade, trafori, viadotti, mega ponti ecc. Il progresso oggi deve avere nuovi indispensabili obiettivi.
Troppi “no” per cocciutaggine o gravosi ritardi per incompetenze ci privano dei bisogni per un futuro sostenibile come: una moderna rete di trasporto pubblico, una rete a banda larga estesa a tutto il territorio, scuole sicure, servizi agli anziani, aiuti alle madri lavoratrici, sanità pubblica efficiente e territoriale …. e potremmo continuare l’esteso elenco di interventi dove investire convenientemente ciò che, ricordiamolo bene, si chiama Next Generation EU.
Sempre disponibili a incontrare politici e amministratori per un confronto costruttivo e lungimirante, ma anche per indicar loro che per ora è per noi uno “scampato pericolo”, ma proprio perchè non vogliamo che i nostri figli ereditino il “pericolo”, il Comitato si impegna a chiedere a tutte le amministrazioni locali e agli enti sovraordinati la cancellazione del tracciato della Tangenziale Est dal PTC2 e dai piani regolatori dei comuni interessati”.
Diversa, invece, la presa di posizione del Comitato spontaneo di cittadini per la Tutela del Territorio e la mobilità sostenibile, che si era detto pronto a discutere del progetto.
“Il Comitato - spiega il Presidente, Giuseppe Tremoloso - riproporrà nelle sedi opportune l’esigenza di eliminare il traffico pesante che nonostante i divieti transita sulla viabilità collinare, totalmente inadeguata allo scopo. Ciò crea disagio e pericolo sui percorsi impropriamente utilizzati, e quindi le istituzioni responsabili saranno chiamate a farsi carico del problema proponendo soluzioni alternative alla Tangest. Intanto il Comitato sta elaborando proposte per consentire ai cittadini dell’area collinare e limitrofe di accedere rapidamente alla metropoli torinese senza utilizzare l’auto, attraverso il potenziamento del servizio Ferroviario Metropolitano (SFM2). Il progetto presentato dalla Città Metropolitana di realizzare sullo snodo ferroviario di Chivasso la cosiddetta “Porta del Canavese” risulta infatti del tutto inefficace per tale scopo, che sarebbe invece ottenibile realizzando un semplice parcheggio di interscambio gomma-rotaia nei pressi di Brandizzo.
L’azione di tutela del territorio e dell’ambiente si esplicherà anche attraverso l’elaborazione di proposte, condivise col territorio, per il recupero a fini produttivi ed occupazionali delle aree rurali e boschive con la creazione di filiere locali del legno, anche a fini di prevenzione del dissesto idrogeologico e degli incendi. Importante a questo proposito sarà la stretta collaborazione con le Amministrazioni Comunali della Collina, alle quali in questi giorni il Comitato sta presentando alcune ipotesi di collaborazione. In questa settimana vi è stato l’incontro con i Sindaci di Sciolze e di Marentino, che hanno condiviso l’impostazione del Comitato e posto all’ordine del giorno anche altri argomenti relativi all’esigenza di migliori servizi, argomenti che sono stati valutati positivamente ed accolti nel programma di azione del CCTT”.
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