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SETTIMO. L’ultimo saluto al chitarrista Mario Fortunato de “I Notai”

SETTIMO. L’ultimo saluto al chitarrista Mario Fortunato de “I Notai”

Mario Fortunato era il chitarrista de “I Notai”, una band di amici che aveva la passione per le cover degli anni Sessanta e Settanta. Si era ammalato di Covid ed era stato ricoverato a Chivasso a causa della tipica polmonite bilaterale. Stava riuscendo a vincere questa difficile sfida contro la malattia quando si è manifestata un’infezione che non gli ha più dato tregua a livello respiratorio. E’ mancato lunedì 12 aprile. Aveva 72 anni.

Nato in Calabria, Mario Fortunato si era trasferito a Settimo con la sua famiglia quando era appena un bambino. Dopo le scuole aveva trovato lavoro alla Michelin e ci restò fino alla pensione, diventando nel corso degli anni un capoistruttore. La musica è sempre stata la sua passione: studiava con dedizione, riuscendo a trovare tempo ed energie nonostante la famiglia che stava crescendo insieme a sua moglie, la prima a manifestare i sintomi del coronavirus senza mai aver bisogno di essere ricoverata.

Suo figlio è Fabrizio Fortunato, classe 1977, insegnante di musica alla Suoneria. E’ diventato un chitarrista professionista anche grazie al papà. Finché la pandemia non ha stravolto la vita degli artisti, Fabrizio infatti girava forte con la celebre cover band “Disco Inferno”. Un gruppo molto conosciuto in tutta Italia, specializzato nella discodance degli anni Settanta, in cui Fabrizio suona fin dal 2009. “Mio papà mi portava con sé quando studiava musica, io stavo lì e ascoltavo - racconta - . Non ho mai scelto di fare il musicista. Per me è stato normale imparare a suonare, lui non mi ha mai obbligato a farlo. Mi incoraggiava, quello sì, ma mi ha sempre lasciato libero di scegliere”. Uno dei suoi componenti della band de “I Notai” è il pittore Giacomo Sampieri.

Ci siamo conosciuti nelle sale prova di Rino Arminio. Era riservato e ti stupiva quando prendeva la chitarra. La sua immagine non corrispondeva alla sua espressione musicale: faceva gli assoli di Santana e di Jimi Hendrix uguali - ricorda Sampieri - . Io, in qualche modo, l’accompagnavo ed era sempre piacevole. Era meticoloso, un chitarrista eccezionale, forse uno dei migliori della città, che comunque aveva superato gli esami al Conservatorio. Non mi sembra vero di non poterlo più rivedere”. 

Mario Fortunato era iscritto alla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Settimo ed era appassionato di meditazione ed esercizi yoga.

“I Beatles e Santana erano la sua passione - conclude Fabrizio - ma componeva anche dei brani suoi. Ultimamente li avevo ripresi, stavo cercando di trascriverli e in quei giorni che era in ospedale glieli facevo ascoltare durante le videochiamate. Ci eravamo promessi che a Natale avremmo registrato qualcosa insieme, non avevamo mai suonato sullo stesso palco. Purtroppo, non ci siamo riusciti”. 

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