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Ivrea

Case popolari di via Marsala e via Ospedale: parte la riqualificazione ma qualcuno “sbuffa”

L’assessore Francesco Comotto e l’architetto Virgina Palumbo hanno annunciato l’inizio dei lavori

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L'assessore Francesco Comotto, sullo sfondo le case popolari di via Ospedale

L’Amministrazione comunale ha affidato all’impresa Sado Costruzioni di Pomigliano d’Arco (Napoli) i lavori di riqualificazione delle case popolari di via Marsala 18-20, via Marsala 22-24-26-28-30 e via Ospedale 9.

La notizia è stata data giovedì scorso dall’assessore all’urbanistica Francesco Comotto e dall’architetta Virginia Palumbo.  

L’intervento,  che riguarderà un totale di 29 alloggi, di proprietà del Comune ma gestiti da Atc, è interamente finanziato con i fondi PNRR per 1.450.000 euro.

I condomini denominati Stella Alpina 1 e 2, Narciso e Veronica saranno principalmente interessati da lavori di efficientamento energetico, quali la sostituzione dei serramenti esterni, l’isolamento termico delle murature perimetrali e il miglioramento degli impianti, nonché da una generale riqualificazione delle parti condominiali.

Più nel dettaglio nel Complesso “Stella Alpina 1” è prevista la realizzazione di un cappotto interno ed uno esterno in lana di vetro. Per quanto riguarda i “settecenteschi” Complessi “Veronica” e “Narciso”, vincolati dalla Soprintendenza, si prevede la realizzazione del cappotto interno e esterno con l’esclusione delle facciate lungo Via Marsala e Via dell’Ospedale. 

Nel complesso “Stella Alpina 1” verranno sostituite tutte le persiane, mentre nei Complessi di matrice settecentesca è previsto un intervento per risistemare quelle in legno esistenti. Tra i lavori in programma anche l’installazione di una nuova centrale termica elettrica con pompa di calore al posto della vecchia caldaia a gas, con il passaggio per tutti al riscaldamento centralizzato.

Un momento della riunione

Gli interventi di riqualificazione verranno spalmati nell’arco di 200 giorni e cominceranno solo dopo il Carnevale.

E se per la stragrande maggioranza dei presenti “meno male che l’Amministrazione comunale c’è!”, per alcuni sarebbe stato quasi meglio “non fare nulla!”, preoccupati  da quell’ingombro del cappotto interno ed esterno che andrà dai 12 ai 20 centimetri, che più sottile di così non si potrebbe, ma anche dai costi per chi passerà dal riscaldamento con impianto autonomo al “centralizzato”.

“Ci porta via dello spazio... il balcone è già piccolo - ha inforcato una delle locatarie -   E se ci opponessimo...?” .

“Signora non può - le ha risposto Comotto - Quegli edifici sono di proprietà del Comune”.

Sia Comotto che Palumbo, peraltro, hanno ventilato, proprio grazie ai lavori, un notevole risparmio energetico, già a partire dal prossimo inverno. In ogni caso le caldaie a gas verranno mantenute, per sicurezza nel caso quelle elettriche non dovessero funzionare, come nel caso di temperature sotto i -15°.

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