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Ai "Moderati" non piacciono le registrazioni del Consiglio...

Continua la polemica per il fatto che gli interventi fatti durante le sedute non vengono più trascritti, ma semplicemente registrati

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E' polemica a Cuorgnè sulle registrazioni del Consiglio comunale

Ai “Moderati e Indipendenti” di Cuorgnè proprio non va giù che sull’Albo Pretorio, invece di riassumere in forma scritta gli interventi fatti in consiglio, venga inserita la registrazione audio. Anche nella seduta del 25 gennaio hanno polemizzato con questa scelta e non hanno approvato i verbali della volta precedente.

Cos’è cambiato dopo l’entrata in vigore del nuovo Regolamento del Consiglio? Fino a qualche mese fa, nel pubblicare le delibere, sul fascicolo relativo a ciascun punto all’ordine del giorno venivano riportati per iscritto il tema trattato, i riferimenti di legge, le espressioni di voto e una sintesi degli interventi. Quello che non c’è più è tale sintesi, sostituita da un file con la registrazione dei discorsi collocato in fondo all’elenco degli Allegati. 

Giancarlo Vacca Cavalot

Vacca Cavalot ed Armanni ritengono che queste modalità non siano legittime e quando il sindaco Cresto ha esordito  proponendo di “dare per letti i verbali e di approvarli per alzata di mano”, Giancarlo Vacca Cavalot si è opposto:  Per leggerli bisogna che siano scritti! Non si può chiedere di approvarli se non riportano gli interventi. Ci fornisca un foglio nel quale dichiara che quelle pagine bianche (perché sono pagine bianche che rimandano ad una  registrazione) vanno bene. Trovate una formula giuridica che convalidi questa modalità  altrimenti gli atti finiranno per essere invalidati”. 

Giovanna Cresto ha replicato: “Non  si tratta di pagine bianche perché sul sito trova le delibere e le relative registrazioni: sono questi i verbali. L’atto formale che ci chiede è il Regolamento approvato da questo  consiglio”. Lo ha confermato il segretario comunale Giuseppe Costantino, precisando: “Il Codice Amministrativo Digitale in vigore dal 2005 equipara gli audio, i video, i documenti informatici  a quelli scritti: hanno la stessa valenza giuridica di una risma di carta compilata  a mano, a macchina o col computer. Cambia solo la forma, non la sostanza. La normativa  e la tecnologia si evolvono e dobbiamo fare la stessa cosa”.

Danilo Armanni consigliere comunale

Non convinti, i due consiglieri di opposizione hanno insistito. “Di questo Regolamento – ha ricordato Armanni – abbiamo più volte eccepito la validità. Col sistema precedente, prima del consiglio andavamo  a leggere ciò che era stato ufficialmente trascritto potendo verificarne la correttezza!” e non è servito al dottor Costantino ricordargli: “Potete leggere la delibera e poi ascoltare la registrazione!”. 

Per Armanni e Vacca Cavalot  i file audio “non sono Atti. In caso contrario non servirebbe più approvare i verbali: basterebbe  inserirli nell’Archivio e l’approvazione sarebbe automatica!”. Hanno pertanto votato No mentre i due consiglieri di “Cuorgnè C’è” Pieruccini e Perotti e quello de “Il Cambiamento che aspettavi” Mauro Pianasso, rimasti estranei alla discussione, si sono astenuti.

Più vantaggi che svantaggi

Questa modalità di trattare le deliberazioni del consiglio comunale presenta dei lati positivi ed altri negativi. Ai cittadini che ascoltano la registrazione a posteriori, siano stati o no presenti in sala consiliare il giorno della seduta, offre un vantaggio notevole: grazie alla riproduzione integrale degli interventi, possono sentire o risentire dalla viva voce dei propri rappresentanti anche le battute estemporanee, i battibecchi, le frasi buttate lì, che nel riassunto non sempre trovavano spazio ma che sono utilissimi per capire  il clima che si respira, lo stato dei rapporti fra maggioranza ed opposizioni, il modo di porsi dei singoli consiglieri e dei gruppi. Si prova insomma la sensazione di trovarsi sul posto. Rispetto alle registrazioni su Youtube scelte da molti comuni l’audio è migliore, limpido e pulito ed è più facile trovare le parti che interessano se si vuole conoscere come sono stati trattati solo alcuni punti  e non tutti. 

Gli svantaggi sono costituiti dall’impossibilità di udire le parole di coloro che intervengono (magari per pronunciare poche frasi) senza essere forniti in quel momento di microfono e il fatto che gli atti pubblicati all’Albo Pretorio restano disponibili per i 15 giorni stabiliti dalla legge mentre su “Youtube” le registrazioni rimangono  a tempo indeterminato. L’altro difetto è che le persone con problemi di udito risultano penalizzate.

Non si pone invece il problema della discriminazione nei confronti di chi non possiede un computer o non sa utilizzarlo poiché si era già presentato nel 2010, quando l’albo pretorio da cartaceo divenne digitale per legge. Fino all’anno precedente i fascicoli relativi ad ogni singola deliberazione venivano appesi, sempre per 15 giorni, all’interno dei palazzi comunali (atrii, corridoi, scale) o anche all’esterno come a Cuorgnè. Chi fra i cittadini voleva consultarli si recava lì ed eventualmente richiedeva le fotocopie pagando un tanto a foglio.

Questo vale per gli elettori. E’ chiaro che gli eletti hanno altre esigenze poiché loro gli atti li devono votare e su un testo scritto ci si può soffermare per quanto tempo si vuole senza dover fare un continuo <avanti e indietro>. E’ vero altresì che la registrazione audio quella è e quella rimane: non subisce tagli per cui non può che riportare fedelmente tutto ciò che era stato detto durante la seduta.

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