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Pont Canavese

Frana di via Roggie: ecco perché la strada non riapre (ancora). Ma le auto passano lo stesso...

E' atteso nei prossimi giorni il responso della perizia. Intanto la strada non è del tutto priva di veicoli: qualcuno, contravvenendo alle prescrizioni, la percorre abusivamente spostando le barriere

Pont Canavese

I massi caduti a Pont

Dovrebbe essere reso noto a giorni l’esito della seconda perizia geologica sulla collina della Tellaria di Pont ma non servirà sicuramente a dare il via libera alla riapertura della strada sottostante.

E’ dal 6 dicembre che Via Roggie è interdetta al traffico e chi deve recarsi da Pont a Sparone è costretto ad effettuare un lungo giro andando ad imboccare la circonvallazione alla rotonda di Voira.

Il motivo è la situazione verificatasi in seguito al distacco di un grosso masso, che rotolando lungo il pendìo si era frantumato in mille pezzi (anche di dimensioni rilevanti). Uno di essi era piombato sul tetto della chiesetta della Madonna della Neve, un altro aveva danneggiato un’auto nel vicino parcheggio, il resto si era sparso intorno raggiungendo la Provinciale. Per fortuna era accaduto di prima mattina e non erano stati coinvolti né pedoni né veicoli in transito.

Immediato il sopralluogo di amministratori  e tecnici ed il provvedimento di chiusura della strada.

La perizia subito commissionata al geologo Daniele Chiuminatto era stata consegnata la settimana successiva e non era stata rassicurante:  i danni subiti dalla chiesa risultavano più gravi del previsto ed occorreva effettuare un primo intervento di messa in sicurezza dell’area interessata dal distacco per poter valutare meglio lo stato delle cose.  

I lavori, iniziati il 19 dicembre e terminati prima di Natale, hanno rivelato una situazione problematica e reso necessaria una nuova perizia per valutare il da farsi.  

Nell’intervenire sul punto di distacco, ripulendo l’area e tagliando gli alberi lì intorno – spiega il sindaco di Pont Bruno Riva -  si è visto che 10 o 15 metri sopra il punto di frana sono presenti altri massi instabili: uno di questi ha dimensioni e posizione tali da rendere problematica qualunque soluzione. Proteggerlo con una rete non è possibile e frantumarlo nemmeno perché è collocato in asse con la chiesa. Vedremo cosa propone il geologo ma certo non potremo fare da soli: serviranno  100 o 200.00 euro se non di più e dovranno intervenite gli enti superiori, che peraltro avevamo allertato il giorno stesso del distacco. Purtroppo i tempi si allungano e non è un problema da poco: sono anch’io un commerciante e so cosa voglia dire per loro la chiusura di Via Roggie”.

In realtà la strada non è del tutto priva di veicoli: qualcuno, contravvenendo alle prescrizioni, la percorre abusivamente spostando le barriere. “Ci è stato segnalato questo fatto – spiega il sindaco –  Purtroppo è fisiologico in situazioni del genere. C’è sempre qualcuno che fa il furbo, come accade per il rosso nei semafori. Chi arriva fin lì lo fa consapevolmente e non per sbaglio, visto che deve oltrepassare tre sbarramenti, ma forse non si rende conto dei rischi che corre”.

 

 

 

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