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Colleretto Castelnuovo

Studenti senza scuolabus, sparite le dichiarazioni della minoranza nei verbali del Consiglio

Si riaccende il dibattito sul trasporto scolastico dopo la pubblicazione all'Albo Pretorio dei verbali dell'ultima seduta in cui si è parlato del servizio

Colleretto Castelnuovo

scuolabus, foto d’archivio

Si è riacceso a Colleretto Castelnuovo lo scontro, già manifestatosi all’inizio dell’autunno, sulla questione del trasporto scolastico riguardante gli allievi delle Medie. Da una parte il sindaco Aldo Querio Gianetto, dall’altra il gruppo di opposizione guidato da Marina Carlevato.

Il problema era sorto alla riapertura delle scuole, poi era stato affrontato in consiglio all’inizio di novembre e precisamente il 10 di quel mese.  Se ne riparla perché la minoranza, dopo la pubblicazione all’Albo Pretorio dei relativi verbali, ha constatato che le proprie dichiarazioni non sono state riportate. 

Aldo Querio Gianetto e Marina Carlevato

La questione era sorta perché i ragazzi di Colleretto che frequentano la Secondaria Inferiore non hanno quest’anno a disposizione un mezzo di trasporto collettivo e pesano sulle spalle delle famiglie. Le sedi scolastiche più vicine sono quelle di Cuorgnè e di Castellamonte ma storicamente il punto di riferimento è stata Cuorgnè, per Colleretto così come per Borgiallo e Chiesanuova: oltre cinquant’anni fa, quando quella scuola venne edificata, diversi comuni delle aree circostanti (fra cui i tre della valle Sacra sopra citati) erano entrati nel Consorzio che ne aveva promosso la costruzione e possedevano pertanto una piccola quota del fabbricato. Con il Comune di Cuorgnè avevano stipulato una convenzione in base alla quale la cittadina capofila  metteva a disposizione un mezzo di trasporto per l’andata e il ritorno degli studenti. 

Nel 2020 le quote dei piccoli centri erano state acquisite da Cuorgnè, che aveva però offerto la sua disponibilità a gestire ugualmente il trasporto. A differenza di Borgiallo e Chiesanuova, che avevano accettato ed infatti continuano ad usufruire del servizio, Colleretto aveva preferito fare da sé. Quest’anno però il pulmino non c’è perché i ragazzi sono troppi… La presenza di profughi ucraini ha fatto schizzare il loro numero addirittura a 14. 

La minoranza polemica

Di solito la crescita della popolazione scolastica è considerata una manna dal cielo dai piccoli paesi: vuol dire che gli abitanti aumentano e soprattutto che aumentano i giovani. A Colleretto ha invece creato problemi perché – ci aveva spiegato il sindaco in un’intervista – non si trovavano autisti per i pulmini, tanto più che si sarebbe trattato di una sola corsa, quella del ritorno, visto che all’andata c’è il pullman di linea. Inoltre si sarebbe creata una discriminazione rispetto a quanti avevano scelto di andare a scuola a  Castellamonte. Aveva anche precisato che non  esistono obblighi di fornire il servizio di scuolabus ai ragazzi delle medie. Ribadendo questi concetti nel corso delle sue Comunicazioni durante il consiglio del 10 novembre, Querio Gianetto  aveva precisato:  “Forse il servizio si poteva garantire se si fossero fatte le corse di andata e ritorno ma con un notevole aumento dei costi passando da circa 5.000 euro a 12.000 per l’andata e altrettanto per il ritorno,  con un contributo insostenibile a carico delle famiglie”.

La minoranza aveva replicato definendo “estremamente grave” la mancata istituzione del trasporto scolastico e criticato la decisione dell’amministrazione collerettese di “gestire la questione in proprio, naturalmente con costi superiori. Se il nostro comune avesse aderito al servizio offerto da Cuorgnè, 9 dei 13 ragazzi  avrebbero potuto fruire del trasporto e sarebbe stato forse più facile gestire i restanti 4 che frequentano la scuola di Castellamonte. Le  famiglie incontrano difficoltà nel rimanere nei territori montani quando mancano i servizi essenziali e conseguentemente ci risulta che alcune di loro abbiano portato o pensino di portare la residenza altrove”.

Era seguita una discussione con toni accesi, in riferimento a due mamme che – aveva detto la minoranza - “hanno avuto il coraggio di rimarcare come chi lavora sia in grande difficoltà e debba spesso chiedere permessi ai datori di lavoro per accompagnare i ragazzi a scuola.  Inoltre il contributo di euro 500 a ragazzo o ragazza  menzionato dal Sindaco, ma ad oggi non elargito, non risolve certamente il problema per genitori che lavorano. Infine ci risulta che abbia parlato solo di corsa di ritorno e non di andata, ha invece affermato che il Comune era disponibile a spendere fino a 12.000 euro ma che, pur avendo contattato numerose ditte,  nessuna si è detta disponibile ad effettuare il servizio”. 

Marina Carlevato, Bruna Peila e Fabio Novaria ci tengono  a sottolineare: “La minoranza ritiene il trasporto un servizio essenziale, anche se non obbligatorio”.

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