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Colpo di scena: la maggioranza non c'è più. E Pivato sbotta: "Cosa aspettarsi da quegli stronzi comunisti"

Non passa la relazione sulle aziende partecipate dal Comune. Piras, Bono, Pivato e Marchiori si astengono

Colpo di scena: la maggioranza non c'è più. E Pivato sbotta: "Cosa aspettarsi da quegli stronzi comunisti"

Colpo di scena in consiglio comunale. La maggioranza non c'è più. Finita! Cancellata! Si è sciolta come neve al sole. Così il consiglio comunale di giovedì sera, con quattro della maggioranza (Maria Piras, Anna Bono, Enrico Marchiori e la new entry Fernando Pivato) a dir pochi "stufi" di dover tutti gli anni - e da quattro anni a questa parte - sentire discorsi sulle "aziende partecipate" fuori controllo, ma mai che ci sia stato un vero e proprio dibattito all'interno della maggioranza... Morale? Si sono astenuti, lasciando la giunta senza i numeri sufficienti per l'approvazione della delibera.

All'ordine del giorno, bocciato con 6 voti contrari e quel che restava della maggiorana a favore (appena in 5, sigh) la relazione annuale su "Ivrea Parcheggi" di cui il Comune detiene l'85%, di SCS con il 22,95%. E poi quote minori di tantissime società, tra cui Smat, Ativa, Banca Popolare etica ma anche di Mozart partecipata dalla Fondazione Guelpa con un 11,99% 

"Sono anni che a dicembre sentiamo dire le stesse cose - ha inforcato Maria Piras - Ne parliamo solo in questo momento. Negli altri 12 mesi silenzio completo. Il mio voto sarà sfavorevole a livello personale e non di gruppo...".

Idem la leghista Anna Bono: "Mi allineo anche io alle critiche. Anche il mio voto non sarà favorevole. Spero si cambi registro e nei mesi che rimangono si possa discutere di progetti e prospettive...".

Allibita e sconcertata l'assessora Costanza Casali che delle "partecipate" possiede la delega. Questa davvero non se l'aspettava e come lei il sindaco Stefano Sertoli.

"Ma perchè dite che non c'è stata discussione - ha ribattuto sconfortata - Abbiamo convocato l'Amministratore di Ivrea Parcheggi. Lo abbiamo ascoltato per ore..".

Niente da fare....

"In quell’occasione  - ha messo le mani avanti Piras - si è parlato con loro e non tra di noi su che cosa facciamo. La teniamo o non la teniamo? Poi non c’è solo Ivrea Parcheggi. Di Guelpa, per esempio, non s’è più parlato. Adesso e solo adesso scopriamo che vogliamo vendere le quote di Mozart. Avevamo difeso l'operazione e adesso le diamo via? E se non ce le comprano che facciamo? Ve lo dico io: ci attacchiamo al tram e i nostro soldi sono andati....".

Insomma una rottura totale perfettamente allineata alla litigata dei giorni scorsi in conferenza dei capigruppo sulla mancata convocazione di una commissione cultura per discutere dei soldi che Casali sta spendendo per "Ivrea capitale italiana del libro". Bono e Piras avrebbero voluto "processarla" il 19 dicembre, Casali ha detto che per il 19 aveva un altro impegno ma che sarebbe stata disponibile per il 23 e per il 24 e questa cosa qui è stata vista come una provocazione.

Ma non è tutto.

S'è aggiunta, sempre in consiglio e sempre per la serie "dei lunghi coltelli" una bel teatrino iniziale intorno alla sostituzione della consigliera comunale dimissionaria Monica Girelli nelle commissioni di cui faceva parte. La proposta iniziale della Maggioranza pare ce fosse quella di assegnare il "commercio" a Tony Cuomo, il posto in "assetto e uso del territorio" a Fernando Pivato e la cultura a Bono. E con Bono alla cultura, la consigliera Maria Piras che ne fa già parte (con Francesco Comotto, Antonio Cuomo e Fiorella Pacetti) avrebbe ben potuto aspirare al ruolo di presidente e avrebbe fatto vedere i sorci verdi a Casali, chiamandola a rapporto un giorno sì e l'altro pure....

Altro colpo di scena. All'ultimo minuto è arrivata la candidatura di Marco Neri dei Fratelli d'Italia.

"Come Marco Neri? Quando è arrivata?..." ha cominciato a cristonare Piras. "E che ne so -  le ha risposto il presidente del consiglio Diego Borla - E' arrivata e io la dico!".

Risultato del scrutinio segreto? Neri batte Bono 9 a 4... Bocciata! Un affronto come non se n'erano mai visti primi. Plateale e sadico nello stesso tempo. Talmente ben organizzato che a Fernando Pivato gli è proprio scappata e pure ad alta voce: "Cosa aspettarsi da quegli stronzi di sinistra...!".

Non l'avesse mai fatto. Gabriella Colosso del Pd, tutta orecchie, non ci ha pensato un attimo a chiedere al Presidente Diego Borla di richiamare all'ordine un consigliere della maggioranza. "Ma lo ha sentito che cosa ha detto? Questa è un'aula in cui siedono i rappresentanti dei cittadini...." ha urlato.

Imbarazzato Borla, disperato il sindaco.

"In quattro anni e mezzo non era mai avvenuta una cosa del genere - ha cercato di calmare le acque Sertoli - Mi scuso. Non succederà più...".

E su questo però ci consenta una divagazione. Scrive Stefano Bonaga, in Semantica dello stronzo (Cuore, 1991): "È molto più facile dire chi è uno stronzo di quanto non lo sia dire cos'è uno stronzo. Una controprova della opacità ontologica di questa categoria consiste nella difficoltà' nel trovare il suo contrario. Qual è il contrario di stronzo? Qualcosa che non può concettualmente coesistere con l'essere stronzo? Si può infatti dire: è intelligente ma stronzo. È educato ma stronzo. È simpatico ma un po' stronzo. È bravo ma stronzo. Etc.".

Al prossimo giro chiedere a Pivato di specificare meglio...

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