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Pont Canavese

La strada chiusa per i massi sulla Chiesa scatena le ire dei commercianti

Una lettera degli esercenti fa discutere in Consiglio comunale. Intanto i danni alla Chiesa sono più gravi del previsto...

Pont Canavese

I massi caduti a Pont

Sulla chiusura di Via Roggie si è verificata nei giorni scorsi una strana vicenda, che vede coinvolti da una parte i commercianti, dall’altra l’amministrazione comunale.

Giovedì 15 dicembre era infatti pervenuta in Comune una lettera inviata dai commercianti a tutti i consiglieri nella quale – stando a quanto si è saputo – lamentavano la chiusura della strada e ne chiedevano la riapertura. Domandavano anche che il testo venisse letto durante la seduta di consiglio del giorno successivo.

Se è fatto portavoce delle loro richieste il consigliere di minoranza ed ex-sindaco Paolo Coppo che – dopo aver chiesto al suo successore: “Della chiusura di Via Roggie vuoi dirci qualcosa, visto che è importante?”,  ha poi continuato  ad insistere che se ne parlasse durante la seduta mentre il sindaco Bruno Riva ha continuato  a ripetere che lo avrebbe fatto dopo, a consiglio concluso.

Naturalmente, visto il clima di ostilità permanente fra maggioranza e minoranza, anche questa lettera è diventata motivo di scontro.

A rigor di norma sarebbe stato impossibile trattare l’argomento durante la seduta perché non compreso nell’ordine del giorno (la lettera era del giorno precedente) ma Coppo ha suggerito di farlo attraverso le Comunicazioni del Sindaco che “anche se non sono all’ordine del giorno possono essere inserite sul momento”. 

Qual è la differenza?

Da un lato parlarne dopo significava lasciar spazio ai cittadini che avessero voluto porre domande o esprimere il loro punto di vista; dall’altro, visto che i presenti erano ben pochi e che la registrazione è prevista solo per la seduta, questa modalità ha impedito a chi il consiglio lo ha ascoltato da casa di sapere cosa sia stato detto. Va anche aggiunto che, a parte i firmatari della missiva che evidentemente erano al corrente della convocazione, è probabile che il resto dei cittadini non ne sapesse nulla: trattandosi di una “seduta straordinaria” i tempi della comunicazione erano stati molto ristretti.

Il vice sindaco adirato per la lettera dei commercianti 

Massimo Motto vice sindaco

Questa lettera ha fatto infuriare il vicesindaco Massimo Motto, che sbotta: “Mi dà molto fastidio una simile  richiesta, a dieci giorni dall’accaduto. Ricordo che nel 2018, per realizzare la passerella sul Soana, il Ponte della Feiteria era rimasto chiuso per cinque mesi eppure non c’erano state proteste ufficiali. Faccio presente che in questo caso non si tratta di lavori programmati, che magari si protraggono oltre il previsto per errori nel cronoprogramma, ma di un evento imprevedibile e di una decisione imprescindibile ed indispensabile. Non è stata una scelta ma un’esigenza di sicurezza. Cosa dovremmo fare: mettere a rischio la sicurezza dei cittadini? Sono appena state emesse delle condanne per l’uomo morto nel sottopasso tra Rivarolo e Feletto durante un nubifragio e a Pont dovremmo consentire il transito su una strada sopra la  quale  da un momento all’altro possono riversarsi pietre?”.

Il vicesindaco precisa: “La lettera, che ha come primo firmatario Andrea Gimorri, è molto gentile  e garbata ma a leggerla sembra che siamo stati qui a rigirarci le dita. Ci siamo mossi immediatamente – il sindaco, io, gli altri assessori – e ci siamo confrontati con Regione e Città Metropolitana: ricordo che il crollo è avvenuto nel punto in cui la strada da comunale diventa provinciale. Abbiamo subito conferito l’incarico al geologo; otto giorni dopo – martedì 13 dicembre – è arrivata la sua relazione; venerdì mattina ci siamo riuniti stabilendo l’inizio dei lavori per lunedì 19. Eppure siamo stati ostacolati dalla pioggia e dalla neve, che hanno impedito ai droni di entrare in azione ma proprio i droni ci servivano per un’indagine accurata: è grazie ad essi che abbiamo scoperto i danni alla cappella non visibili dall’esterno.  I lavori saranno molto costosi: occorreranno centinaia di migliaia di euro. Per fortuna la Regione ha detto che ci supporterà e la ringraziamo per ciò che ha già fatto. Un grazie lo dobbiamo soprattutto a Mauro Fava”.

Lo sfogo del vicesindaco si conclude con un la sorpresa per l’assenza dei firmatari nella seduta di venerdì: “Ci scrivono chiedendo di affrontare l’argomento in consiglio e poi nessuno di loro si presenta ? Mi rammarico di questa stranezza quasi politica”.

Più gravi del previsto i danni alla Chiesa

Sono iniziati lunedì 19 dicembre i lavori per mettere in sicurezza a Pont la parete rocciosa  che incombe su Via Roggie. Quasi due settimane fa si era verificato un distacco di materiale che, frantumandosi, aveva colpito il sottostante parcheggio e il tetto della chiesetta addossata al rilievo, arrivando fino alla strada per Sparone.

Ovviamente era stata emessa un’ordinanza per bloccare il transito, che resta tuttora in vigore, ed era stato effettuato un sopralluogo congiunto fra geologo, tecnici comunali, vigili del fuoco, amministratori.

Il giorno stesso – era martedì 6 dicembre – un’ordinanza del sindaco aveva commissionato allo Studio “Geologica” di Daniele Chiuminatto e Corrado Duregon l’indagine necessaria per stabilire l’esatta situazione e gli interventi da eseguire.

La relazione - consegnata otto giorni più tardi - ha evidenziato, fra l’altro, che i danni alla Cappella consacrata alla Madonna della Neve sono più seri di quanto fossero apparsi in un primo tempo: e già erano sembrati importanti…

Sarà necessario intervenire in diverse fasi. Occorrerà innanzitutto stabilizzare la parete e prevenire nuovi distacchi. Questa prima parte dei lavori – affidati alla “Alpi Vert” di Locana - dovrebbe durare cinque giorni ma per consentire il transito sulla Provinciale sarà necessario un nuovo sopralluogo degli enti coinvolti.

Il vicesindaco Massimo Motto spiega che “non si è trattato di un semplice distacco di pietre: è un pezzo di parete che si è sfaldato. Per metterla in sicurezza  sono stati calcolati cinque giorni ma potrebbero ridursi a due o salire a trenta: è difficile avere certezze sui tempi. In seguito si dovrà procedere alla <retificazione> che potrà avvenire anche a strada riaperta”.

La seconda fase riguarderà la Cappella delle Rogge “I droni hanno mostrato la presenza di un masso che si è incastrato tra la cantoria e la roccia. Dovrà essere rimosso dai Vigili del Fuoco, che ringraziamo per ciò che hanno fatto e per quello che faranno: non sarà un intervento semplice. Seguiranno una nuova perizia dei geologi nominati dal Comune e di quelli della Regione Solo a quel punto si potrà prendere una  decisione per quanto riguarda l’utilizzo del parcheggio”.

Il sopralluogo della Città Metropolitana

Lunedì 19 dicembre il vice sindaco della Città Metropolitana Jacopo Suppo ha incontrato il sindaco di Pont Canavese Bruno Riva, che si è presentato con un problema urgente: la frana che si è verificata a Santa Maria delle Roggie ai primi di dicembre, che ha danneggiato la chiesetta e portato per sicurezza alla chiusura della Sp 47 dir 2 "della Val Soana".

Già in questi giorni hanno preso il via i i primi lavori di disgaggio della parete ma il Sindaco vorrebbe effettuare al più presto un sopralluogo con il servizio geologico della Città metropolitana per valutare se ci sono le condizioni di riaprire, almeno parzialmente, la provinciale.

Si è anche parlato della sistemazione della Sp 47 nel tratto in cui è attraversata dal rio Laudret: la sistemazione idrogeologica del Rio, che esonda sovente anche a causa di alcune tubazioni che passano sotto la provinciale, è finanziata dalla Regione ma la Città metropolitana dovrebbe farsi carico del tratto stradale.

Il vicesindaco metropolitano Suppo ha spiegato che in questi casi di solito si procede con una convenzione fra gli Enti per una realizzazione complessiva dei lavori: a breve ci sarà una Conferenza dei servizi dove si potrà affrontare come procedere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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