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Ivrea
17 Dicembre 2022 - 00:38
padel
Al consiglio comunale convocato per il prossimo 22 dicembre forse (e diciamo forse non a caso) si parlerà del campo da Padel realizzato la scorsa primavera dalla Società canottieri Sirio (251 mq) da aggiungersi ai due campi da tennis, ad un campo di calcetto e uno di beach volley. Stando alla relazione firmata dal geometra Davide Luciani dell’Ufficio Tecnico del Comune si tratterebbe di un vero e proprio abuso edilizio, come ce ne sono tanti a Ischia e nel sud Italia.
Fiato alle trombe: i lavori sarebbero stati eseguiti in base ad una semplice CILA (Comunicazione di inizio lavori asseverata) ma ci sarebbe voluto un “permesso di costruire” vero e proprio.
I problemi rilevati non sono pochi nè di poco conto.
L’impianto sarebbe stato realizzato in un’area in cui è praticamente tutto vietato salvo interventi in edifici già esistenti.
Il dramma - se vogliamo chiamarlo così - è che il campo da Padel è già costruito. Il dilemma è che la Società Canottieri si è data al mattone e al cemento pensando che fosse giusto così, esattamente come già aveva fatto nel 2005 quando, con una semplice dichiarazione di inizio attività, aveva sistemato con pavimentazione e panchine un’area adiacente al beach volley. Come quando nel 2009 si era data un gran da fare per una nuova recinzione. E poi ancora nel 2014 con la costruzione di un muro di contenimento, di un parcheggio e di un nuovo campo da beach volley. Infine nel 2017 con nuovi autobloccanti nel parcheggio e un campo da basket... Una lunga sfilza di “abusi”, sui quali i funzionari dell’ufficio tecnico del Comune chiusero un occhio o forse (vai a sapere) non ebbero neanche il tempo di guardare le pratiche
La questione si sarebbe dovuta discutere già allo scorso consiglio comunale ma le Opposizioni avevano chiesto i dovuti approfondimenti in sede di commissione che non ci sono ancora stati. Da un lato c’è l’assessore Michele Cafarelli che propone di modificare il vigente piano regolatore per consentire nell’area di via Lago Sirio la costruzione di impianti e attrezzature sportive, dall’altra tra le file dell’Opposizione e pure in maggioranza c’è chi proprio non ne vuole sapere di questa sanatoria o di lasciar correre un “abuso” che potrebbe prestare il fianco ad altri abusi in futuro. Senza contare che una modifica del Prgc per una cosa così finirebbe per suddividere i cittadini in due, quelli di serie A e quelli di serie B a cui non è concesso alcunchè. Che poi per alcuni è davvero così, considerando che qui c’è la crème della società eporediese, quasi una casta, con tessere che si rinnovano di padre in figlio, posti barca e brandine per la tintarella prenotate di anno in anno.
Secondo la giunta non accontentare la Società Canottieri significherebbe andare incontro ad un ricorso certo al Tar. Le Opposizioni dicono “chissenefrega” e da giorni si stan chiedendo perchè mai debba essere proprio il consiglio comunale a mettere una toppa ad un problema così, per questo stan spingendo per far nuovamente saltare il punto all’ordine del giorno.
“In effetti - scrive Davide Luciani - il campo da padel è stato realizzato su superfici in calcestruzzo armato con cordoli su cui sono installati i muri laterali, realizzato con alte pareti in vetro temperato e sostenuti da montanti in carpenteria, anch’essi ancorati al suolo, a cui si aggiungono impianti tecnologici, principalmente d’illuminazione e, spesso, ampie coperture, fisse o mobili a seconda della tecnica utilizzata. Questo impianto da gioco si configura come opera permanente, che modifica i luoghi ed il paesaggio in cui s’inserisce; pertanto è soggetta ad idoneo titolo abilitativo sia per la costruzione di campi “outdoor” su terreni liberi. ....”.
E se in linea di massima - e questo lo dice sempre Luciani - per le opere realizzate in precedenza, pur essendo “abusi a tutti gli effetti” non si può far nulla perchè è passato troppo tempo (“ il potere di autotutela deve essere esercitato dall’Amministrazione competente entro un termine ragionevole e supportato dall’esternazione di un interesse pubblico, attuale e concreto, alla rimozione del titolo edilizio tanto più quando il privato, in ragione del tempo trascorso, ha riposto, con la realizzazione del progetto, un ragionevole affidamento sulla regolarità dell’autorizzazione edilizia. ..”), per il campo del Padel questo non vale...

Ludovico Capussella del Circolo Canottieri
C’è un però ed è che se anche il consiglio comunale dicesse “no” o non affrontasse la questione, la variante del nuovo piano regolatore affidata all’architetto Giancarlo Paglia, da qui ad un paio di anni (come minimo, salvo intoppi) permetterà di fare in via Lago Sirio tutto quel che oggi non è possibile fare. In tutti i casi dolori e guai del nuovo presidente Ludovico Capussella succeduto quest’estate, allo scadere dei tre anni, a Giacomo Lettieri. Con lui nel direttivo anche Alberto Bossino, Stefano Braghin, Alessio Avetta, Enrico Bessero, Marco Marengo, Giorgio Noli, Sandra Valente e Stefano Moscarelli.
Oltre un secolo di vita
La Società Canottieri Sirio nasce nel 1887. L’iniziativa si deve ad un gruppo di eporediesi appassionati di canottaggio che desideravano avere un punto di ritrovo dove tenere le proprie barche. Presero così in affitto, e poi acquistarono, una casetta che da Ivrea saliva verso San Pietro Martire, fino alla riva del lago. Il 26 maggio del 1911 l’Assemblea dei Soci approvò a larghissima maggioranza la costituzione della Società che assume il nome di Società Canottieri Sirio. Gli anni successivi segnano un continuo e costante progresso sia come numero di Soci sia come aumento delle proprietà sociali e delle attrezzature. I soci hanno a disposizione un salone, il ristorante con relativa cucina, il bar e sulla riva l’imbarcadero con la tettoia che ospita le barche, sempre più numerose.

Le spese vengono coperte dalle quote sociali e quando occorre sono aperte sottoscrizioni straordinarie. Nel 1930 i soci sono oltre 600. Una percentuale di rilievo se rapportata alla popolazione di Ivrea di quel tempo. Seguono poi i difficili anni della la guerra con tutte le sue restrizioni alla vita civile e sociale. Dal 1945 ad oggi l’attività ha continuato a fiorire. Si annoverano la sistemazione della casetta in riva al lago a deposito di sedie, sdraio e attrezzi al piano terreno con il bar al primo piano, e le cabine degne di una spiaggia in riva al mare.
Molto spazio è dato al verde con gli ampi prati nei quali si alternano zone alberate ed altre in pieno sole. Non vanno dimenticate le feste sociali a Capodanno, a Carnevale, a inizio e chiusura della stagione estiva ed in occasioni varie. Molte le possibilità di chi vuole dedicarsi allo sport, nei campi da tennis, di calcetto, di bocce, di pallavolo. Sono organizzati tornei di giochi a carte, di biliardo ed altri giochi di società.

La Canottieri si regge sulle proprie forze o, per essere precisi, sulle quote dei Soci, con 780mila euro l’anno su per giù per un numero chiuso di circa 3400 iscritti.
La quota annuale per garantirsi un posto ai Canottieri è di 230 euro. Tanti escono e tanti entrano, si acquisisce il diritto di essere socio alla nascita e c’è chi continua a rinnovare, magari non frequentando per qualche tempo, come è accaduto in periodo di Covid, per non perdere il posto. C’è chi è in lista d’attesa da anni.
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