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Il comune dice a Guelpa di vendere Mozart. Fuga da corso Massimo...

La società ha infilato una serie di perdite per più di tre esercizi consecutivi

Il comune dice a Guelpa di vendere Mozart. Fuga da corso Massimo...

La notizia (o la sonata in do maggiore) arriverà come una doccia fredda nel corso del prossimo consiglio comunale. L’Amministrazione comunale ha, infatti, dato mandato alla Fondazione Guelpa di dismettere la propria quota dell’11,9 per cento nella società Benefit Mozart srl “prendendo atto della decisione di quest’ultima di procedere in tal senso”.

Una decisione obbligata dalla legge non foss’altro che dall’analisi dei bilanci emergono “perdite” negli ultimi 3 esercizi e un fatturato medio inferiore alla soglia di un milione di euro.

Se il Comune fosse stato un socio come gli altri, insieme a loro avrebbe anche potuto decidere di “ripianare” le perdite, ma così non è.

Per la cronaca quando parliamo di Mozart facciamo riferimento ad una società costituita nel 2017 con lo scopo di acquistare l’immobile di corso Massimo D’Azeglio (duemila metri quadri) in cui ha sede il Liceo Musicale, quindi promuovere l’insegnamento, lo sviluppo, la divulgazione e l’educazione in qualsiasi forma di attività culturali, musicali, concertistiche, teatrali e nel campo della danza. 

Tant’è! Ad aprire per prima una faro sulla società era stata qualche mese fa la Corte dei Conti. In particolare i giudici avevano richiesto  maggiori informazioni  sulla decisione di acquistare quote per 50 mila euro presa da Fondazione Guelpa, nel 2019. 

A farli insospettire il ricorso presentato dall’avvocato Franca Vallino (uno degli ex membri del cda insieme ad Alfredo Boni, Marco Liore, Teresa Skurzak e il presidente Luca Beatrice). 

Franca Vallino

S’aggiungeva la delibera di ricognizione delle società partecipate, approvata dal consiglio comunale lo scorso anno in cui si leggeva che Mozart “presentava condizioni che comporterebbero l’adozione di interventi di razionalizzazione….” e ancora che il Comune aveva richiesto alla Fondazione Guelpa una rendicontazione sulla gestione della società “riservandosi di definire, eventuali azioni di razionalizzazione, tra cui l’eventuale dismissione della partecipazione nel caso ne emergessero i profili di criticità….”. 

Parole forti, talmente forti che in quell’occasione il capogruppo della Lega Anna Bono ad un certo punto era saltata sulla sedia "sbottando" di non aver mai saputo nulla dell’acquisto… Smemorata!

Morale? 

La Corte dei Conti si chiedeva in che modo l’Amministrazione comunale avesse esercitato il controllo e se la Fondazione Guelpa avesse poi effettivamente rendicontato “sulla gestione della società..”. 

Oggi si sa che dal 2017 in avanti si sono susseguite una serie di perdite, di circa 7 mila euro nel 2017, poi di 25 nel 2018 e nel 2019 di circa 14 nel 2020 e di quasi 12 nel 2021.

“Dall’Analisi dei dati e delle caratteristiche operative della società – scriveva la Corte dei Conti – emergono condizioni (società priva di dipendenti con perdite negli ultimi 3 esercizi e con fatturato medio dell’ultimo triennio inferiore alla soglia di un milione) che comporterebbero l’obbligo di avviare azioni di razionalizzazione ai sensi dell’articolo 20 del Dlgs 175/2016; tuttavia trattasi di condizioni connaturate all’attuale situazione della società che risulta costituita nel 2017 ed attualmente inattiva…”. 

Entro la fine di quest’anno, non si fosse deciso quel che si è deciso, per mantenere la partecipazione l’Amministrazione comunale avrebbe dovuto inviare alla Corte dei Conti una lunga serie di informazioni sul valore della produzione e sul risultato economico. E sempre alla Corte dei Conti ci si sarebbe dovuti giustificare per eventuali  contributi erogati dal Comune o dalla Fondazione Guelpa a Mozart e al Liceo. 

Insomma, sarebbe stata una bella gatta da pelare, ancor più perchè tutte queste domande sembravano voler dare una risposta anche al ricorso presentato dall’ex consigliere di amministrazione Franca Vallino  su un edificio acquistato da Mozart, ristrutturato e poi ceduto in comodato d’uso alle associazioni che già  lo utilizzavano (Liceo musicale, Scuola di Danza, Scuola di Teatro, Cittadella della Musica e della Cultura, Orchestra Sinfonica Giovanile del Piemonte e Coro Mozart). 

“Il cda – puntualizzava in allora Vallino  – non ha esaminato  alcuna documentazione e neanche l’esposizione bancaria con l’Istituto d’Alba di 250 mila euro con relativa iscrizione di ipoteca per 500 mila in virtù del mutuo contratto per l’acquisto dell’ l’Auditorium…”. 

Che poi secondo Vallino quel che il cda non aveva capito è che Mozart aveva acquisito la nuda proprietà dell’immobile in cui si trova l’Auditorium e il Liceo Musicale s’era trasformato in Usufruttuario. 

Insomma, per l’avvocato Franca Vallino si sarebbe trattato di una mera operazione immobiliare. 

L’idea

La Fondazione Guelpa su pressione dell’allora Amministrazione comunale guidata da CArlo Della Pepa decise in entrate in Mozart nel 2018, quasi sul finire del mandato. La palla poi passò all’attuale Amministrazione comunale che la condivise insieme a un nutrito gruppo di imprenditori locali pronti a mettere mano al proprio portafoglio per restituire alla collettività gli spazi di San Lorenzo del Liceo Musicale ed in particolare l’auditorium di cui era stata ottenuta l’agibilità in seguito a dei grossi lavori eseguiti. 

Un contributo come segno di apprezzamento da parte dell’amministrazione comunale su questo progetto, immaginando in cambio un accordo per poter usufruire dell’auditorium a prezzi convenzionati per attività promosse o patrocinate dal Comune. 

All’accordo, manco a dirlo, non s’è mai dato un seguito...

 

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