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Strambino

Cambursano a Betlemme in Palestina per il progetto "Smart City"

La consigliera delegata al Turismo per la città metropolitana di Torino racconta la sua esperienza

Sonia Cambursano per una città SMART anche a Betlemme, in Palestina

Sonia Cambursano a Betlemme, in Palestina, in veste di consigliera delegata al Turismo per la città metropolitana di Torino,

Si è concluso il 6 dicembre scorso l’impegno istituzionale in Palestina per il progetto ‘Betlemme SMART City - Sistema di Monitoraggio Ambientale e Rinnovamento Tecnologico nella città di Betlemme’. Nell’ottica di rafforzare le partnership internazionali già esistenti, la sindaca di Strambino Sonia Cambursano, in veste di consigliera delegata al Turismo per la città metropolitana di Torino, insieme ad altri membri della delegazione italiana, in rappresentanza dei 18 enti partner del progetto, ha partecipato a numerosi incontri istituzionali per promuovere lo sviluppo di edifici e quartieri SMART nel Comune di Betlemme. Un progetto all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione dal punto di vista urbanistico e ambientale, che ha previsto l’ipotesi di infrastrutture tecnologiche atte a favorire il turismo e in grado di rappresentare un valido modello per le altre municipalità della Palestina.  

Intervista a Sonia Cambursano, consigliera delegata al Turismo per la città metropolitana di Torino

Cambursano, com’è nato il progetto Betlemme SMART City?

Il progetto si inscrive in una lunga tradizione di cooperazione internazionale tra Italia e Palestina a cui la città metropolitana negli anni ha preso parte. Dopo qualche anno di flessione rispetto alle progettualità di cooperazione, oggi la città metropolitana intende tornare ad avere un ruolo di primo piano nella cooperazione, secondo una lunga tradizione che risale alla Provincia di Torino”.

A prescindere dall’orientamento religioso, la vicinanza con luoghi pregni di storia come quelli è sempre suggestiva: quali sono state le tue sensazioni?

“Sono posti che vedevo per la prima volta e mi hanno molto emozionata. L'elemento che mi ha colpito maggiormente è il senso di precarietà della vita in quei luoghi, teatro quasi quotidiano di disordini e tensioni. Mentre eravamo in missione, per esempio, ci è arrivata notizia che il nostro programma sarebbe cambiato, e non ci saremmo mossi dall'Università, in quanto la città di Betlemme era in sciopero a causa dell'uccisione nella notte di un ragazzo in un campo profughi appena fuori Betlemme in occasione di un raid della polizia israeliana che aveva sparato ad altezza uomo, causando diversi feriti e un morto. Naturalmente per noi è stato uno shock, ma la cosa che più mi ha colpita è stato leggere la rassegnazione a questo tipo di situazioni negli occhi dei nostri interlocutori palestinesi”.  

In veste ufficiale hai assistito all’accensione del grande albero di Natale in piazza a Betlemme. Puoi descriverci l’atmosfera di quel momento?

“L'accensione dell'albero è stato un momento di grande festa popolare, alla presenza di diverse autorità internazionali. E’ stato come se per qualche ora Betlemme si fosse presa una pausa dalla pesantezza della situazione in cui vive quotidianamente per festeggiare l'arrivo del Natale, che per tutti è sinonimo di speranza di pace”.

Da sindaca a sindaco: quali sono le argomentazioni sostenute durante l’incontro con Hanna Hanania? E con il governatore della Provincia di Betlemme Kamel Hamid?

“Il sindaco di Betlemme e il governatore hanno illustrato la situazione problematica in cui si trovano a vivere, in particolare il mio scambio con loro ha riguardato una mia competenza specifica, quella sul turismo. Una delle missioni di Smart Betlemme è infatti quella di esportare buone pratiche sperimentate da noi in Italia per aiutare la città a sviluppare la sua offerta turistica, ampliandola e rendendo la città e i dintorni attrattivi anche fuori dallo stretto perimetro della Basilica della Natività”.

A livello politico, che tipo di progettualità presente a Betlemme replicheresti nella tua città e che cosa bocceresti?

“A livello politico credo che nessun confronto sia possibile perché, per nostra fortuna, viviamo in una situazione di pace e di sicurezza sociale che a loro è tristemente sconosciuta. Spero che le buone pratiche in termini di sostenibilità ambientale e sviluppo turistico possano aiutare una terra così bella e suggestiva, ricca di risorse, a sviluppare il benessere per la propria comunità”.

Per saperne di più sui partner coinvolti nel progetto 

Tra i partner coinvolti nel progetto vi sono: Provincia di Pavia (ente capofila), Comune di Betlemme, Università degli Studi di Pavia, Città Metropolitana di Torino, Comune di Pavia, Comune di Parma, Comune di Padula, ANCI Lombardia, Parco nazionale del Cilento -Vallo di Diano – Alburni, Joint Services Council for Tourism Development in Bethlehem Governorate JSCTD, VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo ONG, SISTERR - Sistema Territoriale Pavese per la Cooperazione Internazionale, Comune di Bruino (in qualità di capofila del Co.Co.Pa. - Coordinamento Comuni per la Pace (Torino)), Politecnico di Torino - Dipartimento Energia “Galileo Ferraris”, Bethlehem University, Fondazione LINKS, Ai Engineering S.r.l., Piacenti S.p.A.
 

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