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I cinghiali devastano il territorio? Per Leone il problema sono gli ambientalisti...

I cinghiali devastano il territorio? Per Leone il problema sono gli ambientalisti...

L'incontro di ieri

Il 27 ottobre, il Comune di Valperga ha ospitato un incontro per parlare di emergenza cinghiali, con la collaborazione della Zona Omogenea 8 Canavese occidentale e dei suoi sindaci, della Coldiretti, dell'Ambito territoriale caccia To2, del Comprensorio alpino To5 e To4, dell'Asl To4, dell'Ente di Gestione del Sacro Monte di Belmonte, della Città Metropolitana di Torino e della Regione Piemonte. La presenza dei cinghiali è ormai un problema che sta attanagliando diverse aree rurali di tutto lo Stivale. Un problema complesso, che richiede risposte complesse. Ecco, queste risposte non chiedetele al consigliere regionale rivarolese Claudio Leone. Leone era presente all'evento, e ne ha approfittato per strillare nuovamente contro quella che lui aveva già chiamato in passato "l'ideologia ambientalista", rea, secondo lui, di aver favorito la diffusione della peste suina e la riproduzione incontrollata del cinghiale. Che va evitata, secondo Leone, affidando ai cacciatori lo sporco lavoro di far fuori a fucilate i fastidiosi suini. "Abbiamo aumentato le giornate di caccia - ha detto rivolgendosi ai numerosi agricoltori che hanno partecipato all’incontro - abbiamo investito nei contenimenti lottando contro un miope ambientalismo di chi abita in centro città e guarda ai cinghiali con la tenerezza di un gattino". Leone non le ha mandate a dire: "Vorrei - ha detto Leone nella sua invettiva contro i suoi acerrimi nemici radical chic - si affacciassero oggi su uno dei campi distrutti degli agricoltori dagli ungulati perché, come ha ben detto il sindaco di Valperga Walter Sandretto, il vostro è un lavoro che sostiene famiglie, che serve per pagare le bollette, il mutuo e i libri di scuola. Chi urla alla tutela dei cinghiali dovrebbe fare un giro sulle nostre strade la notte, quando davanti ti si para un animale che pesa quasi quanto l'utilitaria che stai guidando. Quello dei cinghiali è un problema serio e tutti insieme dobbiamo lavorare per arginare l'emergenza e poi risolverla". Evidentemente l'ex assessore rivarolese ha fatto orecchio da mercante sulla strigliata che gli avevano fatto le associazioni ambientaliste lo scorso gennaio. ENPA, LAV, Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta, LIDA, LIPU, OIPA, PAN, Pro Natura Piemonte, SOS Gaia, estensori del comunicato, glielo avevano detto chiaro e tondo: “Ormai è accertato come la tradizionale caccia al cinghiale altro non fa che aumentare il tasso di riproduzione della specie, favorendone inoltre la diffusione sul territorio, creando, quindi, le condizioni più idonee alla comparsa e alla propagazione di malattie”. Insomma, la caccia non serve a contenere i cinghiali: è un'ideologia (questa sì) di Leone, nonché, dicevano le associazioni ambientaliste, una "discutibile passione" di chi la pratica. Il consigliere regionale rivarolese, che a parole dice di voler combattere la peste suina, aveva persino proposto di creare una filiera di carne di cinghiale completamente piemontese. Secondo le associazioni, che pure su questo l'avevano mandato a stendere a gennaio, l'ideona di Leone accelererebbe e amplierebbe “la diffusione della peste suina, con probabili ripercussioni anche sugli allevamenti di maiali e conseguenze economiche che sarebbero devastanti”. Insomma, ormai abbiamo capito che il rivarolese eletto in consiglio regionale, quando può, se la prende con gli ambientalisti. Così, per passare il tempo e per trasformare in comizi eventi seri che trattano di temi seri. Finendo per incappare in clamorose figuracce, che arricchiscono il suo già vastissimo portfolio.
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