in foto, Don Giuseppe Bischi, e parroco di Loranzè dal 1957 al 2022
La città ha salutato don Pino il 10 agosto, il giorno del suo funerale.
Ora, però, l’amministrazione comunale è pronta a dare un nuovo ed importante riconoscimento all’uomo che è stato parroco della comunità di Loranzè per 57 anni.
La giunta ha deciso di intitolare una via alla memoria di don Pino Bischi, si tratta di una strada comunale, adiacente alla Palestra pluriuso ed al plesso scolastico, che collega Via Ivrea a Via Marra.
L’amministrazione del Sindaco Claudio Marchiori, quindi, ha scelto di rendere merito così al grande lavoro fatto da don Pino in città.
Chi è don Giuseppe Bischi?
Giuseppe Bischi nasce ad Abbadia di Naro, frazione di Cagli (allora provincia di Pesaro), il 5 dicembre 1929. Dalle Marche, la sua famiglia si trasferisce prima in Val d’Aosta e poi in Canavese, dove Giuseppe, secondogenito di tre fratelli, frequenta il seminario diocesano di Ivrea: viene ordinato sacerdote da Monsignor Paolo Rostagno il 7 giugno 1952. Svolge le funzioni di Vice Parroco prima a Verolengo, successivamente a Settimo Vittone ed infine a Pavone Canavese. Nel 1957, diventa Parroco di Loranzè, ove esercita, senza interruzioni, il suo apostolato per 65 anni, fino al 2022.
Dotato di un carattere energico ed esuberante, sportivo praticante, si cimenta in numerose iniziative, anche di natura sociale, per rendere più attivo e coinvolgente, soprattutto verso i giovani, il messaggio dell’annuncio cristiano che gli era stato affidato. Dà vita alla compagnia filodrammatica, organizza proiezioni cinematografiche per ragazzi e famiglie. Nel 1965, consegna alle stampe il primo numero del Bollettino Parrocchiale, iniziativa che gli sopravvive e che costituisce ancora oggi, a distanza di ben 57 anni, una fonte quasi inesauribile di informazioni, di statistiche e di testimonianze iconografie fra le più ricche ed interessanti della comunità loranzese.
Appassionato cultore di musica e buon organista, promuove e favorisce, nel corso del tempo, la formazione di notevoli Cantorie parrocchiali, ultima delle quali, l’eccellente Corale di Loranzè-Fiorano Canavese, oggigiorno in piena fioritura.
Svolge, per diversi anni, in modo encomiabile, anche la professione di insegnante negli Istituti Superiori, prima a Torino e poi ad Ivrea.
Ebbe sempre grande cura per gli edifici ecclesiastici, Chiese e Cappelle, che gli erano stati affidati, immancabilmente sollecito nel porre mano a tutti quegli interventi che si rendevano necessari per la conservazione ed il miglioramento degli stessi: occorre ricordare, fra gli altri, in modo particolare, la ristrutturazione, sotto la vigile sorveglianza della Soprintendenza alle Belle Arti, della secentesca Cappella di San Rocco, intervento realizzato, con le più moderne tecnologie, nella seconda metà degli anni Ottanta del secolo scorso, con finanziamenti dell’ lstituto di Ricerche Biomediche della Serono S.p.a., e affidato all’ architetto Camillo Duprè di Roma.
Durante i lunghi anni del suo apostolato sacerdotale, don Giuseppe Bischi coltivò una attenzione speciale per la gestione della locale Scuola Materna, ubicata nel centro città, gestione poi affidata alla pubblica Amministrazione nel 1986, e da parte sua e dei suoi collaboratori esercitata in modo totalmente gratuito e disinteressato.
Sul finire degli anni Novanta, in accordo con il Comune, cede allo stesso la struttura dell‘Asilo e con il ricavato della vendita ristruttura un immobile adiacente, destinandone l’uso, come Casa parrocchiale, alle necessità della popolazione, ponendola al servizio non solo delle necessità pastorali, ma, quando necessario, anche di quelle pubbliche più generali, in modo specifico quelle ricreative e scolastiche.
L’edificio parrocchiale in oggetto è risultato di grande utilità pure nella recente emergenza sanitaria del covid-19.
Infatti, in ogni circostanza, fino agli ultimi mesi di vita, in don Giuseppe Bischi non venne mai meno una inesauribile disponibilità a condividere, con i Pubblici Amministratori, tutto ciò che gli era possibile e lecito offrire, sia in termini di beni materiali che di collaborazione personale.
“A tale riguardo, - spiegano dal Comune - riportiamo, ad esempio, la cessione gratuita di terreno per la realizzazione di una strada veicolare a servizio del cimitero di Loranzè Alto, ed infine, di nuovo, per l’ampliamento della viabilità di accesso alI’abitato, sempre nella parte alta del paese. L’esercizio del suo ministero sacerdotale, radicato e confortato fin dalla giovinezza da una fede profonda, lo porta ad affrontare, instancabilmente, con molti loranzesi, le alterne vicende della vita, nella buona e nella cattiva sorte. E questo amore sincero per la sua terra di elezione, ove ora riposa per suo espresso desiderio, ha grandemente contribuito, nella nostra comunità, non solo a rinsaldare i legami affettivi fra generazioni diverse, ma anche a preservare e a vivificare, rinnovandole, le buone e antiche tradizioni della nostra terra”.
Alla intensa attività sacramentale, don Giuseppe Bischi seppe sempre abbinare una operosa azione caritativa e una generosa disponibilità nei confronti del prossimo, cosicché, in più occasioni, queste sue qualità meritarono pubblico riconoscimento.
Fra tutte, occorre ricordare la manifestazione tenuta, con grande concorso di fedeli e cittadini, l’11 giugno 2017, per la celebrazione del 60º Anniversario di apostolato di don Giuseppe Bischi a Loranzè, presente il Vescovo di Ivrea, Monsignor Edoardo Cerrato ed il Vescovo di Pinerolo, Monsignor Pier Giorgio Debernardi.
Nonostante i seri problemi di salute sopraggiunti negli ultimi anni, Don Giuseppe Bischi non venne mai meno ai suoi doveri ed alle sue funzioni, nei limiti consentiti dal progredire dell’età e dalle condizioni di salute.
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