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Ivrea
11 Ottobre 2022 - 10:40
Un viaggio tra danza e memoria in ricordo di Marina Corallo.
Sabato scorsosul palco del Teatro Giacosa il corpo di ballo dell’Associazione Rapatika di Torino e della Scuola di Danza Arabesque per ricordare Marina Corallo.
Marina, giovane artista, coreografa, danzatrice e insegnante. Marina che si è spenta sotto tre colpi di coltello, inflitti con rapidità e brutalità sul suo petto dal suo ex fidanzato; erano le 23 del 28 settembre 1992. Marina per non dimenticare, Marina per ricordare i tanti troppi femminicidi che ogni anno si ripetono.
Ne ha parlato, invitata all’evento, dal palco Gabriella Colosso presidente di LucyAssociazione: “In Italia ogni settimana 1 donna viene uccisa, a settembre sono 77 le donne uccise (5% in più rispetto al 2021), nel solo mese di giugno 9 e tutte dai loro compagni o ex compagni. Cresce la violenza sulle donne e il “Revenge-porn”. Insomma, nonostante sia in vigore dal 2019 il Codice Rosso il fenomeno continua a non arginarsi.
“Ma la realtà è più complessa e più vasta delle statistiche - aggiunge Colosso - i dati italiani stanno nei dati del mondo, le morti vanno oltre ogni confine. Come non ricordare le tante donne del mondo che ogni giorno vengono uccise per dei “credo” maschilisti, o per delle guerre che le stupra, le usa come merce di scambio o le riduce a schiave: etiopi, curde afghane, ieri, ucraine, iraniane oggi e tante altre la cui lista potrebbe risultare infinita. Poche parole lette non so dove ma per ricordare e lottare, Marina fosse qui lo vorrebbe. La storia siamo noi, ma anche loro... La storia non finisce con i nostri piccoli, grandi problemi. La storia sono le donne che in tutto il mondo si ribellano per avere la libertà e i diritti, diritto allo studio, al lavoro, a una vita dignitosa, alla pace. La storia non siamo solo noi, si svolge in tutti i confini del mondo dove si ergono muri, si massacrano le persone, si tolgono sogni e futuro. La storia siamo tutte noi, noi qui in questo teatro, noi che possiamo fare un pezzo, forse anche solo piccolissimo, di storia...”.

Per essere vicine alle tante, troppe, donne Iraniane che si stanno rivoltando per avere “libertà” va la campagna lanciata dal palco: “una ciocca di capelli per la libertà”. Le ciocche verranno consegnate all’ Ambasciata Iraniana a Roma.
Le prime ciocche di capelli sono state tagliate sul palco e altre alla fine dello spettacolo.
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