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IVREA. Terzo polo: attenti a quei due. Il centrosinistra naviga a vista

IVREA. Terzo polo: attenti a quei due. Il centrosinistra naviga a vista
In piemontese si dice camminare al “pian dij babi”. Significa ripartire da niente, ricominciare da capo. Forse è un po’ così che deve sentirsi il segretario  cittadino del Pd Luca Spitale. Aveva avviato un percorso di dialogo con quelli di Laboratorio civico, con i cinquestelle e con Francesco Comotto di Viviamo Ivrea. Tutto bene. Tutto nella norma. Poi arrivano le elezioni politiche, Letta litiga con Conte e il tavolo salta fino a data da definirsi. Altro cruccio con quelli del Terzo Polo, di Renzi e di Calenda, che alle Politiche se ne sono andati da soli e a Ivrea, come a Roma, è da un po’ che si muovono per proprio conto. Sembra quasi di leggerli i tanti pensieri che gli staranno frullando per la testa: “Che cosa decideranno? Verranno in coalizione. Verranno con noi? E se con noi ci fossero i grillini?”  Dal campo largo al vicolo stretto è un attimo.  Con il primo  l’area della sinistra comincerebbe dal Pd (che a Ivrea s’è confermato primo partito) e grazie alle primarie di coalizione potrebbe riuscire ad abbracciare tutto quel che si muove fuori dall’attuale compagine che amministra la città. Oppure nulla di tutto questo e la semplice riproposizione dello schema appena andato in onda. E ci sarebbe un Pd sempre più a sinistra, quindi il centrodestra, unito come ci siamo abituati a vederlo negli ultimi decenni, quindi il Terzo Polo e i cinquestelle che a Ivrea quasi sicuramente correrebbero in coalizione con Francesco Comotto. Fuori dal gioco delle alleanze, infine, anche Unione Popolare, ben rappresentata in città da Cadigia Perini. “A Ivrea - commenta con noi Paolo Bertolino di Italia Viva - non è facile creare nuove aree politiche ma noi ce l’abbiamo fatta dimostrando a tutti che il bipolarismo è una semplificazione…”. Ex consigliere comunale del Partito Democratico, Bertolino insieme a Fabrizio Dulla, a Luca Spitale e, soprattutto a Elisabetta Ballurio è stato un “renziano” della prima ora. Era andato alla Leopolda e s’era riscoperto e soprattutto innamorato. Un amore, stando all’oggi, che non s’è mai spento. Da qui, nel 2019, la decisione di seguire Matteo Renzi nella costruzione del nuovo soggetto politico senza pensarci due volte. “Con Massimiliano De Stefano di Azione - aggiunge Bertolino - stiamo già lavorando ad un progetto politico per la città, mettendo al primo posto gli argomenti che più ci interessano a cominciare dall’importanza del nuovo ospedale. E poi la biblioteca,  il museo, via Jervis, l’Unesco ... Abbiamo le idee abbastanza chiare... Stiamo parlando anche con le altre forze politiche di centrodestra e di centrosinistra ma non di alleanze. E’ ancora troppo presto e bisogna vedere che cosa succederà nei prossimi mesi in Parlamento.  Beninteso: contatti informali, nulla di ufficiale. In verità non sappiamo che cosa pensano e nessuno sta scoprendo le proprie carte ammesso che qualcuno sappia quali carte giocare…”. Ed è evidente però che tutto ruoterà intorno alle scelte che farà il Pd.  “Andranno a congresso e definiranno una linea politica - passa e chiude Bertolino - Solo allora si capirà che cos’è il Pd. Oggi non lo sa nessuno. Vedremo se ci sarà l’alleanza con i Cinquestelle. Questa scelta avrà un peso importante. Noi comunque non tifiamo per il campo largo, le coalizione troppo ampie perdono di credibilità. Potremmo anche non presentarci in coalizione perchè in realtà abbiamo lavorato proprio per creare un’area con un’identità molto chiara. A livello cittadino apriremo sicuramente anche un dialogo con i candidati civici di centrodestra...”. Insomma tutto e niente, com’è giusto che sia. Stesso film con Massimiliano De Stefano che in città rappresenta Carlo Calenda di Azione. Ex consigliere comunale dei Moderati-Riformisti, in allora eletto grazie ad una lista a trazione socialista, si dimise per motivi personali nel 2017, facendo spazio a Aurelio Cornelio. Ricomparve alle elezioni del 2018 con i Moderati di Portas per poi ritornare a far politica con PiazzaEporedia. “E’ difficile ipotizzare oggi uno scenario per le elezioni cittadine che si terranno da qui a otto mesi - commenta - Per quanto ci riguarda parleremo con tutti e poi si vedrà. S’intende tutti con esclusione dell’area che non rispecchia le nostre posizioni... I diktat nazionali sono importanti ma non abbiamo preclusioni verso i cinquestelle. Rimanga tra noi  (“Come no...”, ndr) non è così semplice prendere una decisione. Stiamo ragionando se andare da soli… E poi ci sono due opzioni: quella con un centrodestra moderato e quella con un centrosinistra non troppo a sinistra... Aspettiamo che ci sia un po’ di chiarezza, ma non faremo un’alleanza tanto per…”. Ricapitolando: o da soli,  o con il Pd spostato al centro, o con una nuova coalizione di centrodestra che va da Sertoli, passando per Borla, ma senza i Fratelli d’Italia e la Lega. Oppure con Forza Italia. Chi vivrà vedrà! Liborio La Mattina
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