FAVRIA. Martedì sera è nato il nuovo comitato politico cittadino. L'idea nasce dal gruppo di opposizione "UniAmo Favria", che ha pensato al comitato come a uno strumento di elaborazione politca che parta "dal basso" e che riporti i problemi amministrativi alla discussione tra cittadini.
Il nome e il simbolo del comitato sono ancora da decidere, mentre il presidente è già stato nominato. Si chiama Simone Giacometti, classe 1978, a Favria da 15 anni. Il suo ruolo di presidente del comitato è il culmine di un percorso che dura da tempo: "Sono anni - racconta - che collaboro con il gruppo di Francesco Manfredi a Favria".
Giacometti ha studiato elettronica e informatica, poi fisica e matematica all’università. "Mi dedico da 25 anni in modo amatoriale alla filosofia e alla crescita personale - aggiunge lui - la crescita della consapevolezza. Professionalmente mi dedico invece da quasi 20 anni all’informatica, nel campo della produzione di software".
La scelta di impegnarsi nel comitato è la diretta conseguenza di una sua precisa concezione della politica: "Penso che la politica si faccia includendola nella vita e nelle attività di tutte le persone - spiega -. Il mio sogno è anche quello di questo nuovo comitato: avere concittadini responsabili perché davvero informati degli accadimenti del territorio; resi attivi nel proporre in modo positivo e costruttivo attività che possano farcelo godere e conoscere sempre di più, perché è il territorio in cui viviamo e che amiamo, non solo il posto in cui passiamo le nostre notti".
Il comitato, secondo Simone, deve diventare uno strumento di lavoro politico che agisca in sinergia con associazioni e istituzioni: "Vogliamo agire - dice - in totale collaborazione con le associazioni già presenti e con l’amministrazione di Favria".
Lo scopo del comitato è anche politico, perché intende "sensibilizzare i favriesi ad interessarsi davvero alle attività del Comune". Questo perché, per Simone, "dopotutto il comune siamo tutti noi!". Per ora la vocazione del comitato è puramente sociale e aggregativa, ma un domani, chi lo sa, potrebbe evolvere.
"Chissà che in futuro non si riesca a formare proprio da questo comitato cittadino una nuova squadra per le elezioni - dice Simone - senza nessun altro interesse che quello di fare il bene del territorio e dei suoi abitanti. Il processo non sarà forzato in nessun modo, ma sarebbe bello si riuscisse ad arrivare naturalmente, con lo sviluppo del comitato e delle sue attività, alla formazione di una bella squadra pronta a dedicarsi alla vita politica del paese, sia che si vincano sia che si perdano le elezioni, perché la vittoria sarebbe già di per sé la presenza attiva del comitato".
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