RIVAROLO. Una condanna di un anno e due mesi per tutti gli imputati per omicidio colposo.
E’ stata questa la richiesta che i magistrati di Ivrea ValentinaBossi e AlessandroGallo hanno formulato venerdì nei confronti del sindaco di Rivarolo AlbertoRostagno, degli assessori FrancescoDiemoz e LaraSchialvino, del dirigente dell’ufficio tecnico EnricoColombo e del capo della polizia municipale SergioCavallo.
Erano finiti a processo per i fatti che ruotavano attorno alla morte di GuidoZabena, operaio favriese di 51 anni. Zabena era annegato nel sottopasso per Feletto, che era allagato, nella notte tra il 2 e il 3 luglio del 2018.
Per l’accusa ci sarebbero, quindi, delle responsabilità chiare degli imputati rispetto alla non adeguata manutenzione del sottopasso.“Non c’è mai stata una programmazione sulla manutenzione, ma si interveniva sempre dopo ognu guasto” ha addirittura detto il sostituto procuratore Bossi.
Inoltre, per Bossi nessuno degli imputati ha mai obiettato nulla sul fatto che quel sottopasso, consegnato al Comune nel 2001 e collaudato a fine 2003, non fosse conforme al progetto originario.
Un esempio? Le pompe di drenaggio smaltivano soltanto 135 litri al secondo e non i 180 previsti dal progetto.
Vanno poi considerati tutti gli episodi avvenuti la sera del 2 luglio, quando non sarebbe stato attivato il piano di protezione civile.
Per i pm, il fatto che l’Arpa non diramò l’allerta meteo non è una conditio sine qua non, un’attenuante nei confronti dei responsabili.
Non sono d’accordo i legali di sindaco e assessori. Per gli avvocati LuigiChiappero e AlessandroRadicchi, che difendono rispettivamente Rostagno e Diemoz, è invece evidente che il piano di protezione civile non fu attivato proprio perché quella sera l’allerta meteo dell’Arpa non era arrivata.
Per i due legali, inoltre, mancherebbe del tutto il nesso di causalità sulla morte dell’operaio favriese.
In altri termini, non ci sarebbero dati oggettivi su cui appoggiarsi per ricostruire la dinamica esatta dell’evento. Ad esempio, non si sa quanti millimetri d’acqua siano scesi, quando Zabena ha raggiunto il sottopasso con l’auto e quando le pompe abbiano smesso di funzionare, se durante o dopo il temporale. Chiappero, per questo, ha parlato di semplici congetture, visto che tutti questi aspetti non sono mai stati dimostrati nemmeno dai consulenti in fase di dibattimento. Il piano di protezione civile risale al 2013, ben cinque anni prima della disgrazia. SergioBersano, legale del capo della polizia municipale SergioCavallo, ha puntualizzato che questo piano fu realizzato dal precedente comandante, che è stato anche chiamato in aula a testimoniare.
Tentando di scagionare Cavallo, nella sua arringa Bersano ha dichiarato che, “premesso che ritenga tutti gli imputati non colpevoli, non c’è alcuna delibera che deleghi il comandante Cavallo come responsabile della protezione civile di Rivarolo”.
La sentenza è attesa per venerdì 11 novembre.
fm
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