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Ivrea. La disperazione dei residenti in via Buozzi tra costi del riscaldamento in crescita e arretrati. E la politica che cosa sta facendo? Nulla...!

via buozzi

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Via Buozzi. Civico 4. Due condomini, uno di fronte all’altro. In totale 36 famiglie, la maggioranza delle quali paga l’affitto all’Atc. Qualche “proprietario” c’è ma si contano sulla punta di una mano, forse due. Anziani con la minima di pensione e famiglie numerose che faticano a mettere insieme il pranzo con la cena.  C’è chi non dorme la notte. Chi piange di giorno. Chi studia il da farsi. Chi guarda al futuro con preoccupazione e chi il futuro proprio non ce lo ha... Nei giorni scorsi l’Amministratore Fabio Lova ha comunicato che è stata installata (grazie al superbonus del 110%) la nuova caldaia, in sostituzione di quella che quest’inverno aveva lasciato tutti al freddo e al gelo.  Giovani e anziani, con o senza reumatismi, poco importa. D’altro canto sentendosi dalla parte sbagliata, quella di chi deve dare dei soldi, nessuno s’era lamentato e tutti, chi più, chi meno, avevano sofferto in silenzio! Tra le cose da fare si era anche promesso un nuovo cappotto termico e la sostituzione degli infissi, l’inverno sta di nuovo arrivando, come nel Trono di Spade, ma di questi lavori nessuno ne parla. “Con una nuova centrale termica e una migliore coibentazione (?) – aveva strombazzato ATC qualche settimana fa  i consumi energetici delle prossime stagioni potranno diminuire fino al 60%, con un risparmio anche sui costi di riscaldamento…”. Una diminuzione che però, ahìnoi, non basterà a bilanciare gli aumenti sui prezzi quasi triplicati in pochi mesi per colpa di Putin, del mercato, del Covid, soprattutto dell’alta finanza. Ecco perchè in tanti avrebbero preferito passare dal riscaldamento centralizzato a quello autonomo. “Sarà anche basso il canone di locazione ma diventa altissimo se si aggiungono le “spese varie” del giardiniere e del riscaldamento. Abbiamo costi di un residence ma facciamo una vita da cani…” s’era lamentata con noi Maria (nome di fantasia) durante una protesta andata in scena nel cortile dei due stabili. Nella sua vita ne aveva viste davvero di tutti i colori.  Ci aveva mostrato ogni stanza del suo appartamento. Ci aveva indicato le pareti con la muffa e quelle scrostate, i serramenti esterni ed interni tutti rotti e pieni di fessure, i vetri spaccati, le grondaie bucate, i calcinacci. Con l’umidità che entra ovunque e pure nelle ossa. In queste condizioni si capisce fin troppo bene il perchè delle bollette così care e salate. Oggi comunque Maria non parla più. C’è chi  dice sia morta di crepacuore. Morta e sepolta proprio dopo il ricevimento di una maxi bolletta per le spese di riscaldamento. E dire che avrebbe voluto mettersi in regola. Dio solo sa quanto lo avrebbe voluto. Non aveva i soldi per pagare…. Si lamentava. Soffriva. Si disperava e intanto si indebitava. Incredibile ma vero ci sarebbero stati tutti gli elementi per giustificare un mancato pagamento. Lo avrebbe dovuto chiedere l’amministratore del condominio ma se n’era letteralmente fottuto.  Ne è arrivato un altro ed ha fatto lo stesso. Si è però concentrato sugli arretrati di due anni, sui conti del dare e dell’avere (il bilancio consuntivo) e sulle bollette non pagate al gestore Exe.Gesi, pari a 55 mila euro all’anno per due anni. Tanti... Troppi...  Un amministratore intraprendente avrebbe dovuto cercare degli appigli. Per esempio il contratto (scaduto) sottoscritto nel lontano 2009 con Exe.Gesi, prevedeva un servizio di pronto intervento 24 ore al giorno, che nessuno da queste parti ha mai visto rispettare. Per esempio la società s’era impegnata a garantire una temperatura minima di 20 gradi e anche quelli nessuno se li ricorda….  L’epilogo porta da tutta un’altra parte. Atc s’è messa d’accordo con Exe.Gesi accollandosi il debito e poi ha cominciato a bussare alla porta delle famiglie debitrici con in mano la superbolletta. “Chi ha problemi - spiegano seraficamente dalla sede torinese - potrà fissare un appuntamento ai nostri sportelli per la rateizzazione dell’importo. Le famiglie a basso reddito potranno presentare domanda al fondo sociale regionale che copre l’intera morosità cumulata sulle bollette dell’anno precedente la domanda…”.  Pensa te che sforzo o, se si preferisce, che gran presa in giro,  considerando che Exe.Gesi è una società partecipata proprio da ATC e ATC è un ente che cura le sue proprietà con sufficienza. Cosa c’è che non va? C’è che qui non si muove foglia che Atc non voglia. Anche Lova, che ha preso il posto di Gemma Matè, manco a dirlo, è stato nominato dall’ATC che alle assemblee di condominio ha la maggioranza. Non c’è il due senza li tre presto arriverà il terzo conteggio “arretrato” riguardante l’ultima annualità. Altri 55 mila euro da aggiungersi ai 110 mila euro appena conteggiati.  «Ditemi voi io dove vado a prendere questi soldi...– commenta Nilde  Ci dicono che c’è la possibilità di rateizzare o, per chi ha un reddito inferiore a poco più di 6000 euro, di attendere l’anno prossimo per accedere al fondo sociale del Comune. Un’idiozia.  Lo stipendio di mio marito è di poco superiore. Ho già delle rate da pagare e non posso permettermi di rateizzare un altro importo….”. Insomma non se ne esce…! “Stiamo cercando di capire che cosa fare e  non è esclusa una protesta davanti al Municipio, magari il giorno delle elezioni” commenta Sergio alla disperata ricerca di un aiuto che in verità dal Comune non è mai arrivato. Sordo il sindaco. Sordi gli assessori, sordi i consiglieri comunali e pure i candidati al Parlamento che di tutto vogliono occuparsi tranne che dell’Atc. Insomma non se ne esce e la polemica monta come la panna. Per la strada incontriamo Claudio. “A casa mia, d’inverno, esce il calore e entra il freddo - commenta - La camera di mia figlia  a gennaio è una ghiacciaia. Stacchino pure la caldaia. Non ho soldi. Non ho un lavoro. Non ho nulla. Se è vero che il prezzo è triplicato cosa potrò mai fare per pagare. Andare a rubare? ”. Eggià! Se sugli arretrati la disperazione si tagliava con il coltello, sulle bollette che arriveranno non ci sono più lacrime per piangere. «Dio soltanto sa che salasso saranno -  stigmatizza Giulia, amica di Claudio - Altro che arretrati: sarà un disastro su tutta la linea. E non mi si venga a raccontare che è colpa di Putin e del gas che non arriva più dalla Russia. L’Eni sta facendo soldi a palate. Cosa voterò? E me lo chiede? Guai a mettere il mio nome. La vengo a cercare...». Primo piano, condominio A.  Al citofono risponde Consuelo.  “Cosa faremo? Se pagheremo? Atc faccia un po’ cosa vuole. Ci cacci! Ci sfratti. Se ci staccano il riscaldamento vorrà dire che farò mettere due maglie in più ai miei figli... Che altro posso fare? Sono pensionata”. In cortile un ragazzo pare avere le idee più chiare. “È un ricatto! Bisogna tornare alla legna”. 
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