Una ventina di cittadini residenti in via Dei Chiodi, via San Michele, via Moncrava, via Monte Marzo e Canton Gabriel, pur non costituendo un comitato, ha iniziato da tempo una raccolta firme a sostegnodi una petizione per la realizzazione di unmarciapiede in via San Michele che partendo dal parco della polveriera (muro di cinta presso lo scolmatore) raggiunga il Canton Gabriel;la creazione sul percorso di un’area di sosta munita di panchine e tavoli e la realizzazione di due aree a parcheggio di attestamento dei mezzi di trasporto per facilitare l’accesso al lago e al parco della Polveriera, la prima tra il muro di cinta del parco e lo scolmatore, la seconda sul percorso compreso tra il lago e le prime case del Canton Gabriel.
Hanno girato casa per casa per spiegare la proposta, la pericolosità della via e lo stato di inaccessibilità delle sponde del lago. In tanti (già più di un centinaio) hanno salutato l’iniziativa con favore e partecipazione.
Il 17 settembre organizzeranno la giornata conclusiva e per l’occasione sarà allestito un banchetto all’ingresso del parco della Polveriera in orari compresi trale 9.30/12.00 e le 14.30/18.00.
Le firme raccolte saranno poi protocollate in Comune e consegnate al sindaco Stefano Sertoli. Primo firmatario è il grillino Massimo Fresc. “Ci tengo a precisare - dice -che il mio impegno è di semplice cittadino residente in via Moncrava. L’iniziativa non è quindi riconducibile alle azioni del Movimento Cinque Stelle che rappresento in Consiglio Comunale...”.“Ilpercorso pedonale- commentano i promotori - servirà a mettere in sicurezza il transito dei pedoni lungo la pericolosissima via Lago San Michele, strada molto frequentata da pedoni,da ciclisti, dai cittadini che risiedono a nord del lago, da eporediesi e turisti che si spostano in direzione delle colline e del lago Sirio. La via risulta stretta tra recinzioni, siepi abbandonate e parapetti stradali obbligando i pedoni a camminare sulla corsia stradale che a causa dellecurve e della ridotta visibilità aumenta ulteriormente la pericolosità. Il percorso renderebbe accessibili e fruibili le sponde del lago oggi abbandonate e non raggiungibili.La realizzazione lungo il nuovo percorso di un’area di sosta con panchine e tavoli permetterebbe infine di fruire delle bellezze del lago. I parcheggi che ad oggi sono completamente assenti in tutta l’area, garantirebbero un facile e sicuro accesso permettendo l’organizzazione di un servizio di navetta verso il lago Sirio e le zone collinari. ..”.
La verità è che del Lago Sirio, della Polveriera e del Parco dei 5 laghise ne parla troppo poco. L’ultima volta che il consiglio comunale di Ivrea ha affrontato l’argomento (maggio 2021) il dito è rimasto puntato, durante tutto il dibattito, sul consigliere comunale delegato Donato Malpede che siede nel gruppo di lavoro presieduto dalla Città Metropolitana.
E fu in quell’occasione che l’Amministrazione comunale si disse in attesa. Da un lato che la Regione concluda l’iter per la sua istituzione (bloccata dalle recenti critiche di Coldiretti) e dall’altradalle decisioni della Città Metropolitana. Inutile ricordare loro che “Chi tempo ha e tempo aspetta, tempo perde…”.
Giusto un anno prima, lo diciamo per dovere di cronaca, il consigliere comunale Donato Malpede, stufo di essere preso sempre di mira, aveva depositato una richiesta indirizzata al sindaco e all’assessore Michele Cafarelli per chiedere la costruzione di una piazzola e di una pista pedonale dal civico 18 di via lago San Michele e per circa un km, proprio a ridosso di Canton Gabriel.
La richiesta, come tante altre, è rimasta in un cassetto.
E non basta essere convinti dell’eccezionale valore e bellezza delle colline e dei laghi se poi non si fa nulla per curarli.
L’intero territorio dei laghi, da tempo non più presidiato da attività agricole, è, infatti, in preda ad un degrado progressivo.
Quasi completamente sparito, per esempio, il sistema di terrazzamenti che permetteva di coltivare viti e ortaggi. Oggi molti muri in pietra sono crollati e altri sono compromessi dalla crescita di radici e dall’acqua piovana non canalizzata. I sentieri ele antiche vie di comunicazione si presentano segnalate i modo inadeguato, con fondi sconnessi ricoperti di pietre e bordiinvasi dalla vegetazione. I boschi un tempo preziose riserve di legname, sono abbandonati e alberi secchi, rovi e passaggi inagibili sono diventati i tratti distintivi.
Grazie all’istituzione del parco, se solo la si facesse, si potrebbero attivare politiche finalizzate alla tutela della fauna, al rimboschimento e alla prevenzione degli incendi. Perchè anche questo è un problema. Mancano aree “taglia fuoco” e vaste zone sono inaccessibili ai mezzi dei vigili del fuoco il che imporrebbe quanto prima la predisposizione di un piano di sicurezza.
S’aggiungono i corsi d’acqua spesso occlusi da frane e invasi da alberi e nelle zone più abitate inquinati da alcuni versamenti del sistema fognario.
Insomma, i laghi trasparenti e ricchi di pesci sono un ricordo.
E per chi se lo fosse perso, il Protocollo d’Intesa finalizzato all’istituzione del Parco naturale dei 5 laghi di Ivrea (sebbene se ne parli dal lontano 1986) è stato approvato nel 2019 dai Consigli Comunali di Ivrea, Chiaverano, Montalto Dora, Cascinette e Borgofranco. Risale invece al lugliodel 2020 l’approvazione del dossier di candidatura.
Tra i nodi da scegliere quello della sede (anche questo è previsto dal dossier di candidatura) e Ivrea spinge per l’utilizzo della Polveriera quale centro di accoglienza e informazione.
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