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STRAMBINELLO/PARELLA. I cittadini differenziano male e ora la Tari rischia di aumentare

Camioncino della raccolta differenziata

Camioncino della raccolta differenziata

Per l’ennesima volta Scs (società canavesana servizi, l’azienda che gestisce la raccolta differenziata nell’eporediese) ha dovuto prendere carta e penna per richiamare all’ordine i cittadini. Da alcune indagini, infatti, è risultato che nella raccolta della plastica non finisce anche la plastica ma anche altro. “Vi scriviamo - spiega il Direttore Generale di Scs Andrea Grigolon - perché siamo molto preoccupati per la qualità del materiale plastico conferito nelle nostre campane. Le ultime due analisi di qualità eseguite da Corepla nei giorni scorsi hanno dati pessimi risultati: in entrambi i casi la percentuale di impurezza è stata del 25 %, ben al di sopra del limite massimo del 22%. Come ben sapete questo mette fortemente a rischio il riconoscimento economico per i mesi a venire. Gli elementi estranei rinvenuti che hanno contribuito a generare questi risultati non possono essere certo inseribili nei cosiddetti “errori in buona fede”, trattandosi di scarti artigianali/industriali e rifiuto organico, quest’ultimo soprattutto nei comuni e/o nelle frazioni con sistema di raccolta “Isobarone” (dove non sono previste le raccolte dell’organico e del verde se non richieste dalle utenze che non provvedono al compostaggio domestico, ndr)”.  Insomma: secondo Scs si tratta di persone che hanno agito in mala fede, contro le regole, sperando di non essere beccati. “Vi proponiamo di agire, - prosegue Scs - quindi, su fronti diversi intercettando i due target che possono essere identificati come i maggiori responsabili. Utenze non domestiche: da settembre, alla riapertura della maggior parte delle attività, rafforzeremo i controlli e predisporremo materiale informativo da lasciare alle aziende in cui si registrano errati conferimenti, oltre a continuare l’aggiornamento costante a voi comuni sulle criticità rinvenute nei giri di raccolta. Per le utenze domestiche, invece: la consistente (e costante) presenza di organico nelle campane nei Comuni con sistema “isobarone” ci spinge a riflettere su come e in quale misura venga effettivamente praticato il compostaggio domestico nel nostro territorio. Diventa, quindi, fondamentale la vostra collaborazione nell’attuare i controlli sugli esecutori del compostaggio”. Qui la situazione si fa grave: perché secondo i dati raccolti da Scs, nei comuni dove l’organico dovrebbe essere smaltito tramite il compostaggio domestico  questo viene buttato nei bidoni dell’indifferenziato. “Il contributo COREPLA, - continua Grigolon - lo sappiamo tutti, è un importante e fondamentale sostegno che ci aiuta a contenere i costi all’attuale livello e, di conseguenza, di non gravare ulteriormente sui cittadini. D’altro canto, sembra che i cittadini utilizzino le campane in modo complementare al passaggio della raccolta indifferenziata, generando un circolo vizioso che rischia di diventare fisiologico e, questo, non possiamo proprio permettercelo! Sappiamo benissimo che, in questo momento, ci sono tali e tante priorità che la gestione dei rifiuti rischia di essere messa in secondo piano, ma proprio perché il momento storico è difficile e complesso ci sembra importante porre alla vostra attenzione che è bene intervenire ora, affinché quelle che oggi sono criticità occasionali non diventino endemiche del nostro sistema e del modus operandi dei cittadini. Noi ci rendiamo disponibili, come sempre, per iniziative di formazione, informazione, sensibilizzazione mirate, che potrebbero partire proprio da target specifici come le utenze non domestiche o i cittadini che hanno dichiarato di effettuare il compostaggio”. Sul tema, però, anche i Comuni ora fanno la voce grossa. “Nel caso in cui  - spiegano dai Municipi di Parella e Strambinello - la percentuale mensile dei materiali non corretti resti al di sotto del 22% i Comuni Soci, per il tramite della Società Canavesana, percepiscono da COREPLA (Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica) un contributo economico che aiuta a contenere i costi della raccolta all’attuale livello e, di conseguenza, a non gravare ulteriormente sui cittadini. Vi invitiamo a prestare maggiore attenzione a ciò che viene conferito nelle campane della plastica e a conferire solo materiale plastico privo di rifiuto organico. Nella raccolta della plastica devono essere conferiti solo gli imballaggi, gli involucri che contengono il prodotto acquistato. Alcuni esempi di imballaggio sono la confezione del sapone o le bottiglie di acqua, mentre la bacinella per il bucato non lo è perché non è il contenitore utilizzato per confezionare e trasportare un prodotto. Fanno eccezione a questa regola piatti e bicchieri, perché pur non essendo imballaggi vengono comunque conferiti nella raccolta della plastica”.
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