“Per ben due volte hanno fatto scendere me e gli altri dall’autobus per prendere quello successivo…. Una volta l’autista ha detto che aveva finito il suo orario…”. Si lamenta una cittadina. E’ una delle tante. Nero su bianco nel gruppo Facebook “Utenti Gtt cornuti e mazziati”. Oggi è anche peggio. Ai ritardi, alle corse che saltano senza preavviso e agli autobus che prendono fuoco s’è aggiunta la “tragedia” del nuovo orario estivo della conurbazione di Ivrea entrato in vigore il 27 giugno anziché ad agosto come era previsto.Mal contate un centinaio di corse in meno sulle linee San Germano-Pavone (che collega anche Banchette, Borgofranco e Montalto a Ivrea), Bellavista-Bollengo e San Giovanni-Bellavista. Il tutto senza alcuna comunicazione formale agli utenti e a valle dei tagli del 9 giugno, alla fine della scuola.
Agitato come una biscia il sindaco di Bollengo Luigi Sergio Ricca nei giorni scorsi ha chiesto al Comune di Ivrea di convocare immediatamente le 18 amministrazione comunali interessate.Come andrà a finire è presto detto. Prima che Ivrea prenda in mano la situazione e convochi un tavolo minimo minimo, considerando che c’è di mezzo San Savino, siamo già ad agosto. Poi la palla passerebbe all’assessore alla viabilità Giuliano Balzola e, considerando i suoi tempi, prima che riesca a contattare l’Agenzia per la Mobilità siamo a settembre e a settembre, trullallero trullallà, chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto.
Peraltro propriosettembre è previsto l’arrivo di una ventina di nuovi autobus Iveco Blu Euro 6 che già erano attesi per lo scorso mese di marzo in sostituzione di un parco mezzi vecchio di 21 anni. Fanno parte dei 292 nuovi mezzi (20 bus elettrici, 122 bus urbani a metano, 50 bus extraurbani ad alimentazione tradizionale euro 6 Step) per cui Gtt ha ottenuto un finanziamento di 50 milioni di euro da Intesa Sanpaolo, Cassa depositi e prestiti e UniCredit. “L’erogazione di questo finanziamento - scrive in una nota Gtt - è la condizione necessaria per proseguire nel rinnovo della flotta prevista dal Piano industriale 2021-2023 e va a integrare i fondi disposti dal Piano strategico nazionale mobilità sostenibile e quelli previsti nell’ambito del Pnrr....”.
A guardare il bicchiere mezzo pieno, comunque, i tagli estivi, sembrano del tutto allineati alle corse saltate. Ben 525 nel solo mese di aprile così tante da aver indotto l’Agenzia per la mobilità piemontese ad avviare una procedura di contestazione del servizio trasmessa a Extra.TO, GTT e V.I.T.A.. “Tenuto conto che l’emergenza Covid è terminata a marzo, i disservizi costituiscono una chiara violazione agli obblighi contrattuali…” scrivevano all’Agenzia per la mobilità.
Se le cose andranno come tutti sperano che vadano verrà applicata una sanzione (da 500 a 10.000 euro ogni cancellazione) che, data la ricorrenza del disagio provocato, è stata quantificata in 1.000 euro ad evento per un importo complessivo pari a 525.000 euro, da detrarre sui prossimi pagamenti.
Altra tegola su GTT la denuncia presentata in Procura a Ivrea dall’avvocato Alberto Bazzani a nome di un centinaio di quegli “Utenti GTT cornuti e mazziati” formatosi su Facebook per iniziativa del consigliere comunale di Pavone Andrea Occleppo.
Si tratterà di una vera e propria “class action”, forse unica nel suo genere, almeno in Italia, peraltro costata pochissimo considerando che per aderire erano richieste appena 10 euro.
Quel che si può dire è che quest’esperienza, quando finirà, potrebbe rappresentare una bell’apripista verso tutti gli erogatori di servizi. Da Gtt a Trenitalia, dalle Asl ai Comuni. Dieci euro per denunciare “malcostumi” e “negligenze”. Dieci euro per portare sul banco degli imputati “amministratori” abituati ad alzare le spalle. Dieci euro perrenderci tutti più consapevoli dei nostri diritti e dei nostri doveri.
Può succedere anche questo quando si arriva ad un punto di non ritorno, quando la gente è stufa di lamentarsi, di piangere sui social, di battere i pugni sul tavolo con sindaci e assessori quasi sempre “sordi”, a volte “ciechi”, a tratti “muti”.
Che la rete GTT della conurbazione di Ivrea sia gestita a “capocchia” e faccia acqua da tutte le parti lo aveva raccontato in consiglio comunale anche il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. Un bel giorno aveva deciso di fare una prova. S’era messo ad aspettare una corsa e, alla fine, s’era incamminato a piedi.
Se ne era parlato anche nel corso di un altro consiglio comunale grazie ad una mozione firmatada tutta l’opposizione per chiedere l’impegno dell’Amministrazione comunale a convocare tutti i Sindaci della conurbazione d’Ivrea ad un tavolo di lavoro sulle criticità e sulle proposte da presentare all’Agenzia della Mobilità Piemontese in vista dei nuovi contratti di servizio.
Peraltro che la situazione fosse scappata di mano lo si era già detto durante un Consiglio Comunale dell’estate del 2020.
Venne fuori (grazie ad uno studio di Cgil, Cisl e Uil) che gli autobus utilizzati a Ivrea sono i più vecchi del Piemonte e che dal 2010 si sono ridotte le corse del 28%.
S’aggiunge, non in ultima, la questione economica considerando che rispetto ad un tempo, quando tutto era gratis, oggi a Ivrea il servizio costa dei bei quattrini, più di 200 mila euro all’anno.
l.l.m.
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