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IVREA. Alla processione occhi puntati sul candidato a sindaco del Pd

IVREA. Alla processione occhi puntati  sul candidato a sindaco del Pd

San Savino, processione

Incredibile ma vero! L’altra mattina, alla processione del Santo Patrono, la notizia non era il Santo Patrono ma che ci fosse in fila anche Matteo Chiantore, marito del neo consigliere comunale Fiorella Pacetti e, si presume (non foss’altro che lo dicono in tanti), candidato alla carica di sindaco alle primarie che il Pd potrebbe organizzare già quest’autunno.  Negli ambienti legati al centrodestra, da giorni, non si parla che di questo, nel mentre si litiga e lo si fa nel gruppo di whatsapp.  Proprio qui (s’intende su whatsapp) ha tenuto banco, messaggino dopo messaggino, una “malsana” discussione su “Cosmo”, su “Ivrea capitale del libro” e su una riunione politica che avrebbe dovuto tenersi il venerdì precedente, poi rinviata dal sindaco al venerdì successivo per presunte incomprensioni sul giorno in cui la si sarebbe dovuta tenere. Sembra uno scioglilingua ma non lo è... Ad un certo punto (stando ai meglio informati e noi non siamo tra quelli), a puntare i piedi si sarebbe precipitato  il deputato Alessandro Giglio Vigna, da giorni tirato per la giacchetta da destra e da sinistra. “Eh no... - avrebbe più o meno scritto -  Questa volta la riunione si fa!  Abbiamo tante cose di cui parlare...”. Bene! Bravo! Bis!  “Epperò - gli avrebbe risposto il sindaco -  Cerchiamo di farla breve che ho un mucchio di cose da fare. C’è la canoa e pure San Savino...”. Un modo come un altro per dirgli che gli girano un po’ le ciribiricoccole, come in quella famosa canzone dello Zecchino d’oro. Alè! La verità? Sicuramente è vero che Sertoli ha tantissime cose da fare, ma non è ancora riuscito a digerire quell’incontro tra la senatrice azzurra Virginia Tiraboschi ed un gruppo di militanti dei Fratelli d’Italia, presente la collega parlamentare Augusta Montaruli e il coordinatore provinciale Fabrizio Bertot, tutti seduti ai tavoli del ristorante “la Duja d’or”. Lì per promuovere uno scenario politico alle prossime elezioni amministrative che non prevede Sertoli (che l’ha delusa) come candidato a sindaco, al massimo qualcuno che possa dire di aver fatto un minimo di esperienza in giunta e tutte le strade più che a Roma portano all’indirizzo della vicesindaca Elisabetta Piccoli. Tantè! Per molto meno, davvero molto meno, qualche anno fa, Sertoli licenziò il vicesindaco Elisabetta Ballurio colpevole e pure rea confessa d’averlo accusato di essere sceso in piazza nei primi giorni della pandemia. Stavolta a fare il duro non ci riesce, comunque non oggi, non quest’estate. Lo farà (se lo farà) a settembre, al rientro dalle ferie. E intanto? Largo alle supposizioni e alle strategie. Nel Pd  oltre a Chiantore rimbalzano come palline da ping pong i nomi di Fabrizio Dulla, dell’ex assessore Alberto Redolfi e di Carlo Della Pepa. A centrodestra si ipotizzano almeno un paio di scenari.  Nel primo son tutti insieme con candidato a sindaco Stefano Sertoli, nel secondo c’è Sertoli che corre con due, fors’anche tre liste civiche, più la Lega, poi ci sono i Fratelli d’Italia che se ne vanno da soli e infine c’è un ulteriore raggruppamento messo in piedi dalla senatrice Tiraboschi insieme al prode segretario cittadino di Forza Italia Vincenzo Ceratti. Insomma, una mezza carnevalata... Liborio La Mattina
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