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IVREA. Come consegnare il Comune al centrosinistra in quattro mosse

IVREA. Come consegnare il Comune al  centrosinistra in quattro mosse

Virginia Tiraboschi

Come consegnare il Municipio di Ivrea al centrosinistra in quattro mosse. Primo: farsi trascinare da Cosmo in una polemica sull’omofobia. Secondo: presentarsi in un ristorante spiegando ai commensali che Sertoli non è il sindaco giusto. Terzo: spaccare in due il centrodestra. Quattro:  trasformare un Generale in segretario cittadino consentendogli di comportarsi come il presidente di una Pro Loco. Per il resto? Tutto vero!  C’era anche il coordinatore dei Fratelli d’Italia Fabrizio Bertot, l’altro venerdì sera, al ristorante “La Duja d’Or” del Borghetto, quando ad un certo punto è arrivata trafelata la senatrice azzurra Virginia Tiraboschi accompagnata dal segretario cittadino Vincenzo Ceratti, con le infradito ai piedi. “Un saluto da una parlamentare del territorio.... Non ci trovo nulla di strano” non smentisce, anzi rincara Bertot.  “Ha imbastito un discorso in vista delle prossime elezioni amministrative - aggiunge - Ha sostenuto che per vincere occorra una figura diversa da Sertoli, magari qualcuno che s’è fatto le ossa in questo mandato. Ha detto che su Sertoli s’è sbagliata....” E voi? Il nostro deputato Montaruli ha sottolineato che Forza Italia dovrebbe prima sciogliere ogni ambiguità. Non si può essere contemporaneamente forza di governo e di opposizione...”. Tutto qui? “Evidentemente sì. Niente che già non si sapesse... In ogni caso non spetta a noi giudicare l’operato di questa amministrazione di cui non facciamo parte ...”, aggiusta il tiro Bertot che però, alla malaparata un candidato a sindaco dice di avercelo ed è il presidente del circolo Paolo Debernardi. La verità è che i Fratelli d’Italia, a cominciare dal segretario Marzia Vinciguerra si dicono in attesa e non vogliono essere loro quelli che mettono tutti seduti intorno al tavolo “Noi abbiamo la forza per fare una lista e andare da soli. Se ci vogliono sanno dove trovarci...”.- commenta a muso duro probabilmente ancora leggermente avvelenata con la Lega per quel posto negatole in SCS. Ricapitolando. Forza Italia vuole andare da sola e sta cercando alleati. Fratelli d’Italia sta aspettando di sedersi attorno ad un tavolo con tutti. Stringi stringi ad appoggiare  la ricandidatura del sindaco uscente resterebbero in due: la Lega e il gruppo che fa riferimento a Diego Borla, a sui ci aggiungerebbe la lista del sindaco che lui dice di voler preparare. Più Diego Borla che non la Lega, considerando che negli ultimi mesi quel che resta della Lega in giunta e tra le fila della maggioranza in consiglio comunale, tutto sta facendo salvo che consolidare un’alleanza.  C’è la polemica innescata da Cosmo e un’altra subito dietro l’angolo  “sulle ingombranti sculture di Igor Mitoraj” che l’assessore Costanza Casali vorrebbe far atterrare in piazza Ottinetti, nella stessa piazza in cui gli assessori Giuliano Balzola e Giorgia Povolo vorrebbero che si organizzasse il mercato Sanaterra e il “Cantacrotte”.  E delle tre è evidente che le sculture del polacco Igor Mitoraj non han paura di un confronto considerando il lustro che potrebbero portare a Ivrea nell’anno di “Capitale del libro”, soprattutto in termini turistici.  Vabbè! Tant’è!  C’è che tra le fila della maggioranza oramai, a poco meno di un anno dalla scadenza elettorale, siamo alla notte dei lunghi coltelli, come chiaramente si percepisce dalle  critiche che in questi giorni si stan concentrando su “Ivrea Capitale del libro” e sull’assessore Costanza Casali, accusata di fare tutto di testa sua o con la testa di Paolo Verri. Che poi, a dirla proprio tutta, considerando che il vento è totalmente cambiato e alle elezioni di qualche giorno fa i partiti di centrodestra sono riusciti a raccogliere meno preferenze delle liste civiche, siamo così sicuri che a Sertoli convenga ripresentarsi con lo stesso schema? Difficile dire oggi cosa succederà domani, quel che possiamo dire è che nella vicina Chivasso, dove più o meno esisteva un’analoga armata brancaleone, ad un certo punto sono arrivati da Torino e li hanno obbligati a correre tutti insieme, mano nella mano. 
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