C’è ancora qualcosa che arde sotto la cenere del congresso del Pd che nel febbraio scorso ha portato alla rielezione del segretario cittadino Luca Spitale con un direttivo allargato a 26 militanti?
Ci sa tanto di sì, se è vero -e lo è - che negli ambienti giusti si racconta di una furiosa litigata che si sarebbe consumata (il condizionale è d’obbligo) in una “chat” di whatsapp e poi anche in presenza. All’ordine del giorno il San Savino che avrebbe visto tutti insieme, felici come delle Pasque sotto il solleone della prima settimana di luglio: il segretario del Pd insieme al segretario di Forza Italia Vincenzo Ceratti, più il referente dell’associazione “Autonomi e partite Iva” Daniele Gismondi di Bivio Tours. Trullallero, Trullallà... Tutto talmente vero che quest’ultimo, cioè Gismondi, se ne andava in giro per la città raccontando di una festa che avrebbe unito e messo d’accordo l’intero l’arco costituzionale.
Quel che non si era detto - ed è arrivata l’ora - è che nella sede di via Peretti, appena lo han saputo, si sono messi a urlare che sembravano cocorite, ognuno per suo conto e tutti insieme. Qualcuno pare abbia sentito le grida fin sul terzo ponte. S’era addirittura preparato un comunicato dai toni alquanto “soft” poi trasformato dal capogruppo del Pd Maurizio Perinetti in una dichiarazioni a mezzo stampa. Tant’è! Luca Spitale ha fatto un passo indietro per il quieto vivere e la cosa è finità così, morta e sepolta.
Punzecchia di qua, punzecchia di là, non si erano ancora viste tutte. L’ultima porta la firma di Francesco Giglio candidato alla segreteria in nome e per conto della vecchia guardia (dall’ex assessore Enrico Capirone, passando per gli ex sindaci Carlo Della Pepa e Giovanni Maggia, quindi Laura Salvetti, Mariella Rapetti della Cgil, l’ex vicesindaco Gianni Cimalando). S’era ritirato dalla competizione quando si era capito che di tessere per far la guerra a Spitale non ce ne sarebbero state a sufficienza, ma era stato inserito nel direttivo insieme ad una dozzina dialtre persone di quel gruppo.
L’altra settimana, stando ai tam tam, Giglio si sarebbe arrabbiato come una biscia e avrebbe abbandonato tutti i gruppi di whatsapp, salvo poi presentarsi alla riunione del direttivo convocata da Spitale come se niente fosse successo.
Insomma, tutto e il contrario di tutto.
Un’animosità sicuramente eccessiva, giustificata però dai pruriti in vista delle elezioni del prossimo anno. Il Pd sta infatti cercando un candidato e non s’è ancora chiarito come lo si debba andare a cercare. Con un comitato dei saggi come vorrebbe il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti (perchè è così che si fece ai tempi con Maggia)? Con le primarie di coalizione aperte a tutti già preannunciate da Spitale? Conl’individuazione di un uomo o di una donna della società civile come suggerisce Laboratorio civico?
Di sottofondo la strategia che qualcuno avrebbe intravisto nella scelta del consigliere Andrea Benedino di abbandonare il campo a poco meno di un anno per far entrare Fiorella Pacetti. Ed è di lei che qualcuno parla come possibile candidata a sindaco. Di lei o del marito l’avvocato Matteo Chiantore, grande amico di Spitale, non foss’altro che son tutti e due appassionati di “teatro” cresciuti a pane e Morenica.
Degno di nota, infine, l’incontro tenutosi la scorsa settimana tra il direttivo del Pd e i due gruppi che fanno capo a Francesco Comotto di Viviamo Ivrea e Massimo Fresc dei cinqeustelle. Un incontro cordiale e decisamente positivo, dicono un un po’ tutti gli intervenuti. A nessuno però è sfuggita l’assenza, nella delegazione del Pd, dei “vecchi” del Pd, a meno che non si possa far rientrare in quel gruppo la consigliera Gabriella Colosso. Boh... Sarà anche questa una strategia? E quanto è fondata (“vox populi” ) la preoccupazione di alcuni e la speranza di altri, che all’ultimo minuto, alle primarie tanto desiderate da Spitale si ripresenti l’ex sindaco Carlo Della Pepa, riproponendo la battaglia del 2017, combattuta senza esclusione di colpi tra Maurizio Perinetti e Elisabetta Ballurio che poi portò alla deriva che tutti conosciamo?
C’è che non sarà il Nazareno ma poco ci manca. Non ci saranno le correnti ma il braccio di ferro tra “vecchi” e “nuovi” è vivo e vegeto come non mai, declinato in “quelli che stanno con me” e “quelli che non stanno con me”. Il rischio, appena dietro l’angolo, è che così facendo, se si dovesse tirare troppo la corda,si riconsegni il Municipio, per altri 5 anni, nelle mani del centrodestra e della Lega di Anna Bono e Alessandro Giglio Vigna...
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